Vendola lancia lo sprint di Sel
"Noi, guardiani della sinistra"
Il governatore allo sprint finale della campagna elettorale si concentra su economia e politica e attacca gli avversari: "Così Grillo toglie voti alla destra". Stoccata su Ingroia: "Per capire il loro programma ho chiesto lumi a Crozza"
di LELLO PARISE
"Vorrei fare il giro della mia diocesi" scherza, ma non troppo Nichi Vendola, che dedicherà alla Puglia quasi tutta l'ultima settimana della campagna elettorale: ieri sera era a Brindisi e poi a Lecce, oggi sarà nel Foggiano, venerdì dovrebbe chiudere a Terlizzi, la sua città, il tour de force prima delle ventiquattr'ore di silenzio imposte dalla regola del gioco nell'attesa dell'apertura delle urne, domenica e lunedì. Confessa di essere "molto stanco" perché "è faticoso" non smettere di andare su e già per il Belpaese e contemporaneamente dovere continuare a occuparsi "dei dossier, nessuno escluso, di questa regione", di cui è il governatore dal 2005, "quando era sconosciuta al mondo" sottolinea il rivoluzionario gentile con una punta d'orgoglio.
Qui dove, sempre secondo Nichita il Rosso, il centrosinistra avrebbe la meglio nonostante le "illusioni pre-elettorali" dei conservatori: "Penso che non c'è mai stato alcun dubbio sul vantaggio dei progressisti da queste parti. Un vantaggio che ormai è storico e che è il frutto della perdita di credibilità del centrodestra".
Un giornalista olandese domanda: "Ma perché un italiano dovrebbe preferire Vendola a Bersani?". La risposta è per metà puntigliosa e per metà vezzosa: "Sel è nata per scuotere una certa pigrizia culturale del centrosinistra. Vogliamo essere i garanti della stabilità del governo nazionale
così come è stato in Puglia e allo stesso tempo le sentinelle destinate a controllare che un eventuale ministero Bersani vada nella direzione giusta, quella della giustizia sociale".
L'appuntamento è al cinema Galleria per presentare l'ultimo spot made in Sel, quello di Mario Amura, il regista, realizzato da Proforma, "che è sinonimo di genialità creativa". Si tratta della società di comunicazione che materializza pure il logo di Scelta civica. Ma al di là di questo apparentamento alla lontana con Mario Monti, resta siderale la distanza dal leader bocconiano dei centristi. Bollato da Vendola senza se e senza ma: "Gareggia nelle olimpiadi dei politicanti. A Palazzo Chigi non ha fatto nulla, se non tagliare. Come faceva Berlusconi. Invece, caro professore, c'è la necessità di ripartire dal lavoro, accompagnato da diritti e buon reddito".
E' anche convinto, Vendola, che le armate di Beppe Grillo "tolgono consensi alla destra" e descrive il comico genovese come "il catalizzatore più o meno esclusivo del voto di protesta" nonché il capo di "un esercito di demolitori". Ma, aggiunge, con l'aria che tira "abbiamo bisogno di gente in grado di rimettere in piedi questo Paese". Quanto alla Rivoluzione civile di Antonio Ingroia, "non la vedo. Si limita a proporre una cosa che mette i brividi e che fa venire la voglia di preparare la valigia per andarsene all'estero: un unico grado di giudizio. Qual è il loro programma? Abbiamo chiesto lumi a Crozza per capirlo".
(19 febbraio 2013) © Riproduzione riservata
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