
Originariamente Scritto da
ventunsettembre
Cronache di un voto nel torinese.
Sono andato al seggio nel mio paese, nel circondario di Torino, domenica all'ora di pranzo per non trovare code.
Sono uscito mentre la tv dava i dati dell'affluenza alle 12,00: 14,5%, in netto calo rispetto al 2008
Avvicinandomi alla scuola del mio seggio sono rimasto sorpreso: un fiume di gente in entrata ed in uscita. Quasi tutti uguali, sembravano fatti con lo stampino.
Al mio seggio una coppia anziana, poi tocca a me.
Sulla lavagna la percentuale di voto alle 12,00: 30,4%.
Voto ed esco, guardandomi attorno e mi chiedo ancora dove sono finito: tutta gente di una certa età, molte coppie, tutti sul sul metro e venti: pura razza piave.
Intorno, conosco i miei polli, gente di partito, sempre quello ovviamente, e volti da 'ndrangheta.
Capito tutto.
Questa è Torino e cintura: l'angolo in assoluto peggiore di tutto il paese, non per niente rosso.
Ora ieri sera in Piemonte era in testa verso le 22,30 il centrodestra, poi sono arrivati tutti in blocco i risultato di Settimo Torinese, un paese della cintura: ha vinto la sinistra, ancora una volta distintasi per la perfetta organizzazione di scuola staliniana della gestione dei seggi.
Alfano ha voluto far capire qualcosa, credo di aver capito che il PDL NON ABBIA INTERESSE a vincere, per cui eviterà di fare ricorso, e dire che basterebbe fare la somma dei voti delle singole sezioni per scoprire che quasi mai il risultato è quello ufficiale.
Queste cose accadono da sempre in questo paese di merda, sin dai tempi del referendum monarchia-repubblica, ma nessuno vuole parlarne ovviamente.
Per questo dico che ogni polemica sul voto è inutile e sciocca.
Io ho votato, dopo decenni, solo per quel preciso scopo, apprezzo chi non ha votato, no di certo chi l'ha fatto sperando in qualcosa, qualsiasi cosa.
Illusi ed usati.