Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 20
  1. #1
    Navigare necesse est
    Data Registrazione
    10 Nov 2009
    Località
    All the world
    Messaggi
    12,573
     Likes dati
    3,007
     Like avuti
    3,092
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    Lo "sbranatore rosso" come minimo dovrebbe metterci una pezza a queste "mariuolerie " denunciate dall'ex direttore finanziario dell'Mps .

    Altro che cazzi carissimo Berzanov , qua avete magnato a quattro ganasce , tu ed i tuoi compagnucci accoliti del Pd . E non è finita qua , ci sarà da ridere prossimamente , quando controlleranno anche le tue saccocce.

    Siete un'associazione a delinquere , una massa di mascalzoni dediti alle rapine in banca a scapito dei poveracci che in buona fede credevano nella bontà della "bancarella "


    Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    Clientele, spese folli, soldi ai politici: la nota choc dell'ex direttore finanziario della Fondazione, "gola profonda" dei pm. L'ipotesi delle toghe su Antonveneta: manipolato il valore del titolo

    Paolo Bracalini Gian Marco Chiocci - Lun, 28/01/2013 - 08:04

    Clientele, soldi agli amici degli amici, finanziamenti alla politica. Ecco sganciata la bomba. «Per essere più espliciti, la Fondazione (Mps, ndr) nell'arco temporale dal 2001 al 2005 si stava comportando come una famiglia che spendeva più di quanto si fosse posto come obiettivo di guadagno nel medio-lungo termine, in altre parole stava erogando non guadagni bensì patrimonio, calcolato a valore contabile, e tali squilibri, se valutati a mercato sarebbero stati anche maggiori, ma la politica di valorizzazione delle partecipazioni della Fondazione stabilita dalla Direzione era di calcolarle a costo storico, e non a mercato data la loro valenza strategica.
    Il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari

    La voce contabile che distorceva in maniera netta tale calcolo di rendimento era rappresentata dalla partecipazione in Banca Mps che negli anni passati era contabilizzata a euro 1,08, livello molto inferiore ai corsi di mercato...».
    Contenuti correlati


