A volte è difficile rendersi conto del grado di deformazione della verità che affligge l'ambiente mediatico nel quale siamo immersi. Tuttavia, a volte, si presentano casi rivelatori in cui è possibile averne almeno una misura approssimativa.
Il caso che voglio presentare è il riconoscimento da parte del governo francese del CNS quale unico legittimo rappresentante del popolo siriano, riconoscimento tributato a seguire da UK e da altri paesi europei.
Il ragionamento è semplice: il riconoscimento del governo francese prescinde dalla verifica elettorale: il CNS non ha mai partecipato ad elezioni in Siria, dunque la legittimità che il governo francese attribuisce alla rappresentanza del CNS non è, e non può essere considerata, una legittimità democratica. Di più: la Francia, al pari degli altri paesi membri che fanno parte del gruppo Amici della Siria, si è sempre rifiutata di accettare lo svolgimento di elezioni in Siria, e questo fa del suo riconoscimento un atto non solo a-democratico bensì decisamente anti-democratico.
Eppure lo stesso governo francese afferma di essere democratico e di perseguire la democratizzazione della Siria contro la tirannia di Assad.
La contraddizione tra enunciato e atti è quindi macroscopica. Eppure non ricordo che vi siano stati mezzi di informazione di massa o politici di rilievo che l'abbiano posta in evidenza all'opinione pubblica, che l'abbiano denunciata o analizzata, che ne abbiano fatto l'occasione di dibattito pubblico, che l'abbiano posta in relazione con la politica estera del nostro paese. Al contrario: anche il nostro paese si è accodato alla Francia e all'UK attribuendo anch'esso al CNS legittimità di rappresentante esclusivo del popolo siriano violando i suoi stessi principi di legalità.
Ecco, questo è un caso di studio prezioso per il cittadino che voglia conoscere l'attendibilità del sistema mediatico in cui è immerso e di cui fruisce e la qualità della classe politica che lo dirige.




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