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Riferimento: Sbattezzo
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Originariamente Scritto da
Carrie
Certo che lo penso! Ma è anche vero il contrario, ovvero che lo si potrebbe battezzare per poi lasciarlo libero di scegliere e se un giorno volesse sbattezzarsi nessuno lo impedirebbe. E se invece volesse essere un cristiano sarebbe già a posto :).
Vorrei farti notare che anche il "non battezzarlo" è un modo per "marchiare" la sua vita e di decidere in un certo modo per lui all'inizio della sua tenera esistenza!
La cosa davvero importante consiste nel fatto che io lo lascerei libero di decidere della propria vita, una volta divenuto grandicello. Sarà solo lui/lei a scegliere che cosa fare, dopo avere vissuto quelle esperienze necessarie a consentirgli di poter consapevolmente prendere una decisione.
Comunque dubito molto che farei battezzare un mio pargoletto. Volevo in realtà sottolineare che certuni genitori, seppur atei, possono pensare che battezzare un figlio sia un modo di proteggerlo dalla società e di fargli fare una vita come tutti. Giusto o sbagliato che sia, sono scelte fatte con amore. E sbagliando s'impara.
Fatto è che sarà solo il figlio a decidere divenuto più maturo. Ed è solo quello l'essenziale! I genitori dovrebbero lasciarli liberi di fare le proprie scelte a quel punto.
Il battezzarlo comunque è semplicemente il sintomo di un conformarsi a quello che si ritiene il senso comune religioso , tante volte lo si fa per non scontentare i familiari e chi ti è vicino.
Ti faccio presente il mio caso , matrimonio misto , io agnostico razionalista ma di fatto ateo mi sono sposato con una cattolica attiva nella parrocchia , ho accettato il matrimonio in chiesa(previo patto di non belligeranza con il parroco) , battesimo dei figli e loro educazione religiosa , tutto questo considerando che il mio era un piccolo sacrificio al mio ego rispetto a quello che sarebbe stato per la controparte.Diverso sarebbe stato il discorso se la mia partner fosse stata sulle mie posizioni , il problema del compromesso ovviamente non ci sarebbe stato.
E' ovvio che in famiglia le mie opinioni sono sempre state espresse in modo palese , e guarda caso i miei figli crescendo si sono spostati sulle mie posizioni.
Sullo sbattezzo sono un attimo indeciso , non l'ho fatto ma forse più per pigrizia che per altro.E' un atto formale ma almeno serve per non essere più negli elenchi di una associazione a cui non appartengo.
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Originariamente Scritto da
claddav
Sullo sbattezzo sono un attimo indeciso , non l'ho fatto ma forse più per pigrizia che per altro.E' un atto formale ma almeno serve per non essere più negli elenchi di una associazione a cui non appartengo.
Io ho atteso un paio d'anni prima di farlo. Quando mi è arrivata la lettera dalla parrocchia in cui è scritto che non faccio più parte della chiesa...non immagini che soddisfazione :). Pensaci ed invita anche i tuoi figli a fare questo passo ;)
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Originariamente Scritto da
oggettivista
Io ho atteso un paio d'anni prima di farlo. Quando mi è arrivata la lettera dalla parrocchia in cui è scritto che non faccio più parte della chiesa...non immagini che soddisfazione :). Pensaci ed invita anche i tuoi figli a fare questo passo ;)
Guarda penso che alla prossima mossa del vaticano che mi disgusterà , e cioè molto ma molto presto , lo farò.I miei figli decideranno in modo autonomo , per quanto mi riguarda.
Pensa che finchè non hanno deciso di rinunciare all' ora di religione io andavo anche a colloquio con i professori stessi , solo per un senso di rispetto per la loro scelta.
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Originariamente Scritto da
Carrie
Certo che lo penso! Ma è anche vero il contrario, ovvero che lo si potrebbe battezzare per poi lasciarlo libero di scegliere e se un giorno volesse sbattezzarsi nessuno lo impedirebbe. E se invece volesse essere un cristiano sarebbe già a posto :).
Vorrei farti notare che anche il "non battezzarlo" è un modo per "marchiare" la sua vita e di decidere in un certo modo per lui all'inizio della sua tenera esistenza!
La cosa davvero importante consiste nel fatto che io lo lascerei libero di decidere della propria vita, una volta divenuto grandicello. Sarà solo lui/lei a scegliere che cosa fare, dopo avere vissuto quelle esperienze necessarie a consentirgli di poter consapevolmente prendere una decisione.
Comunque dubito molto che farei battezzare un mio pargoletto. Volevo in realtà sottolineare che certuni genitori, seppur atei, possono pensare che battezzare un figlio sia un modo di proteggerlo dalla società e di fargli fare una vita come tutti. Giusto o sbagliato che sia, sono scelte fatte con amore. E sbagliando s'impara.
Fatto è che sarà solo il figlio a decidere divenuto più maturo. Ed è solo quello l'essenziale! I genitori dovrebbero lasciarli liberi di fare le proprie scelte a quel punto.
Tranquilla, la mia non era un'accusa, sia chiaro.
A volte anche dalle discussioni accademiche escono ragionamenti curiosi ed è per questo che insisto dicendo che non battezzarlo in realtà non equivale a battezzarlo in termini di *marchio*:
In un caso lo lasci esattamente nello stato con cui viene al mondo, nell'altro fai qualcosa tu.