    Lo sfogo messo nero su bianco è di Nicola Scocca, direttore finanziario della Fondazione Mps fatto fuori all'indomani di una memoria di 8 pagine dove - di fatto - evidenziava un «sistema» anomalo quanto a erogazioni esagerate saccheggiando il patrimonio. Il documento è agli atti dei pm di Siena, che hanno interrogato l'ex direttore finanziario ripetutamente ottenendo informazioni straordinarie sul sistema Siena-Banca-Partito. In soldoni, per quel che ha scritto nel documento e per quanto riferito ai pm, anno dopo anno Scocca avrebbe segnalato ai vertici della Fondazione l'assurdità di spendere più di quanto si aveva in cassa. Propose invano di vendere azioni di Banca Intesa, per rientrare delle perdite. Niente. Quella denuncia, di fatto, lo portò a essere mandato via da Mps col risultato che - come ha ricordato Scocca agli inquirenti - dai 13 miliardi di patrimonio del 2005 si è arrivati al miliardo e mezzo di oggi. Una debacle. Anche su questo sta lavorando la Procura di Siena. Gli inquirenti avrebbero raccolto elementi significativi su condotte fraudolente messe in campo già dal 2007 dai manager Mps per reperire parte significativa dei dieci miliardi di euro versati per Antonveneta e per finanziamenti a favore della Fondazione. Di mezzo ci sarebbero anche interventi per alterare il valore del titolo Antonveneta, tali da configurare il reato di manipolazione del mercato.
    Ma vediamo nello specifico come andarono le cose, seguendo il ragionamento della «gola profonda» dei pm senesi. Quando Scocca, nel 1999, viene chiamato alla Fondazione Mps con l'incarico di direttore finanziario, studia come prima cosa un «obiettivo di rendimento» per l'ente, allora (e ancora per molti anni) azionista di maggioranza della Banca Mps. Il nodo sta nel calcolo del corretto tasso di erogazione della Fondazione, cioè il tasso a cui vengono concessi i finanziamenti da parte della ricchissima cassaforte di Siena. Il direttore finanziario Scocca stabilisce un valore (2%) capace di mantenere costante nel tempo il patrimonio della Fondazione e anche di farlo aumentare per il futuro, coprendo quindi tutte le uscite di Palazzo Sansedoni. Il piano viene approvato dal Cda e diventa quindi il criterio di gestione dell'enorme patrimonio della Fondazione. Qualche anno dopo, precisamente nel 2005, Scocca effettua un'analisi degli ultimi bilanci per vedere se quel tasso ha reso i benefici previsti, e lì trova una brutta sorpresa. «Veniva fuori che la fondazione aveva erogato ad un tasso più alto, del 2,44% nel 2005».
    Questo giochetto significava che la Fondazione stava erogando più di quanto stava guadagnando. E quindi erogava patrimonio, dava contributi agli amici, alla politica, in maniera clientelare. È a quel punto che scrive la nota di 8 pagine che gli costerà, di fatto, il licenziamento in tronco. Direttore e vicedirettore generale della Fondazione si oppongono alla correzione consigliata da Scocca, cioè o rivedere gli obiettivi di rendimento oppure alzare il tasso di erogazione o infine ridurre le erogazioni. Ipotesi, in particolare quest'ultima, vista come «fumo negli occhi» dai vertici della Fondazione, ha spiegato l'ex direttore finanziario. E naturalmente, col suo allontanamento la linea dei finanziamenti a pioggia prosegue e aumenta. La Fondazione ha continuato a erogare anche nel 2006, nel 2007 (anno di Antonveneta), poi nel 2008, continuando a incassare il dividendo dalla banca ma erodendo il patrimonio della Fondazione. Come se una famiglia che ha un reddito di 2mila euro ne spende tremila ogni mese, vendendo il proprio patrimonio, contando sugli introiti «virtuali» prodotti dalle operazioni sui derivati della banca Mps. Un meccanismo infernale che ha messo in seria crisi la Fondazione. Dettato dalla volontà – tutta politica – di ottenere consenso sul territorio, irrigato dalla pioggia di soldi della Fondazione Mps. Finché ce n'erano.
    gianmarco.chiocci@ilgiornale.it
    
    Mps, ecco il documento che svela il "buco" - IlGiornale.it
    Ultima modifica di orpheus; 28-01-13 alle 11:27
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  2. #2
    Forumista per hobby
    Data Registrazione
    04 Dec 2012
    Messaggi
    23,203
     Likes dati
    342
     Like avuti
    12,297
    Mentioned
    137 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    ROMA - Un patto tra acquirente e venditore per truccare i conti e far salire il prezzo di Antonveneta. Un accordo non scritto tra gli spagnoli del Santander e gli italiani di Monte Paschi per dividersi la «plusvalenza» di quell'affare. Gli atti contabili, le comunicazioni interne, le relazioni trasmesse agli organi di vigilanza sequestrate otto mesi fa per ordine della magistratura di Siena e analizzate dagli specialisti della Guardia di Finanza, hanno consentito di trovare indizi concreti su questo intreccio illecito. E di aprire una nuova fase d'indagine che si concentrerà sui testimoni da ascoltare. Personaggi che potrebbero conoscere dettagli inediti di quanto accadde nel 2007 quando Santander acquistò la banca per 6,3 miliardi di euro e appena due mesi dopo riuscì a venderla a Mps per 9,3 miliardi di euro con un'aggiunta di oneri che fecero lievitare la cifra a 10,3 miliardi. Un ulteriore miliardo che potrebbe rappresentare la «stecca» aggiuntiva e coinvolge direttamente Jp Morgan.
    L'armadio dei documenti - Nell'elenco c'è anche il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior e da vent'anni responsabile di Santander per l'Italia che ha più volte incontrato l'ex presidente Giuseppe Mussari, come dimostrano le agende sequestrate a quest'ultimo. Lo scorso anno, indagando sui conti dell'Istituto opere religiose, le Fiamme gialle sequestrarono nel suo ufficio un armadio pieno di documenti sulle operazioni condotte da Santander nel nostro Paese. E contenevano i nomi di alcuni consulenti che negli anni hanno affiancato l'istituto spagnolo e potrebbero aver avuto un ruolo importante anche nella vendita di Antonveneta. Tra i nomi spicca quello di Marco Cardia, avvocato che si occupò di alcuni aspetti dell'acquisizione per conto di Mps all'epoca in cui suo padre Lamberto era presidente della Consob. Sono diverse le persone che in questi mesi avrebbero già aiutato gli uomini del Nucleo valutario a ricostruire il percorso dei soldi. Denaro trasferito all'estero e in parte fatto rientrare grazie allo scudo fiscale. Ma ancora molto ne manca all'appello e soprattutto altre speculazioni sono state effettuate negli ultimi mesi. Per questo, come viene confermato dai magistrati senesi, si continua a indagare pure per aggiotaggio. Non escludendo che anche in queste ore ci siano nuove manovre illecite sul titolo. Testimone chiave in questa fase si è dimostrato Nicola Scocca, l'ex direttore finanziario della Fondazione che sarebbe stato interrogato già quattro volte.

