
Originariamente Scritto da
marianeRUJU
QUESTA E' LA MIA ANALISI: LEGGETELA E DITEMI COSA NE PENSATE....
Io non capisco per quale assurdo motivo culturale, linguistico, socio-economico, storico un sardo dovrebbe sentirsi italiano piuttosto che spagnolo, catalano, portoghese, francese, tedesco, inglese.
Le differenze fra la Sardegna (che è un' unità culturale) e la penisola italiana( che a mio modo di vedere è,in qualche modo, una unità culturale) sono evidenti nonostante cinquant'anni di colonizzazione culturale capillare e devastante (e nonostante la globalizzazione mondiale tenda ad appiattire le diversità).
Io non credo che la colonizzazione culturale ci abbia poi tanto avvicinato all'Italia:fondamentalmente le cose principali che abbiamo in comune sono una lingua e la televisione.
Un sardo e un italiano parlano entrambi l'italiano (il sardo generalmente meglio) ma la cultura e la mentalità espresse con questa lingua sono diverse.
Daccordo , guardano le stesse televisioni, ma mi rifiuto di credere che questo sia un elemento di comunanza culturale.(E comunque le tv italiane le guardano anche gli albanesi, e altri popoli).
Con questo non voglio dire che non vi sia una qualche vicinanza culturale fra la Sardegna e l'Italia, che ovviamente esiste (anche se in misura minore a come si è portati a credere) ma solo che allo stesso modo la Sardegna ha tratti di comunanza culturale con le culture di tutti i popoli del Mediterraneo e dell'Europa; e comunque le culture più simili alla nostra sono certamente quelle della penisola iberica.
I contatti fra la Sardegna e l'Italia sono stati storicamente di poca importanza salvo i rappoti con Pisa e Genova negli ultimi secoli dell'epoca giudicale, che furono peraltro fruttuosi, e che appunto si poterono realizzare per l'esistenza dei 4 stati indipendenti che comunque intrattenevano stretti rapporti con tutte le marinerie cristiane del mediterraneo( catalana, provenzale,etcc).
Questi rapporti diventarono ,non più tanto "fruttuosi", quando alcuni nobilucci italiani appoggiati dalle loro città tentarono di impossessarsi del potere nei giudicati, e ci riuscirono a Cagliari e in Gallura, venendone in seguito cacciati, alcuni dagli ultimi giudici d'Arborea altri dal re d'Aragona.
Poi per diversi secoli fra Sardegna e Italia vi furono rapporti insignificanti.
Il bilancio del periodo spagnolo fu certamente negativo in quasi tutti i campi (economico, sociale,feudalesimo) ma non in quello culturale, esistendo un vero e proprio scambio e non un'imposizione.
Molte delle espressioni più belle della nostra cultura risalgono a questo periodo e sono il risultato della rielaborazione di modelli iberici in chiave assolutamente originale sarda (es. le migliaia di piccole chiesette di quel periodo, veri e propri piccoli gioielli;gli abiti tradizionali; il lessico della nostra stessa lingua che contiene un'infinità di hispanismi). Questo era dovuto al fatto che gli spagnoli conquistando mezzo mondo, e facendo porcate un po dappertutto, avevano imparato a confrontarsi con le culture degli altri popoli, anche dei popoli delle loro colonie.
Poi nel 1718 MALAITTU SIAT! ( e malaittos siant!) durante la guerra di successione spagnola gli inglesi e gli austriaci ricompensarono gli stramaledetti principi di piemonte per aver smesso di lustrare il culo del re di Francia, all'ombra del quale erano cresciuti, ed aver deciso di leccare d'ora in poi il culo imperiale, attivita che ben lungi dal portare un milionesimo della dignita che poteva avere un semplice ma fiero pastore barbaricino, era pur sempre un'attività conveniente.
