Giusto.
Sbagli. Astinenza e fedeltà alla coppia e nella coppia che, nella coppia sposata eterosessuale si identifica nell'evitare relazioni extraconiugali e nella coppia omosessuale nell'evitare relazioni extraabitudinarie (termine molto triste, una relazione non dovrebbe essere un'abitudine).
Sei tu a commettere, secondo me, l'errore di vedere, in termini biologici di diffusione di una malattia a trasmissione sessuale, come limite il vincolo matrimoniale quando, in termini di sessualità mondiale (dove per “mondiale” intendo eterosessuali ed omosessuali), ai fini biologici non può essere il matrimonio in sé, ma la fedeltà in senso lato.
E con questo mi ricollego a quanto sopra.
E' chiaro che se si parla solo di coppie eterosessuali (come ha fatto il Papa e il dott. Green), per forza di cose tale limite e fulcro della prevenzione resta il matrimonio e la fedeltà coniugale che da questo dovrebbe derivare, ovviamente, come si è detto in precedenza, unitamente all'astinenza pre-matrimoniale.
Allora come filosofo Aristotele faceva un pò cilecca.
Scherzi a parte. Personalmente mi porrei il problema della prevenzione per gli omosessuali qualora valutassi il rapporto omosessuale biologicamente normale, ma così per me non è.
Anzi, vorrei dire una cosa ma non la dico per non incorrere il rischio di essere apostrofata in malomodo. (di questo tempi bisogna stare attenti a quello che si dice sui gay, come niente diventi un omofobo ahahah)
Però, dicevo, gli omosessuali esistono e di fronte questa realtà quello che mi posso auspicare è che tali omosessuali, per il bene comune, cerchino di fare propri, al pari degli eterosessuali, i concetti di astinenza e fedeltà.
iaociao:







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