



beh non so dipende. le scelte di consumo sono comunque individuali e tendono ad essere legate al contesto sociale/relazionale di riferimento.
io ad esempio con la televisione e con la macchina non ci faccio nulla (per ora), ma nella vita voglio guadagnare abbastanza da non dovermi preoccupare di quanto spendo in cibo, alcool o cazzate varie.




Questo concetto non ha senso. Se io domani decido di fare l'azienda che paga poco i dipendenti, rimarra' una mia fantasia, perche' quando apro i battenti e vado sul mercato, il livello dei prezzi dei salari esiste gia', ed essendo io l'ultimo arrivato, richiedendo manodopera aggiuntiva, provochero' un effetto di aumento del prezzo dei salari.
La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.
L. von Mises
SILENDO LIBERTATEM SERVO






"The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens


Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


tanto peggio per i nostri antenati che si sono fatti il culo
comunque te lo dico io qual è il tuo punto: tu credi nella dignità del lavoro che realizza l'uomo, ma preferisci razionalizzarla inventandoti un'improbabile passione consumistica per i gingilli inutili (eppure per godersi capricciosamente la vita avendo molto tempo a disposizione la prima cosa da fare più che accumulare denaro sarebbe buttare a mare l'altro tuo valore fondamentale cioè la famiglia)