    Il patto tra le banche - Sono gli ordini di perquisizione notificati il 9 maggio scorso a svelare quale sia il nocciolo dell'inchiesta. E per quale motivo siano finiti nel registro degli indagati l'ex direttore generale Antonio Vigni e gli ex sindaci Tommaso Di Tanno, Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti. Adesso l'indagine si è allargata coinvolgendo Mussari, il presidente della Fondazione Gabriello Mancini, l'ex direttore generale dell'ente Mario Parlangeli e l'attuale, Claudio Pieri. E con un faro acceso sull'attività di Gianluca Baldassarri, direttore dell'Area finanza fino allo scorso anno. Dopo l'esborso di oltre 10 miliardi e l'accollo dei debiti per ulteriori otto miliardi, bisogna ripianare il bilancio. Le ricapitalizzazioni e i prestiti del Tesoro non sono evidentemente sufficienti. E così i titoli Mps in portafoglio alla Fondazione finiscono in pegno a undici istituti di credito, una sorta di cordata guidata da Jp Morgan che coinvolgeva anche Mediobanca. I finanziamenti arrivano attraverso contratti di Total Rate of Return Swap (Tror) e per questo i magistrati chiedono ai finanzieri di sequestrare le «note propedeutiche agli accordi di stand still siglati con la Fondazione, la documentazione relativa alle contrattazioni che hanno determinato il rilascio di garanzie in favore delle banche o del "Term loan" da parte della Fondazione Mps, la loro novazione, documentazione concernente il ribilanciamento del debito contratto dalla Fondazione».


    Le manovre speculative - L'esame dei documenti effettuato in questi otto mesi dimostra che per sanare la voragine nei conti aperta con l'acquisto di Antonveneta furono messe in piedi operazioni ad altissimo rischio come i bond fresh del 2008 e quelle sui derivati. Ma non solo. I magistrati sono convinti che il valore delle azioni sia stato gonfiato dai dirigenti di Mps e che queste manovre speculative siano andate avanti anche negli anni successivi, in particolare tra giugno 2011 e gennaio 2012.
    Obiettivo: nascondere un disastro finanziario che i vertici del Monte Paschi avevano invece escluso. Non a caso nei decreti di perquisizione del maggio scorso viene evidenziato come «la documentazione acquisita e le informazioni testimoniali fanno emergere l'ostacolo all'attività di vigilanza della banca d'Italia poiché risulta che organi apicali e di controllo di Mps, contrariamente al vero rappresentavano che la complessiva operazione realizzava il pieno e definitivo trasferimento a terzi del rischio d'impresa e che la stessa non contemplava altri contratti oltre quelli già inviati».