Così decisero di regalargli prima la Sicilia, poi la nostra piccola e sfortunata patria con il trattato di Londra: Forse la peggiore disgrazia che ci sia capitata nella nostra lunga e travagliata storia.
Nella grande sventura d'essere un popolo oppresso i sardi (che da principio accolsero nella più totale apatia il cambio di dinastia) conobbero l'immane sciagura di venire colonizzati dagli italiani, e di avere come padroni dei veri e propri cani rognosi, che i dannati dell'inferno li abbiano in gloria!
I re, i loro vice e gli sgherri vari si adoperarono coscientemente per lasciare in Sardegna le cose come stavano, ed anzi per far sprofondare volutamente l'isola nella più totale arretratezza in mododa poter sfruttare meglio una popolazione tenuta nella miseria e nell'ignoranza; nonchè dopo la rivoluzione del '796 per eliminare fisicamente o ridurre al silenzio e all'impotenza la nascente, ma vitale borghesia nazionale sarda, (Angioy era oltre che avvocato e magistrato, anche imprenditore e banchiere) derubandoci della normale evoluzione delle classi sociali, che invece ebbero tutti gli altri popoli europei e per creare e foraggiare una borghesia "compradora" parassitaria (la quale è ancora oggi vitale)che fosse intermediaria tra il popolo sardo e lo stato sabaudo prima e italiano poi, derubando così la nostra nazione di 200 anni di normale sviluppo delle classi sociali.
Insomma tutti i rapporti intercorsi in epoca moderna fra Sardegna e Italia sono stati nel segno della soppraffazione ( oltre che della disgrazia).
Mi fa incazzare quando qualcuno (di proposito) parla dell'indipendentismo sardo chiamandolo separatismo:
che cazzo significa? separare cosa?
il popolo sardo e il popolo italiano sono separati!!
Sono divisi dal rapporto di subalternità e oppressione che intercorre fra Sardegna e Italia! sono divisi da trecento anni di oppressione coloniale! sono divisi dal tentativo di genocidio culturale operato nell'ultimo secolo!
L'UNIONE TRA DUE ENTITA'PRESUPPONE PARITA' E UGUAGLIANZA, cosa che ci viene negata proprio dall'appartenenza allo stato italiano.
Noi apparteniamo allo stato italiano per un (brutto) scherzo del destino, e dire che siamo italiani è vero quanto (se non meno) che siamo francesi o spagnoli.
Certo è vero siamo italiani, almeno in un senso...giuridico... che siamo (oggi) cittadini della repubblica italiana, ma questo dato oggettivo deve essere un dato che il popolo sardo deve poter cambiare in base alla propria volontà.
Certo, oggi un enorme numero di sardi crede di essere italiano(un numero ancora più grande è confuso e\o non si esprime in merito), ma questo non fa di loro degli italiani.
Io posso svegliarmi domattina essendo completamente convinto di essere cinese: questo non fa di me un cinese, caso mai fa di me un rincoglionito...
La stragrande maggioranza degli italiani prima dell'unità non credevano di essere italiani... ciò vuol dire che non lo erano?
.......un grosso numero di contadini del sud Italia a fine ottocento non avevano ben chiaro a che stato appartenessero........
Una grossa fetta di italiani del nord oggi crede di essere padani... sono padani?
(non sto dicendo ne che lo sono ne che non lo sono...non lo so, sono affari loro, e la cosa non mi interessa più di tanto)
Milioni di ebrei, di decine di nazionalità, emigrati in palestina nell'ultimo mezzo secolo credono d'essere di nazionalità israeliana.... per ciò esiste la nazione israeliana?
NOIS NO TENIMUS NEKE, E PODET ESSERE FINTZAS SA MALASORTE NOSTRA:
MA NON SEMUS ITALIANOS ET NO AMUS A L'ESSER MAIS!
scusate per la lunghezza ma c'e molto da dire...
SARDIGNA NO EST ITALIA
SOTZIALISMU INDIPENDENTZIA!