Se poi vogliamo dirci che per statistica son più le persone battezzate che le non battezzate e che quindi probabilmente per compiacere i suoceri che vorranno un matrimonio in chiesa quando sarà grande e dovrà battezzarsi sennò ciccia, tu preferisca *omologarlo*, siam 'daccordo.
Probabilmente avrà meno paranoie se a scuola non si sentirà diverso/a dagli altri.... e qui potremmo aprire un dibattito sul fatto che per non metter di mezzo innocenti ci si arrenda al *comune senso del*, ma non so se è il caso...
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Riferimento: Sbattezzo
E invece non battezzarlo lasciandolo cosi e facendolo crescere in una famiglia di laici è comunque dargli un marchio. Un marchio che magari a noi puo' piacere, ma sempre marchio resta. E' normale che finchè uno è piccolo sia la famiglia a pensare all'educazione. Normale che il figlio respiri una certa atmosfera e abbia idee talvolta simili a quelle della famiglia. Ma alla fine sarà solo lui a decidere e scegliere quale strada. Il fatto che resti cosi come la famiglia lo ha plasmato è comunque una decisione. Ogni NON scelta in realtà è sempre una scelta.
(ps: sto maluccio smetto di postare)
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Originariamente Scritto da
Carrie
E invece non battezzarlo lasciandolo cosi e facendolo crescere in una famiglia di laici è comunque dargli un marchio. Un marchio che magari a noi puo' piacere, ma sempre marchio resta. E' normale che finchè uno è piccolo sia la famiglia a pensare all'educazione. Normale che il figlio respiri una certa atmosfera e abbia idee talvolta simili a quelle della famiglia. Ma alla fine sarà solo lui a decidere e scegliere quale strada. Il fatto che resti cosi come la famiglia lo ha plasmato è comunque una decisione. Ogni NON scelta in realtà è sempre una scelta.
(ps: sto maluccio smetto di postare)
Ho diversi amici che non hanno batezzato i figli ( e per alcuni sono ormai i nipoti a non essere battezzati). Nessuno di loro ha ricevuto quale che sia segno di critica da parte dei figli per questa scelta. Credo inoltre che il fatto di educare i figli facendo cappir loro che la loro apparente diversità è una fra le tante che vanno rispettate sia un abuona occasione di formazione. Del resto non è raro che nella scuola i bambini ebrei o cristiani non cattolici siano spinti da questa loro diversità a sviluppare l'impegno allo studio ed alla socialità. Ci si deve semmai battere perchè nella scuola non ci sia l'ora di religione cattolica e nessuno si senta discriminato, ed anche perchè le amministrazioni locali costituiscano spazi di gioco e di svago aperti a tutti i bambini e non lascino il monopolio del tempo libero collettivo ai patronati cattolici.
Concordo che si deve comunque fare una scelta, un modo può essere quello di chiedersi cosa penserà tuo figlio della scelta che stai facendo e se sarà rattristato o fiero di un padre che ha scelto di lasciare la scelta alla sua libertà di persona adulta.
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Originariamente Scritto da
edera rossa
Ho diversi amici che non hanno batezzato i figli ( e per alcuni sono ormai i nipoti a non essere battezzati). Nessuno di loro ha ricevuto quale che sia segno di critica da parte dei figli per questa scelta. Credo inoltre che il fatto di educare i figli facendo cappir loro che la loro apparente diversità è una fra le tante che vanno rispettate sia un abuona occasione di formazione. Del resto non è raro che nella scuola i bambini ebrei o cristiani non cattolici siano spinti da questa loro diversità a sviluppare l'impegno allo studio ed alla socialità. Ci si deve semmai battere perchè nella scuola non ci sia l'ora di religione cattolica e nessuno si senta discriminato, ed anche perchè le amministrazioni locali costituiscano spazi di gioco e di svago aperti a tutti i bambini e non lascino il monopolio del tempo libero collettivo ai patronati cattolici.
Concordo che si deve comunque fare una scelta, un modo può essere quello di chiedersi cosa penserà tuo figlio della scelta che stai facendo e se sarà rattristato o fiero di un padre che ha scelto di lasciare la scelta alla sua libertà di persona adulta.
Si ma tranquillo la penso come te sul fatto della religione nelle scuole ecc... Io, e lo ripeto per l'ultima volta, ho detto che sia battezzare che non battezare sono dei marchi. Ovvero sono modi diversi di educare un bambinetto e due modi diversi di iniziarlo alla vita. Punto. Sempre di "marchi" si tratta. Quale sia giusto o sbagliato... sai è soggettivo. Per noi laici magari è giusto non battezzare. Per i cattolici si. Tu mi domandi per quale motivo anche degli atei posono pensare di battezzare il figlioletto?
Io ti rispondo che secondo me lo possono fare per fornire al ragazzino un'altra prospettiva e un'altra fetta della visione del mondo, diversa da quella che vive in casa. In questo modo potrà scegliere meglio. Avrà ogni informazione, avrà fatto l'esperienza chiesolaia e potrà da grandicello prendere la sua decisione.
E' una ipotesi, certo.
Da canto mio, probabilmente non lo farò battezzare. Ma sai sono decisioni che si prenderanno in due, nel caso ;)