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Discussione: Go Pat, Go!

  1. #1
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    Predefinito Go Pat, Go!




    Go Pat, Go!

    Un anno fa su Politica Online...



    Se c'è un uomo che ancor oggi incarna fedelmente gli ideali della destra americana questi è Pat Buchanan, repubblicano conservatore da sempre e oggi coscienza critica di un partito allontanatosi sempre più dalle tradizionali linee seguite al tempo di Nixon e Reagan, dei quali il vecchio Pat è stato fedelmente al servizio.
    In questi tempi dove è facile smarrirsi nelle paludi del trasformismo politico, il buon Pat rappresenta quell'ancora a cui aggrapparsi per non perdere di vista in contenuti della vestra vera, che in America è attualmente rappresentata dal gruppo intellettuale dei paleoconservatori.
    In questa intervista del 2006* vi è tutto il pensiero di Pat Buchanan dalla difesa dei valori tradizionali al trauma di una nazione ormai sfigurata dai flussi immigratori che minano ogni lealtà interna e impediscono la coesione nazionale. La sincerità con la quale Buchanan sente la perdita della "sua" America è drammatica e insieme commovente. Non è più tempo di vecchi miti ed eroi. La Vecchia America non esiste più e noi che da lontano l'abbiamo tanto amata non possiamo che piangerla con te, caro, vecchio Pat...


    Florian (Mr. Right)




    * L'intervista citata è presente nel 3d: DOCUMENTI - Pat Buchanan, il "conservatore del cuore"
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
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    Predefinito Rif: Go Pat, Go!

    Il mio amore per la destra nasce con Pat...


    Gennaio 1997. Bill Clinton è saldamente al comando della liberal America e chi scrive si è avvicinato per la prima volta al pensiero conservatore. Il candidato Repubblicano, il centrista Bob Dole non ce l'ha fatta a spodestare King Bill e personalmente non me ne ero fatto un gran cruccio, visto che ai miei occhi Dole equivaleva ad una sorta di Lamberto Dini. Il candidato della destra, sconfitto alle primarie, si chiamava Pat Buchanan ed aveva la fama di estremista e bigotto. Proprio quello che faceva per me.

    Per un paio di intensi anni - quelli del mio primo "apprendistato" conservatore - appoggiai Buchanan di tutto cuore, come si conviene a colui che era considerato l'erede di Reagan e Goldwater. Poi sopraggiunse George W. Bush e con lui la speranza concreta della revanche repubblicana. E' stato allora che ho tradito Pat, un po' vergognandomene, sapendo nel fondo del cuore che aveva ragione lui, transfuga, e non l'establishment che l'aveva spodestato dal ruolo di portabandiera della destra.

    In questi anni Pat è stata una voce solitaria, spesso critica della politica Repubblicana, soprattutto nei riguardi della visione "imperialistica" dei neoconservatori. Alle ultime elezioni Pat ha appoggiato Ron Paul, un altro perdente come lui, il quale però ha saputo attirare attorno a sè il rispetto del media (anche liberal) e la vicinanza di giovani, indipendenti e fighette del cinematografo.

    Quanta differenza con Pat, il conservatore che si era catturato l'odio politico delle sinistre internazionali. Pat il populista, Pat il razzista, Pat l'antisemita, Pat il fascista... Anche per questo mi è rimasto nel cuore a differenza di Paul, che stimo politicamente ma che mi è indifferente sul piano umano.

    Pat Buchanan è conservatore. Detta così può sembrare un'ovvietà, ma non lo è visto che oggi la maggior parte delle persone che vengono additate come tali sono liberal travestiti. Invece sulle credenziali conservatrici di Pat nessuno mai ha osato obiettare alcunchè. Buchanan è infatti il prototipo del tipico conservatore americano, il crocevia di tante destre che si sono succedute nel XX secolo: Reagan, Goldwater, Taft, Wallace, McCarthy.

    Buchanan rappresenta quella "vecchia" America che i radicali di sinistra per sbeffeggiarla durante gli anni settanta la scrivevano con la "kappa". L'America delle famiglie tradizionali WASP, bianche anglosassoni e protestanti, per quanto egli sia propriamente un cattolico. L'America della torta di mele e della country music, che va in chiesa e che imbraccia il fucile, infischiandosene di mostre d'arte contemporanea ed altre prelibatezze postmoderne.