    Il falso su Jp Morgan - Agli atti c'è una lettera trasmessa il 3 ottobre 2010 dal direttore generale di Mps Vigni a Bankitalia sull'aumento di capitale da un miliardo riservato a Jp Morgan. Dieci giorni prima Palazzo Koch aveva chiesto «delucidazioni circa la computabilità della complessiva operazione di rafforzamento patrimoniale da un miliardo di euro nel core capital ». Vigni risponde che «in ordine all'assorbimento delle perdite Jp Morgan ha acquistato le proprietà delle azioni senza ricevere alcuna protezione esplicita o implicita dalla Banca». Affermazioni «non rispondenti al vero» secondo i pubblici ministeri che contestano al direttore generale di aver mentito «anche sulla flessibilità dei pagamenti riconosciuti alla stessa Jp Morgan». E di aver provocato un'ulteriore, gravissima perdita finanziaria a Mps.

    Il patto con Santander e Jp Morgan Adesso spunta una lettera segreta - Corriere.it

  3. #3
    Navigare necesse est
    Data Registrazione
    10 Nov 2009
    Località
    All the world
    Messaggi
    12,573
     Likes dati
    3,007
     Like avuti
    3,092
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    Citazione Originariamente Scritto da MarinoBuia Visualizza Messaggio
    ROMA - Un patto tra acquirente e venditore per truccare i conti e far salire il prezzo di Antonveneta. Un accordo non scritto tra gli spagnoli del Santander e gli italiani di Monte Paschi per dividersi la «plusvalenza» di quell'affare. Gli atti contabili, le comunicazioni interne, le relazioni trasmesse agli organi di vigilanza sequestrate otto mesi fa per ordine della magistratura di Siena e analizzate dagli specialisti della Guardia di Finanza, hanno consentito di trovare indizi concreti su questo intreccio illecito. E di aprire una nuova fase d'indagine che si concentrerà sui testimoni da ascoltare. Personaggi che potrebbero conoscere dettagli inediti di quanto accadde nel 2007 quando Santander acquistò la banca per 6,3 miliardi di euro e appena due mesi dopo riuscì a venderla a Mps per 9,3 miliardi di euro con un'aggiunta di oneri che fecero lievitare la cifra a 10,3 miliardi. Un ulteriore miliardo che potrebbe rappresentare la «stecca» aggiuntiva e coinvolge direttamente Jp Morgan.
    L'armadio dei documenti - Nell'elenco c'è anche il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello Ior e da vent'anni responsabile di Santander per l'Italia che ha più volte incontrato l'ex presidente Giuseppe Mussari, come dimostrano le agende sequestrate a quest'ultimo. Lo scorso anno, indagando sui conti dell'Istituto opere religiose, le Fiamme gialle sequestrarono nel suo ufficio un armadio pieno di documenti sulle operazioni condotte da Santander nel nostro Paese. E contenevano i nomi di alcuni consulenti che negli anni hanno affiancato l'istituto spagnolo e potrebbero aver avuto un ruolo importante anche nella vendita di Antonveneta. Tra i nomi spicca quello di Marco Cardia, avvocato che si occupò di alcuni aspetti dell'acquisizione per conto di Mps all'epoca in cui suo padre Lamberto era presidente della Consob. Sono diverse le persone che in questi mesi avrebbero già aiutato gli uomini del Nucleo valutario a ricostruire il percorso dei soldi. Denaro trasferito all'estero e in parte fatto rientrare grazie allo scudo fiscale. Ma ancora molto ne manca all'appello e soprattutto altre speculazioni sono state effettuate negli ultimi mesi. Per questo, come viene confermato dai magistrati senesi, si continua a indagare pure per aggiotaggio. Non escludendo che anche in queste ore ci siano nuove manovre illecite sul titolo. Testimone chiave in questa fase si è dimostrato Nicola Scocca, l'ex direttore finanziario della Fondazione che sarebbe stato interrogato già quattro volte.

