LA NASCITA DEI WARGAMES
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Nel 1811 il barone von Reisswitz, consigliere di guerra presso la corte prussiana a Breslavia, sostituisce al tavoliere composto da caselle una cassetta riempita di sabbia, in modo da creare un primo modello tridimensionale su cui poter disputare delle battaglie simulate e allo stesso tempo stabilisce una scala precisa (1:2373 il che corrispondeva sulla mappa di gioco a 3 cm = 100 passi, ovvero circa 741 m).
L'inserimento del riferimento spaziale (la scala) fornirà la possibilità a von Reisswitz di aggiungere la componente temporale all'interno del gioco; conoscendo la scala è infatti possibile, ad esempio, determinare il tempo di percorrenza di una truppa per un dato spazio.
Il gioco di von Reisswitz, Kriegsspiel, si diffonde rapidamente e capillarmente a partire dalle accademie militari prussiane e grazie soprattutto all'interesse che verso lo stesso nutriva la corte prussiana e in modo particolare il sovrano Federico Guglielmo III.
Negli anni seguenti il gioco veniva inserito nelle accademie militari con fini didattici per i giovani ufficiali, le partite si svolgevano facendo sistemare i due allievi ognuno in una stanza, separate tra loro da una terza, nella quale prendeva posto l'istruttore. Al centro di ogni stanza veniva dispiegata su un tavolo la mappa di gioco, successivamente l'istruttore indicava ad ogni giocatore quali obiettivi strategici bisognasse raggiungere.
Solo quest'ultimo conosceva l'esatta ubicazione dei due schieramenti e i loro obiettivi.
A questo punto aveva inizio il gioco vero e proprio, gli apprendisti muovevano a turno le proprie forze e quando un pezzo di un giocatore diventava visibile a distanza, l'istruttore lo piazzava sulla mappa dell'altro contendente, simulando con precisione la possibilità di avvistamento del nemico su un autentico campo di battaglia.
Quando le truppe degli opposti schieramenti giungevano a distanza di tiro, l'istruttore decideva le entità delle perdite e le conseguenze tattiche degli scontri.
Una innovazione notevole del Kriegsspiel di von Reisswitz fu l'inserimento del dado all'interno del gioco: le mosse, le scelte dei giocatori non erano più le sole ad influenzare l'andamento del gioco, come nei giochi tattici più simbolici, ma entrava in gioco il caso, o per dirla nei termini di Caillois, l' alea, l'imponderabile, l'imprevisto fatale.
I dadi rappresentavano la presenza dell'imponderabile, della fortuna, di tutte quelle variabili che da Napoleone a Clausewitz, tutti gli strateghi sostenevano esistere all'interno dei conflitti bellici.
Nel 1837, si dispose che il Kriegsspiel fosse distribuito a ciascun reggimento dell'esercito prussiano; in particolare Francia e Turchia si interessarono al gioco.
Dopo la tripletta di vittorie sorprendenti della Prussia in meno di un decennio su Danimarca, Austria e Francia, derivante anche d all'addestramento degli ufficiali ottenuto con il Kriegsspiel, anche Regno Unito e Stati Uniti adottarono analoghi giochi di simulazione, mentre la Francia ne sviluppò di differenti, poi abbandonati qualche anno dopo in favore della revisione dei vecchi schemi della Grande Manovra Estiva e Invernale.
Il Kriegsspiel prussiano, viste le sue caratteristiche didattiche e la sua struttura, non era di certo divertente da giocare, in quanto macchinoso e legato a schemi predefiniti e forse anche noiosi.
A questo punto la storia dei wargames si biforca, da una parte la “scuola” del Kriegsspiel che continuerà a elaborare modelli molto realistici con finalità di addestramento bellico e di simulazione di conflitti, costituendo una pratica tuttora utilizzata negli istituti militari.
Dall'altra parte ci sarà uno sviluppo in senso ludico promosso da chi intuì le potenzialità in questa direzione.
Il che condurrà ad una infinita serie di giochi di simulazione con scopo di intrattenimento.




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