



beh per quanto gli operai si affannino a comprare macchine non lo ripagherebbero mai di quello che Ford stesso gli ha messo in tasca
ma se un bel taylorismo razionalizzato li rende iperproduttivi si può anche buttargli qualche spicciolo e sottrarli agli agitatori che notoriamente non gli piacevano...






Intervallo musicale
CLAUDIA CONTE, TI AMO!


infatti la storia di ford non mi ha mai convinto.
il punto però è che oggi si va a contrario: cioè non servendo più la nobiltà operaia ma dovendo fare lavori che davvero chiunque con 3-4 giorni di 'prova' in grado di fare si punta costantemente alla diminuzione dei salari.
e il caso walmart è sintomatico: per essere straconcorrenziale (non dico rimanere sul mercato, ma spaccarlo a proprio favore) ha scelto una politica di salari bassissimi (quando come è successo non decida di andare palesemente nell'illegalità con i clandestini) in modo da costringere la concorrenza ad inseguirla (e sul mercato se insegui sei in svantaggio) ha scelto una politica di approviggionamento strozzando i fornitori locali oppure rivolgendosi all'estero.
e le conseguenze sono chiare: se vendi millemila articoli uccidi il mercato. e imponi le tue politiche salariali a chiunque vuole provare a resistere alla tua concorrenza.
la domanda è semplice: se in ogni segmento emergesse un colosso con queste politiche salariali dove si andrebbe a finire?
hai ragione: al socialismo reale. ma gestito da un privato


Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)




no.
però le politiche di pagare meglio rispetto non dico ai tuoi competitor ma semplicemente rispetto alle aziende che hai territorialmente intorno a te è vera.
le aziende grosse attiravano gli operai delle aziendine pagandoli meglio. perchè serviva qualità nelle catene di montaggio anteguerra.