    Il patto tra le banche - Sono gli ordini di perquisizione notificati il 9 maggio scorso a svelare quale sia il nocciolo dell'inchiesta. E per quale motivo siano finiti nel registro degli indagati l'ex direttore generale Antonio Vigni e gli ex sindaci Tommaso Di Tanno, Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti. Adesso l'indagine si è allargata coinvolgendo Mussari, il presidente della Fondazione Gabriello Mancini, l'ex direttore generale dell'ente Mario Parlangeli e l'attuale, Claudio Pieri. E con un faro acceso sull'attività di Gianluca Baldassarri, direttore dell'Area finanza fino allo scorso anno. Dopo l'esborso di oltre 10 miliardi e l'accollo dei debiti per ulteriori otto miliardi, bisogna ripianare il bilancio. Le ricapitalizzazioni e i prestiti del Tesoro non sono evidentemente sufficienti. E così i titoli Mps in portafoglio alla Fondazione finiscono in pegno a undici istituti di credito, una sorta di cordata guidata da Jp Morgan che coinvolgeva anche Mediobanca. I finanziamenti arrivano attraverso contratti di Total Rate of Return Swap (Tror) e per questo i magistrati chiedono ai finanzieri di sequestrare le «note propedeutiche agli accordi di stand still siglati con la Fondazione, la documentazione relativa alle contrattazioni che hanno determinato il rilascio di garanzie in favore delle banche o del "Term loan" da parte della Fondazione Mps, la loro novazione, documentazione concernente il ribilanciamento del debito contratto dalla Fondazione».


    Le manovre speculative - L'esame dei documenti effettuato in questi otto mesi dimostra che per sanare la voragine nei conti aperta con l'acquisto di Antonveneta furono messe in piedi operazioni ad altissimo rischio come i bond fresh del 2008 e quelle sui derivati. Ma non solo. I magistrati sono convinti che il valore delle azioni sia stato gonfiato dai dirigenti di Mps e che queste manovre speculative siano andate avanti anche negli anni successivi, in particolare tra giugno 2011 e gennaio 2012.
    Obiettivo: nascondere un disastro finanziario che i vertici del Monte Paschi avevano invece escluso. Non a caso nei decreti di perquisizione del maggio scorso viene evidenziato come «la documentazione acquisita e le informazioni testimoniali fanno emergere l'ostacolo all'attività di vigilanza della banca d'Italia poiché risulta che organi apicali e di controllo di Mps, contrariamente al vero rappresentavano che la complessiva operazione realizzava il pieno e definitivo trasferimento a terzi del rischio d'impresa e che la stessa non contemplava altri contratti oltre quelli già inviati».


    Il falso su Jp Morgan - Agli atti c'è una lettera trasmessa il 3 ottobre 2010 dal direttore generale di Mps Vigni a Bankitalia sull'aumento di capitale da un miliardo riservato a Jp Morgan. Dieci giorni prima Palazzo Koch aveva chiesto «delucidazioni circa la computabilità della complessiva operazione di rafforzamento patrimoniale da un miliardo di euro nel core capital ». Vigni risponde che «in ordine all'assorbimento delle perdite Jp Morgan ha acquistato le proprietà delle azioni senza ricevere alcuna protezione esplicita o implicita dalla Banca». Affermazioni «non rispondenti al vero» secondo i pubblici ministeri che contestano al direttore generale di aver mentito «anche sulla flessibilità dei pagamenti riconosciuti alla stessa Jp Morgan». E di aver provocato un'ulteriore, gravissima perdita finanziaria a Mps.

    Il patto con Santander e Jp Morgan Adesso spunta una lettera segreta - Corriere.it
    Una vera e propria "associazione a delinquere " .... mariuoli patentati di cui lo "sbranatore rosso" dice di non sapere un cazzo .

    Berzà ... mavafangul
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  4. #4
    Visitors Addicted
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Località
    We are everywhere
    Messaggi
    46,908
     Likes dati
    7,076
     Like avuti
    11,913
    Mentioned
    519 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    Ma in galera ste merde un ci vanno mai?
    Ultima modifica di WalterA; 28-01-13 alle 11:42

  5. #5
    Visitors Addicted
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Località
    We are everywhere
    Messaggi
    46,908
     Likes dati
    7,076
     Like avuti
    11,913
    Mentioned
    519 Post(s)
    Tagged
    4 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    Una vera e propria "associazione a delinquere " .... mariuoli patentati di cui lo "sbranatore rosso" dice di non sapere un cazzo .

