In effetti e' un sondaggio ambivalente: magari si perde in senato ma un 36/37 in lombardia sarebbe ottimo sul piano nazionale
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IPR in controtendenza
Voci dal Conclave: nuovi dati sulla Camera papale
Lorenzo Pregliasco
19 febbraio 2013
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Dopo avervi dato conto delle indiscrezioni relative a diverse votazioni regionali, siamo finalmente in grado di aggiornarvi anche sulla situazione dell’attesissimo Conclave nazionale, che si riunirà presto nell’immortale cornice della Cappella sistina per eleggere il nuovo leader della Chiesa (e, insieme, i rappresentanti alla Camera papale).
I numeri di un vaticanista spesso ospite in tv, il napoletano Tonio Arcinoto, raccontano di una corsa leggermente più ravvicinata di quella fotografata un paio di settimane fa.
In testa sarebbe sempre il bonario cardinale di Piacenza, forte del sostegno di 34-35 cardinali, anche se il più temibile tra i suoi avversari, l’indomito prelato pelato di Monza e Brianza, sarebbe in crescita e avrebbe raggiunto la soglia psicologica dei 30 voti in Conclave.
Nel dettaglio, i conteggi dell’Istituto Pastorale Reliquie attribuiscono 29-30 preferenze direttamente al leader progressista piacentino, 4 al suo principale alleato (l’anticonformista arcivescovo di Bari) e 1 agli altri porporati confederati. Totale, appunto, 34-35.
Il capo indiscusso del fronte conservatore, invece, otterrebbe direttamente il sostegno di 21 grandi elettori, 5 andrebbero al suo maggiore alleato (l’arcivescovo di Varese che indossa sempre uno zuccotto verde), 1,8 alla Congregazione dei fratelli, 1,2 ai vescovi meridionalisti e appena 1 ai prelati più a destra.
Fuori dai due poli principali va molto forte lo spassoso camerlengo di Genova, che raccoglie il consenso di ben 17 cardinali, staccando le truppe dello schieramento che fa capo al sobrio e rigoroso cardinale milanese già nunzio apostolico a Bruxelles, fermo a 10-11 cardinali (di questi, 8 sostengono direttamente lui e 2 preferiscono il brizzolato e devotissimo arcivescovo di Bologna). Proprio intorno ai 4 porporati, la quota minima per entrare alla Camera papale, starebbe il candidato siciliano, vale a dire l’inquisitore del Sant’Uffizio di Palermo, mentre l’appariscente ecclesiarca torinese sarebbe sempre sotto le 2 preferenze.
Quindi per IPR aumenta il centrodestra. Mentre Grillo è praticamente fermo, visto che già gli dava il 16,5%
Abbastanza in controtendenza.
Non sarebbe neppure un finale disprezzabile, se le cose andassero veramente così. Al Senato IBC non avrebbe la maggioranza (proporzionando il 34% sulle Regioni), e con l'apporto dei montiani sarebbe al limite. Il centrodestra al 30% mi sembra troppo altro e l'M5S un po' basso, magari ci saranno 1 o 2 punti da togliere da una parte ed aggiungere dall'altra.
Ma come fai a dire che un governo senza maggioranza è un finale non disprezzabile? Qua coliamo tutti a picco se non si fanno riforme serie.
A parte che ho scritto "al limite", quindi molto risicata ma esistente, perlomeno ad inizio legislatura. Poi nel corso potrà incrementarsi o dissolversi.
Cmq tu sei una persona intelligente, come puoi ragionevolmente credere che ci saranno riforme? Riforme che portino beneficio alla popolazione ovviamente. Riforme che portino beneficio all'Oligarchia ci potranno essere, e bipartisan.
Siccome ritengo che l'Italia sia irriformabile ritengo che prima i cittadini se ne renderanno conto meglio sarà.
In effetti con il 4,5% di vantaggio, se la matematica non è un'opinione e non si sfracellano tutti gli equilbri italiani dal Dopoguerra ad oggi, in Senato, in Veneto, Lombardia, Sicilia, IBC si scorda la vittoria, sarebbe sotto di 9-10%
se non siete contenti di godere abbastanza, martedì potete anche prendere la parte di controfigura di quello del verso delle vecchie monete da 50 lire... così, tra l'altro vi abituate al vecchio conio...
...non vi ricordate il verso delle 50 lire?... ah giovinastri.... quello che prendeva a martellate i suoi coglioni sull'incudine!
:D