    Un'America più volte sconfitta, come Pat, ma non per questo piegata e dimentica di se stessa. Pat Buchanan è un perdente, ma non se ne cura e va avanti come un mulo a scrivere libri sul declino morale e sociale dell'Occidente. Nonostante non abbia la statura di intellettuale la sua opera è tenuta in altissima considerazione dal filosofo tory Roger Scruton, altro campione del conservatorismo contemporaneo e perenne oggetto degli insulti della sinistra.

    Viene dipinto spesso come un reazionario, ma Pat Buchanan non ha molto a che fare con i classici apologeti del Trono e dell'Altare. Per nulla monarchico, lui è al contrario un "Vecchio Repubblicano" nella tradizione americana di Jefferson e Calhoun. E' un isolazionista, ma di un genere completamente diverso dai radicali antimperialisti che al tempo stesso si considerano cittadini del mondo e membri di un'unica famiglia, quella della razza umana. Pat è invece nel profondo un americano, un bianco, un cattolico e ci tiene, da conservatore, a rimarcare queste qualità distintive proprio nell'epoca in cui gran parte del mondo occidentale se ne vergogna.

    Per queste ed altre ragioni mi sento legato a Pat da sincero affetto. Lui non tradisce, non segue le mode e i sondaggi d'opinione, è oggi la stessa persona che era vent'anni fa, quando con il consueto spirito battagliero faceva la fronda a Bush padre.

    In quest'America che cambia e si trasforma prima che tu sia in grado di comprenderla, Pat è uno dei pochi punti fermi. Come un vecchio western visto mille in tv, le copertine illustrate di Norman Rockwell e le canzoni natalizie di Bing Crosby. E allora Go Pat, Go! Ancora non si vede all'orizzonte un conservatore genuino onesto e capace come te.


    Mr. Right
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Go Pat, Go!

    Citazione Originariamente Scritto da Mr. Right Visualizza Messaggio
    Il mio amore per la destra nasce con Pat...


    Gennaio 1997. Bill Clinton è saldamente al comando della liberal America e chi scrive si è avvicinato per la prima volta al pensiero conservatore. Il candidato Repubblicano, il centrista Bob Dole non ce l'ha fatta a spodestare King Bill e personalmente non me ne ero fatto un gran cruccio, visto che ai miei occhi Dole equivaleva ad una sorta di Lamberto Dini. Il candidato della destra, sconfitto alle primarie, si chiamava Pat Buchanan ed aveva la fama di estremista e bigotto. Proprio quello che faceva per me.

    Per un paio di intensi anni - quelli del mio primo "apprendistato" conservatore - appoggiai Buchanan di tutto cuore, come si conviene a colui che era considerato l'erede di Reagan e Goldwater. Poi sopraggiunse George W. Bush e con lui la speranza concreta della revanche repubblicana. E' stato allora che ho tradito Pat, un po' vergognandomene, sapendo nel fondo del cuore che aveva ragione lui, transfuga, e non l'establishment che l'aveva spodestato dal ruolo di portabandiera della destra.

    In questi anni Pat è stata una voce solitaria, spesso critica della politica Repubblicana, soprattutto nei riguardi della visione "imperialistica" dei neoconservatori. Alle ultime elezioni Pat ha appoggiato Ron Paul, un altro perdente come lui, il quale però ha saputo attirare attorno a sè il rispetto del media (anche liberal) e la vicinanza di giovani, indipendenti e fighette del cinematografo.

    Quanta differenza con Pat, il conservatore che si era catturato l'odio politico delle sinistre internazionali. Pat il populista, Pat il razzista, Pat l'antisemita, Pat il fascista... Anche per questo mi è rimasto nel cuore a differenza di Paul, che stimo politicamente ma che mi è indifferente sul piano umano.

    Pat Buchanan è conservatore. Detta così può sembrare un'ovvietà, ma non lo è visto che oggi la maggior parte delle persone che vengono additate come tali sono liberal travestiti. Invece sulle credenziali conservatrici di Pat nessuno mai ha osato obiettare alcunchè. Buchanan è infatti il prototipo del tipico conservatore americano, il crocevia di tante destre che si sono succedute nel XX secolo: Reagan, Goldwater, Taft, Wallace, McCarthy.

    Buchanan rappresenta quella "vecchia" America che i radicali di sinistra per sbeffeggiarla durante gli anni settanta la scrivevano con la "kappa". L'America delle famiglie tradizionali WASP, bianche anglosassoni e protestanti, per quanto egli sia propriamente un cattolico. L'America della torta di mele e della country music, che va in chiesa e che imbraccia il fucile, infischiandosene di mostre d'arte contemporanea ed altre prelibatezze postmoderne.

    Un'America più volte sconfitta, come Pat, ma non per questo piegata e dimentica di se stessa. Pat Buchanan è un perdente, ma non se ne cura e va avanti come un mulo a scrivere libri sul declino morale e sociale dell'Occidente. Nonostante non abbia la statura di intellettuale la sua opera è tenuta in altissima considerazione dal filosofo tory Roger Scruton, altro campione del conservatorismo contemporaneo e perenne oggetto degli insulti della sinistra.

    Viene dipinto spesso come un reazionario, ma Pat Buchanan non ha molto a che fare con i classici apologeti del Trono e dell'Altare. Per nulla monarchico, lui è al contrario un "Vecchio Repubblicano" nella tradizione americana di Jefferson e Calhoun. E' un isolazionista, ma di un genere completamente diverso dai radicali antimperialisti che al tempo stesso si considerano cittadini del mondo e membri di un'unica famiglia, quella della razza umana. Pat è invece nel profondo un americano, un bianco, un cattolico e ci tiene, da conservatore, a rimarcare queste qualità distintive proprio nell'epoca in cui gran parte del mondo occidentale se ne vergogna.

    Per queste ed altre ragioni mi sento legato a Pat da sincero affetto. Lui non tradisce, non segue le mode e i sondaggi d'opinione, è oggi la stessa persona che era vent'anni fa, quando con il consueto spirito battagliero faceva la fronda a Bush padre.

    In quest'America che cambia e si trasforma prima che tu sia in grado di comprenderla, Pat è uno dei pochi punti fermi. Come un vecchio western visto mille in tv, le copertine illustrate di Norman Rockwell e le canzoni natalizie di Bing Crosby. E allora Go Pat, Go! Ancora non si vede all'orizzonte un conservatore genuino onesto e capace come te.


    Mr. Right
    Stupendo.
    Pure io,col cuore ,preferisco di gran lunga Pat il vecchio "nazi",in realta' paci-vero,all'.."obbligatorio rispettarlo e parlarne bene",a Hollywood come a sinistra ,Ron Paul.
    Pat,l'isolazionista ad oltranza ed ultra conservatore ,conservatore di cuore Pat,uno che ,sempre col cuore e' ancora capace di schifarsi o fare facce strane solo all'idea che qualcuno da qualche parte stia fumando delle cose strane o della mariana,il vecchio irlandese dalle braccia forti capace di digrignare i denti ed infuriarsi come se volesse ammazzare qualcuno all'idea che da qualche parte qualcuno stia commettendo l'omicidio chiamato aborto ,nascondendolo sotto altro nome.
    Non e' un genio "combattuto e multi -informato",no,ma e' l'unico ,sincero vecchio-con rimasto in giro,oltre che un'Uomo vero e buono.
    Molto piu' che sufficiente per volergli bene.

    Durante la primarie repubblicratiche del 1996 per un momento io ebbi un'abbaglio,io credetti per qualche settimana di essere quasi felice ed eccitato per una elezione democratica.
    Nel mentre l'establishement intelletual-hollywoodia-didattic-mediatico stava impazzendo come un formicaio sotto una fiamma!
    Ma io stavo facendo proprio il tifo PER,a favore di, un politico!
    L'allucinazione sulla democrazia e la politica si dissolse velocemente e democrazia e politica finirono per produrre il loro meglio:
    Una famiglia di criminali chiamata Bush.
    Ma questo Uomo umile e vero,almeno lui, rimane.
    " Democracy is currently defined in Europe as: " A country run by Jews " . E.P.

 

 

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