    Berzà ... mavafangul
    A parte lo sbranatore, ci rendiamo conto che i banchieri europei sono degli stronzi e che probabilmente questo non è un caso isolato ma un modus operandi ampiamente accettato se non addirittura praticato?

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    29 Jun 2009
    Località
    Tv
    Messaggi
    16,521
     Likes dati
    4,344
     Like avuti
    5,162
    Mentioned
    23 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"



    Mps/ Bersani: caso isolato,
    il sistema bancario italiano è stabile


    Mps/ Bersani: caso isolato, il sistema bancario italiano è stabile - Il Mondo

  7. #7
    Forumista
    Data Registrazione
    19 Jul 2012
    Località
    Beograd, Serbia
    Messaggi
    171
     Likes dati
    6
     Like avuti
    48
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    A tutti i non lobotomizzati dalla propaganda cattocomunista dovrebbero 'aprirsi gli occhi' in modo da non avere dubbi sul perche' della 'spirale recessiva' che ha compito l'Italia negli ultimi due anni e su chi ne sono stati gli 'orchestratori'... o no?...

    cordiali saluti

    chi sigma
    ... che' perder tempo a chi piu' sa piu' spiace... , Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

  8. #8
    Ghibellino
    Data Registrazione
    22 May 2009
    Messaggi
    48,885
     Likes dati
    2,423
     Like avuti
    14,810
    Mentioned
    95 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Ma in galera ste merde un ci vanno mai?
    No. E quando ci vanno ci stanno pochissimo e poi, magari, vengono cooptati in qualche consiglio di amministrazione di un'altra banca
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  9. #9
    Forumista per hobby
    Data Registrazione
    04 Dec 2012
    Messaggi
    23,203
     Likes dati
    342
     Like avuti
    12,297
    Mentioned
    137 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    che fine hanno fatto quelli dello spread?

  10. #10
    Gianicolo, 1849
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    43,712
     Likes dati
    10,446
     Like avuti
    27,162
    Mentioned
    874 Post(s)
    Tagged
    11 Thread(s)

    Predefinito Re: Mps, ecco il documento che svela il "buco"

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    A parte lo sbranatore, ci rendiamo conto che i banchieri europei sono degli stronzi e che probabilmente questo non è un caso isolato ma un modus operandi ampiamente accettato se non addirittura praticato?
    Sottoscrivo, sono anni che predico al vento.

    Tutti hanno fatto e fanno di queste cose, non è che siano cattivi è che negli anni '90 sono state fatte leggi che li hanno liberati da ogni vincolo: devono rispondere solo a se stessi.

    Ci credevi tu che saltavano le banche inglesi, quelle francesi, tedesche, spagnole, austriache, americane, e le nostre erano solidissime e non avevano bisogno neanche dei Tremonti Bond (la cui accettazione avrebbe permesso al Tesoro di ficcare il naso)

    Adesso il bubbone è scoppiato perchè si vuole ricattare Bersani a cacciare Vendola e sconfessare la CGIL (sono mesi e mesi che si sapeva dei 4 miliardi al MPS) è la cosa è ancora più grave, perchè significa che questo sistema non solo è di criminalità economica, ma pure di criminalità politica e non arretra di fronte a niente per salvarsi e se possibile mantenere milioni e privilegi.

    Come Mussari faceva finanziare la moglie con 12 milioni di € tutti fanno finanziare i parenti a milioni di €, tutti hanno fatto le operazioni sui derivati, tutti si sono autoassegnati premi milionari, tutti hanno trasformato i "depositi" in "crediti" garantiti dal gregge di pecore armeno, tutti pretendono mazzette per finanziarti.

    E fanno la faccia feroce con le piccole e medie aziende per far vedere che loro sono "puliti" e rispettano le varie Basilea.
    Ma ci vuole tanto a levarsi il prosciutto dagli occhi?
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Un buco nero nel cervello. "Ecco da dove nasce il crimine"
    Di taxydriver nel forum Scienza e Tecnologia
    Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 03-04-13, 19:55
  2. Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 23-03-12, 18:52
  3. Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 24-11-06, 17:50
  4. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 30-10-02, 01:49
  5. Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 20-09-02, 13:00

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito