IL QUINTO ELEMENTO
(autore: Metatron)
“Tutto il segreto della Filosofia ermetica consiste nell'ottenere il Mercurio puro,
quello che si trovava prima di essere mescolato con qualunque metallo.”
(A.J. Pernety: Dictionnaire mytho-hermètique. Paris)
Il processo alchemico per quanto indecifrabile ai più, consiste essenzialmente in un lavoro di soluzione ed integrazione che si svolge a diversi livelli coscienziali all'interno della propria sfera psicofisica (athanor), con il proposito di estinguere il riflesso (anima-mercurio) che si viene a generare a causa dell'identificazione da parte della polarità spirituale (principio-zolfo) con la relativa polarità materiale (sostanza-piombo). Pertanto il fine della Tradizione ermetica è quello di liberare il mercurio dalle catene delle identificazioni-sovrapposizioni che il piombo può offrire e a riprendersi la dignità sulfurea che gli appartiene. L'immagine di sé da rettificare e trasmutare quindi, è una amalgama di svariata natura la cui composizione dipende dal grado di immedesimazione con la polarità materiale che può presentare caratteristiche assimilabili ai 4 elementi:
il riflesso può concepirsi in termini di corpo-istinto (terra)
il riflesso può concepirsi in termini di emozione-passione (acqua)
il riflesso può concepirsi in termini di intuizione-idea (aria)
il riflesso viene riassorbito nello stesso Principio generante (Fuoco)
L'Opera Alchemica del “solve et coagula” perciò procede per gradi ed in questa sequenza:
Nigredo: sciogliere la componente solida del riflesso e convertirla in liquido
Albedo: sciogliere la componente liquida del riflesso e convertirla in aeriforme
Rubedo: sciogliere l'aspetto aeriforme del riflesso fino all'estinzione dello stesso
Di queste tre fasi l'ultima è la più difficile poiché l'elemento aria non è facilmente trattabile come l'elemento acqua che è troppo pesante e rozza per mascherare il suo movimento. L'aria è sottile, leggera, avvolgente ma infida: ti sembra di averla in pugno e invece non è così. Il pensiero è veramente diabolico a tal punto da formularti persino una filosofia apparentemente accettabile, ineccepibile pur di non farsi incenerire. Esso ti sa cullare dolcemente e darti voli maestosi e inebrianti fino ad intrappolarti sul suo piano impedendoti di portare a compimento l'opera finale. Molti cosiddetti “pensatori” mancando di decisione stanno ritardando di brandire la potenza del fuoco risolutore per rallentare fino a fermare il ritmo “ideale” proiettivo.
Una volta operata la totale separazione dagli elementi terra (tamas), acqua (rajas) e aria (satva), il triplice aspetto di maya, l'anima incarnata estingue il suo riflesso risolvendosi nel Fuoco principiale che lo aveva generato. A questo punto sei veramente con te stesso, uno stato contemplativo scevro di contenuti precipitati, con la sostanza purificata e resa placida tale da fungerti da specchio e nel quale, in quanto coronamento della Grande Opera, finalmente riconoscerti nella tua pienezza ed espressione. Ora devi spegnere lo stesso Fuoco, la sorgente del pensiero incatenante, per dissolverti nella chiara, silente consapevolezza onnipervadente dell'Etere, il Quinto elemento. Questo è un passaggio che implica solitudine e maturità. E' la morte conclusiva, finale; è la morte che concede l'Infinità e l'Incondizionatezza. Non si tratta più di guardar fuori, perché non hai più niente di fronte a te. Sei solo con te stesso e con quella potenzialità di ritornare aria, acqua, terra o cose di altro genere, tanta è l'indefinita possibilità espressiva che puoi manifestare. Solo a questo stadio puoi comprendere la vera natura e funzione del Silenzio. Se diventi padrone del Silenzio, il tutto procede da sé. Comprendi? Hai risolto il Fuoco che alimentava il movimento pensativo forgiatore dell'intero edificio cosmico-energetico nei suoi molteplici livelli di condensazione.
“Quando tu non potrai dire nulla di Lui, solo allora lo vedrai, poichè la conoscenza di Dio è
divino silenzio e cessazione di tutte le nostre sensazioni”. (Corpus Ermeticum X)




Rispondi Citando
... che afferma vigorosamente l'essenza metafisica e filosofica dell'alchimia, il cui vero scopo è la la conquista - dopo arduo, indispensabile e formativo percorso - dell'amonizzazione e della purificazione interiore.
