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Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


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slava kokaini


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Ultima modifica di Marximiliano; 26-03-13 alle 18:17
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


uot du iu' uanna sei?
slava kokaini


The blood, nothing less
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile






Rubano e bruciano l'auto di Graziano Mesina.
Poi le scuse: "Non sapevamo fosse la tua"
"Grazianeddu", l'anziano ex criminale sardo graziato nel 2004, è stato contattato al telefono dai ladri del suo suv. "Sono cose che capitano"
Lo leggo dopo
Graziano Mesina in un'immagine recente
TAG graziano mesina, graziano mesina NUORO - La figura di Graziano Mesina, l'ex primula rossa del banditismo sardo, alla veneranda età di settant'anni, incute ancora timore e rispetto nel Nuorese. Domenica qualcuno ha rubato e bruciato la sua Porsche Cayenne ma ieri, una volta che i ladri hanno realizzato di chi fosse l'auto, sono arrivate le scuse imbarazzate. "Non sapevamo che fosse la tua". Si sono scusati così i ladri incendiari che - secondo quanto raccontato da Mesina - avevano incendiato il suo suv.
La Porsche, intestata alla sorella di "Grazianeddu" e guidata da un autista perché Mesina non ha la patente, era stata rubata a Villagrande, in Oglistra, e data alle fiamme in una cava dismessa del Montalbo. E' possibile che i ladri, accortisi di aver rubato l'auto del leggendario ex latitante, si siano voluti disfare del mezzo e poi, una volta diffusa la notizia, abbiano deciso di scusarsi. Di certo si sa che Graziano Mesina, protagonista di alcuna delle più famose pagine del banditismo sardo, non si è impressionato più di tanto. "Sono cose che capitano", ha detto commentando il furto.
"Mi hanno chiamato da un telefono pubblico per non farsi individuare - rivela ancora Mesina - e mi hanno detto cosa avevano fatto. Ma si sono subito scusati: non sapevano, così dicono, di chi fosse la macchina. Nessuna azione contro di me quindi, solo un caso che abbiano preso di mira la mia auto". Mesina, che oggi dopo aver pagato i debiti con la giustizia si è impegnato nella riscoperta del suo territorio, usava l'auto anche per accompagnare escursionisti sul Supramonte di Orgosolo.
Complessivamente Mesina ha trascorso 40 anni in carcere, quasi 5 da latitante e 11 agli arresti domiciliari. Il 25 novembre 2004 ha ottenuto la grazia dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, e dal ministro della giustizia Roberto Castelli.


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