
Originariamente Scritto da
Egomet
Vi sono due differenti prospettive per affrontare la situazione: seguire il profluvio di miti e narrazioni varie partorite da gruppi sociali differenti nel corso della storia (la "condizione naturale", la "famiglia naturale" e altre amenità), oppure considerare una sorta di "mondo della vita" husserliano (senza abbandonarsi alle scempiaggini fenomenologiche), cioe' tutto cio' che è antecedente alla loro formazione.
Se avessi provato a confrontarti con un "transgender", avresti capito quale difficile dissidio vive una persona che percepisce il proprio essere in una certa maniera ed è, invece, costretta a convivere con un corpo che pare non appartenerle.
A tutto questo aggiungi la stolida ferocia della gente ed otterrai la miscela letale che ha portato parecchi individui al suicidio.
A proposito di questo caso specifico, vorrei ricordare che, come mi disse una "transgender" esperta di psicologia conosciuta durante un dibattito pubblico, in taluni casi la percezione di un'identità sessuale differente puo' verificarsi in tenerissima età, pertanto non mi pare strano assistere a precoci manifestazioni di malessere.
Non mi stupisce nemmeno che il prete di turno si scandalizzi.