Berlusconi attacca la sinistra, tirando in ballo lo scandalo Mps e dichiarando che il "banche, banche" è molto peggio del "bunga, bunga"
Qualcuno dica a Berlusconi che venerdì i pm che indagano sullo scandalo Mps
hanno convocato l’ex senatore del Pdl Paolo Amato, il quale ha definito un «groviglio armonioso» quello che avveniva in Mps e a come i partiti gestivano insieme, tutti d'accordo, le nomine ai vertici della banca senese e le conseguenti scelte gestionali che venivano fatte.
In queste ore concitate va sottolineato il fatto che il pm senese Antonio Nastasi, si è recato a Firenze per
ascoltare l'ex coordinatore del Pdl Denis Verdini, insieme ai colleghi che avevano indagato sul Credito cooperativo fiorentino il senatore Amato (che intanto ha traslocato al gruppo Misto) e l’attuale presidente del Consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci (Pd).
Ecco che cosa riporta Il Mattino:
Nell’inchiesta sul Credito cooperativo, che vede sotto accusa Verdini, è indagato anche Andrea Pisaneschi, ex componente del cda di Mps e primo presidente di Antonveneta, dopo l’acquisto da parte di Montepaschi. I pm fiorentini contestano a Pisaneschi, costretto a dimettersi da Mps dopo il coinvolgimento nella vicenda giudiziaria, l’attività di lobbing che nel 2008 avrebbe favorito il gruppo imprenditoriale Btp, all’epoca presieduto da Riccardo Fusi, per un prestito da 150 milioni di euro concesso da un pool di banche capofila Mps. Agli atti ci sono anche le dichiarazioni dell’ex dg di Mps Antonio Vigni e le intercettazioni tra Mussari e Verdini. Come quella del 15 gennaio 2010, con Verdini che chiama per parlare del prestito a Fusi: «Ti posso disturbare?» Mps dovrebbe concedere 10milioni di euro. Dice Mussari: «Sto aspettando un riscontro».
Verdini insiste: «Ti prego, dammi una mano». Mussari: «Ci proviamo, non è l’esercizio più semplice del mondo, come potrai capire» Verdini insiste: «Mi devi dare una mano, via, se te la chiedo». Alla fine Mussari dice che ci proverà, ma il finanziamento di 10 milioni non andrà a buon fine. Qualche settimana dopo Verdini verrà coinvolto nell’inchiesta sul G8.
Amato è stato sentito per oltre due ore sui rapporti tra Pdl ed Mps. Era stato lo stesso senatore a rivelare le relazioni tra Mps e il partito di Berlusconi. E aveva definito la banca «un luogo di compensazioni». «Denis Verdini - ha detto ieri Amato - si è comportato da capo del Pdl. Se la logica è una logica spartitoria, sono i compromessi necessari alla politica».
Riguardo a Pisaneschi, Amato ha precisato: «Ho detto che non è stato nominato da Verdini, ma che è stato il frutto del groviglio armonioso senese. Poi Verdini lo ha gestito». E di equilibri politici all’interno di Mps ha parlato ieri ai pm anche il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci, del Pd senese. È il fratello di Alfredo, ex componente del cda della banca. «Vigni non era in condizione di dire no a Mussari - ha commentato Monaci - ma è una persona per bene, forse non ha avuto sufficiente tenuta di carattere per dire no» E ancora: «Uno che ha detto no è stato Giuseppe Menzi (ex vice dg Mps ndr) ma dopo a Siena non lo hanno più visto».
A Siena invece è toccato a Raffaele Ricci rispondere alle domande dei pm. Una strana coincidenza lo lega a Mps: nel 2005, quando le filiali estere della banca senese sottoscrivono “Alexandria” l’operazione con 260 milioni a Dresdner Bank, il responsabile Dresdner era lui, che torna come responsabile di Nomura nel luglio 2009 quando “Alexandria” viene ristrutturato. Intanto i militari del nucleo di polizia valutaria di Roma stanno ricostruendo il passato di Mps, a partire da quando ai vertici c’erano Vincenzo De Bustis e Lorenzo Gorgoni.
Resta da chiedersi se Berlusconi può usare ancora lo scandalo Mps come arma in campagna elettorale da usare contro la sinistra, se dagli sviluppi dell'inchiesta emergerà sempre più con maggiore chiarezza che il Pdl interveniva pesantemente nella gestione di Mps.
Per cui,
in certi frangenti, gli uomini di buonsenso tacerebbero su questi argomenti in cui sono direttamente o indirettamente coinvolti.
Non si può pretendere coerenza da chi per venti anni ha mistificato tutto ciò che era contro di lui, come un'arma a proprio favore, come la magistratura comunista, i media e ha costruito il consenso passando da vittima.