Il mio gruppo che coverizza i Flogging Molly (col sottoscritto a chitarra e voce).


Il mio gruppo che coverizza i Flogging Molly (col sottoscritto a chitarra e voce).
Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


Trovo molto interessanti le cover dei Black Sabbath fatte dai Cardigans
Ci sarebbe anche Sabbath bloody sabbath, ma su youtube non sono riuscito a trovare una versione decente
Hey, I don't feel so good. Something's not right, something's coming over me, what the hell is this?


All the pretty little horses
It was originally sung by an African American slave who could not take care of her baby because she was too busy taking care of her master's child. She would sing this song to her master's child (Lacy 1986, p. 76). Originally, the lyrics were "birds and butterflies, peck at his eyes" but were changed to "birds and butterflies, flutter 'round his eyes" to make the lullaby less violent for younger children. This theory is backed by the reference to "wee little lamby...cried for her mammy" as slaves were often forcibly separated from their own families in order to serve their owners. This verse is in a very different emotional tenor to the rest of the lullaby, suggesting a particular significance. (da Wikipedia)


Ancora meglio la versione dei Current 93 con Nick Cave.
Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
Racconti senza fine di gente che ha pagato
non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.


La conosco, la mia preferita comunque è la seconda. (quella di Holly Cole).
Venus in furs:
La canzone, la cui composizione risale al 1965, è la prima descrizione esplicita di un rapporto sadomasochistico padrone-servo mai apparsa in un brano di musica rock.[2] Lou Reed si ritaglia il ruolo di spettatore che incita l'azione tra i due amanti, identificandosi prima con la dominatrice e poi con il suo fedele "schiavo". L'ossessiva cadenza musicale evoca un clima morboso e perverso che ben si adatta alla scena descritta. Non manca però una nota malinconica nel finale, il gioco d'amore non è erotismo spensierato, ma un disperato tentativo di fuggire dalla monotonia dell'ordinario, da un'angosciata esistenza incanalata nei dettami di una vita borghese: «I am tired, I am weary / I could sleep for a thousand years / A thousand dreams that would awake me / Different colours made of tears» (Sono stanco, sono esausto / Potrei dormire per un migliaio di anni / Un migliaio sono i sogni che potrebbero svegliarmi / Colori differenti, fatti di lacrime). Solo attraverso il sogno è possibile evadere dal quotidiano, provando nuove sensazioni attraverso il dolore. (da Wikipedia)










Ultima modifica di Brunilde; 11-11-11 alle 02:18