



Quello che rischia di rimanere fuori è FLI ed eventualmente UDC, sempre stando ai sondaggi.
Se la coalizione non supera il 10% allora FLI è fuori.
Per l'UDC dipende se arriva al 4%.
Sembra certo, sempre dai sondaggi, che Monti superi il 4%.
Al Senato invece si presentano tutti insieme e rischiano eventualmente in quasi tutte le regioni di non arrivare all'8% e di non avere altri senatori oltre a Monti stesso.






chiaro sulla legge elettorale, grazie Iannis.
Meno chiaro il discorso sulle percentuali che mi sembrano legate ad un discorso bipolare![]()
Ultima modifica di tajima; 19-02-13 alle 15:40


Ormai siamo al delirio.
I sondaggi dell'ultima settimana danno Grillo tra il 13 e il 17% e non di più ma ci si deve inventare che farà un boom.
Danno la coalizione Monti tra il 11% e il 15% e si deve dire che non raggiunge l'8% da nessuna parte.
Non guardateli i sondaggi se poi volete inventarvi i numeri.
Against all odds


Se la coalizione va sotto il 10%, peccato che non ci siano sondaggi che la diano così sotto, quantomeno recenti, è quindi molto improbabile che succeda. Poi anche se fosse la lista scelta civica sarebbe comunque oltre il 4% e al senato la lista è unica e con una media nazionale anche del 9% vuol dire portare senatori.


Io volevo solo dire che se c'è un rischio è questo, di certezze in queste elezioni direi che ce ne sono poche, considerando che gli ultimi sondaggi davano un 25-30% di indecisi.
La possibilità che la lista Monti non raggiunga l'8% in molte regioni è assolutamente concreta, stando appunto ai sondaggi regione per regione.


Che poi un Monti sotto al 10% è credibile come Grillo al 40%, cretinate elettorali e null'altro. I montiani probabilmente sono sottostimati dai sondaggi, essendo un elettorato moderato non militante al pari della DC. Difficile che un montiano dica di essere tale, se lo tiene per sé, invece chi è di Sinistra o Destra tende a sbraitarlo ai quattro venti.
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Se le voci sul Veneto sono giuste, Berlusconi e la Lega sono al capolinea. Il primo sarebbe anche ora, la seconda tornerebbe al 4% nazionale come nel 2001.
Il Veneto fu la culla della rimonta di Berlusconi nel 2006. Dal 2008 si buttò sulla Lega, che ancora per due anni fu la scialuppa su cui si imbarcavano quelli che avevano votato PDL e incominciavano ad essere delusi.
Adesso Berlusconi incanta solo lo zoccolo duro e puro, la Lega ha tradito le belle parole e chi ha votato lì potrebbe buttarsi in massa su Grillo o nell'astensione.
In tutto questo casino il centro-sinistra è già tanto che tenga i suoi voti e che non ne perda a favore di Grillo. Comunque in Veneto non vince pure riducendo il distacco, in Lombardia rischia di restare fregato dalla presenza di Ingroia e dalla Pedemontana in cui ha sempre preso solo mazzate mentre in Sicilia lo si capirà solo lunedì se le regionali sono state una parentesi o un inizio di una nuova era.
Se non vince né Lombardia né Sicilia il Senato diventa una roulette come ai tempi di De Gregorio, Dini, Scalera, Mastella e il Barbato che assalì Cusumano il giorno che quel deficiente di Strano mangiava la mortadella...
L'avatar raffigura Andrea Costa, il primo italiano che ebbe l'onore di portare l'Idea Socialista in Parlamento.