Cosa fare dunque con questa inadeguatezza che ci portiamo addosso? Siamo fregati da ogni parte.
Siamo fregati se facciamo finta che non ci sia.
Siamo fregati se ci affidiamo ad altri.
Siamo fregati se tentiamo di fare da soli.
Non sembra esserci via d’uscita, amici. Non se ne esce.
Queste ferite che ci portiamo addosso, queste ferite mortali che ci dissanguano e alla fine ci faranno morire non guariranno da sole.
Ci vorrebbe qualcuno che ce le togliesse. Queste piaghe che ci ammazzano, avremmo bisogno di una persona che le curasse. Qualcuno in grado di fare loro fronte. Che non si lasciasse distruggere da esse.
Insomma, ci vorrebbe un uomo che non fosse creatura finita e limitata come noi. E questo è impossibile, certo.
Ci vorrebbe qualcuno che si lasciasse ferire e uccidere; si lasciasse perforare il piede destro e il piede sinistro, la mano destra e la mano sinistra, e poi il cuore. Che prendesse su di sé tutta la sofferenza del nostro essere finiti, incompleti, eternamente incompleti. Togliendola a noi, prendendone il peso. Superando la nostra impossibilità.
Ma non basterebbe ancora, non basterebbe ancora che condividesse con noi il dolore di quelle ferite; no, dovrebbe anche vincerle. Dovrebbe essere più forte di loro. Più forte della morte, della morte che attende noi tutti esseri umani. E questo è chiaramente impossibile.
Dove troviamo qualcuno così? Dove troviamo qualcuno così che si lasci mettere in croce per noi?
E poi risorga?
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