Il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2011La Procura di Brescia ha depositato la richiesta d’incidente probatorio per una super perizia sull’intera opera BreBeMi. Non è dunque passata l’istanza di dissequestro che il consorzio costruttore Bbm ha presentato al Tribunale del Riesame di Brescia. Bbm, che riceveva le presunte scorie tossiche dal gruppo di Pierluca Locatelli, l’imprenditore arrestato assieme al vicepresidente del Consiglio regionale Franco Nicoli Cristiani per tangenti legate allo smaltimento di rifiuti tossici. L’inchiesta di Brescia ha portato al sequestro dei due principali cantieri nei tratti Bergamasco e Milanese (Fara Olivana con Sola e di Cassano d’Adda) ma, al contrario di quanto sostenuto da Bbm, i chilometri interessati dalla presenza delle presunte sostanze tossiche utilizzate come materiale da riempimento non sarebbero solo 8 su 34. Secondo i verbali dell’inchiesta, infatti, lo stesso Locatelli avrebbe dichiarato di non sapere dove stiano le scorie “perché le mandava dove servivano”. Elisabetta Reguitti




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