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"Il Ribelle è deciso ad opporre Resistenza...il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata..."




Onore ai nostri avi.


eterna gloria anche se si poteva e doveva fare di più


Questa data rappresenta una pietra miliare della storia europea.


Questa data ricorda una delle peggiori sciagure... "inciso il bubbone, la peste ha dilagato meglio" diceva più o meno Rutilio Namaziano...




Vespasiano inviò avanti come legato legionario il figlio Tito per concentrare in un secondo momento in Tolemaide un esercito di circa 60.000 uomini. Riuscito vano il tentativo di convincere i Giudei a rinunciare alla resistenza iniziò la sottomissione della Galilea. Nella prima fase della campagna l’episodio culminante fu l’espugnazione di Jotapata che era stata fortificata, vista la posizione favorevole, dal comandante Giuseppe, il futuro storico. La resistenza durò 47 giorni e Vespasiano si dimostrò esperto nell’arte poliorcetica, nell’utilizzazione di macchine da lancio, arieti, torri mobili ecc., alla fine i romani ebbero la meglio sui difensori esausti: dei cittadini fu fatta strage e la città rasa al suolo. Giuseppe si era rifugiato con altri in una caverna e passò, disertore, ai romani; durante l’incontro con Vespasiano gli predisse che sarebbe divenuto imperatore ed ebbe salva la vita, rimase sempre legato alla famiglia dell’imperatore e per questo cambiò il suo nome in Giuseppe Flavio. Nell’autunno del 67 tutta la Galilea era domata, ma Vespasiano non diede retta ai suoi ufficiali che volevano subito passare all’attacco di Gerusalemme, aspettava che si producessero gli effetti della guerra civile scoppiata nella città e quindi preferì sottomettere prima il territorio attorno alla capitale nemica; quando si preparava a sferrare il colpo finale giunse la notizia del suicidio di Nerone che lo indusse a sospendere la guerra in attesa di eventi. Nel giugno del 69 vi fu una ripresa delle operazioni militari ma proprio allora Vespasiano fu acclamato imperatore con il sostegno delle legioni d’Egitto oltre che della Giudea e del governatore della Siria Gaio Licinio Muciano. Lasciò l’incarico di terminare la guerra al figlio Tito che accerchiò Gerusalemme nel marzo del 70, dopo un durissimo assedio, il 9 agosto il Tempio sacro di Salomone fu saccheggiato e distrutto dalle fiamme, ne è rimasta solo la parte occidentale, detta Muro del pianto e la festa ebraica di Tisha Beav ricorda questa giornata: “I legionari piantarono sulle torri i loro stendardi […] poi si riversarono per le strade con le spade in pugno, trucidando chiunque incontrassero” (Flavio Giuseppe, Storia della guerra giudaica, VI, 8-9). Vespasiano fece coniare, per celebrare la vittoria, un sesterzio che sul retro reca la famosa scritta “Iudea capta”, mentre nell’81 Domiziano farà erigere nel punto più alto della via Sacra l’arco in onore di suo fratello Tito. Durante il trionfo celebrato a Roma furono esibiti i capi degli ebrei e i preziosi simboli della religione ebraica: la tavola degli Azimi e il candelabro a sette braccia: inizia così la grande diaspora degli ebrei sopravvissuti, e l’abbandono in massa della Palestina.
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