

Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Ebrei all'opera.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Qui non si sa più dove scrivere.
Stavo pensando che Yahveh è veramente un super Dio.
Sta riuscendo, anno dopo anno, a trasformare un giorno terrestre in un giorno di Mercurio.
Come durata, intendo.
Un vero miracolo!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


In 20 anni raddoppiato il tempo passato dai bambini davanti alla tv - La crescita - ANSA.it
Tre ore al giorno.
E almeno altrettante sul telefonino o sui giochi.
Le altre ore sono rincoglioniti dalla squola.
Se ne vedono i risultati.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


LA GRANDE ANESTESIA
Maurizio Blondet 20 Febbraio 2019 138 commenti
Cinque milioni di poveri in più. Gioventù disoccupata in proporzioni mai viste, e senza alcuna prospettiva di trovar lavoro. Precarizzazione. Pensionati in miseria. Imprenditori che si tolgono la vita. Perdite di lavoro e salari in età matura. Erosione dei risparmi, degrado sociale e dell’istruzione, immigrazione di massa di esseri da culture radicalmente estranee. Disuguaglianze e iniquità fra ricchi e poveri senza precedenti. E questo, da anni.
Per di più, le soluzioni a questa tragedia sono note e confermate storicamente, ma la UE – con la sua dottrina economica bancaria radicalmente errata – ci vieta di applicarle. Ché poi, la celebrata UE, le regole severe che ci impediscono di crescere le impone a noi con rigore estremo, meno ad altri:
“In quasi 20 anni di euro il PIL italiano è cresciuto del 3% e quello della Francia del 20%. Sapete quanto è il maggior deficit fatto dalla Francia rispetto all’ITALIA? Il 18% del PIL”, nota Claudio Borghi. L’Europa è una prigione dei popoli dove vige l’ingiustizia del più forte, lo stato di diritto non esiste più.
E allora: come mai la maggioranza degli italiani vuol restare nell’euro e nella UE? Come mai non è ancora avvenuta una rivoluzione, o almeno una insurrezione? Come mai da noi non ci sono Gilet Gialli che scendono in piazza a chiedere cambiamenti radicali, a bruciare le bandiere azzurre con le stelle?
Dove sono “le masse”? Se uno si domanda dove sono le masse, trova che esse esistono. E sono capacissime di radunarsi a decine di migliaia, di affrontarsi e picchiarsi fino ad uccidersi nella lotta. Capaci di morire: purché in discoteca, negli stadi, nelle feste rave o trap, per andare in 250 mila a vedere un cantante, accalcarsi nella notte per Sfera Ebbasta, o calpestarsi in trentamila in una piazza per assistere ad una partita sui megaschermi.
Insomma le masse sono pronte e disposte a “fare massa”, ad unirsi spontaneamente e pagando di persona – purché lo scopo sia insignificante. Purché consista nella prospettiva di un “divertimento”, dello “svago”, dello spettacolo. Aggiungiamo il 10 per cento di italiani che si danno all’uso (moderato o pesante) di droghe, e agli infiniti adepti della pornografia web. Ed ecco “le masse”.
Cosa è successo loro? Lo ha spiegato nel suo saggio “L’ossessione del benessere” (Laffont 2019) o Benoit Heilbrunn, che è insieme filosofo e professore di marketing (sic) allo ESCP Europe.
Il filosofo Heilbrunn
Tutto comincia con la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti che, il 4 luglio 1776, proclama il “diritto” di ogni uomo alla “felicità”. Una nozione del tutto ignota al diritto romano , che avrebbe fatto ridere Giulio Cesare (“Navigare necesse est, vivere non necesse”) come Bartolomeu Dias e le ciurme di naviganti portoghesi e ispanici che in condizioni terribili di fatica, malnutrizione e sacrificio conquistarono il mondo; ignota anche all’ammiraglio Nelson che senza un occhio e senza un braccio, invece di chiedere la pensione d’invalidità, andò a vincere e morire nella battaglia di Trafalgar.
La botte di rum in cui volle essere seppellito. Per tornare col corpo non putrefatto in patria.
“La felicità è un’idea nuova in Europa”, riconobbe infatti Saint-Just (il giovane angelo della ghigliottina a fianco di Robespierre) quando introdusse quel “diritto” nel codice rivoluzionario, chiedendo alla Convenzione di votarlo: “Che l’Europa sappia che non volete più un infelice, né un oppressore sul territorio francese; che questo esempio propaghi l’amore delle virtù e della felicità! La felicità è un’idea nuova in Europa!”. Saint-Just pronunciò questa nobile esortazione il 3 marzo 1794, poche settimane dopo aver fatto approvare la “legge dei sospetti”, che consegnò alla ghigliottina centinaia di persone senza bisogno di provarne la colpa, sancendo l’indissolubile unione fra Felicità e Terrore delle successive rivoluzioni rosse.
Il fatto è, dice Heilbrunn, che per quegli uomini del XVIII secolo “esisteva un legame intimo ed evidente fra libertà e felicità”. Il guaio è che la promessa di creare una società di uomini liberi e perciò felici, non si è realizzata. Il “contratto sociale” fondato sulla democrazia, restava deludente e mancante.
“E’ uno dei fallimenti evidenti dell’Illuminismo”, dice. “Ma cosa promettere agli individui se la felicità non è più un orizzonte plausibile? Il capitalismo ha trovato una risposta: agli individui nel complesso di essere felici, ha proposto un surrogato: il benessere.
Il marketing ha strutturato la società dei consumi in modo che ciò che la legittima come “regno della libertà” (e democrazia) è il perseguimento (e l’ottenimento) del benessere. “E’ per questo che i liberisti, assimilando la società al mercato, fanno della libera scelta fra le merci la stessa cosa che la democrazia”.
Il punto è che mentre la ricerca della felicità voleva essere un “progetto politico legittimatore”, il perseguimento del benessere sentimentale e psico-fisico, anestetizza. Lo vide già Alexis De Tocqueville nel suo “La democrazia in America”, in cui viaggiò nel 1830. Lui, che veniva da un’Europa dove anche la nobiltà viveva scomoda (i mobili imbottiti furono introdotti, per esempio, solo nel Biedermeier, 1850), vide nel “dio confort” uno dei rischi per la democrazia americana – insieme al fatto che è un carattere indelebile delle democrazie. E’ la passione dell’uguaglianza, avverte Tocqueville, che mette nel cuore di ciascuno l’amore per il confort. Ma se e quando il perseguimento del benessere diviene l’orizzonte ultimo del vivere insieme, la vita si accentra sugli interessi egoistici, e spegne la disposizione “alla rivolta e alla lotta”. Anestetizza. La volontà di vivere “bene” senza essere disturbati porterà l’individuo ad abdicare alla libertà politica, previde il grande Alexis.
Robinson Crusoe di Daniel De Foe è, per Heilbrunn, il libro di fondazione del “nuovo rapporto dell’europeo con la materia considerata sotto il segno della necessità: e un catalogo di quali sono i beni assolutamente necessari a Robinson perché possa vivere in maniera confortevole: un fucile, polvere, utensili in metallo, vestiti, tabacco, alcol…”.
Robinson col minimo necessario
Il peggio è stato, rincara Heilbrunn, nel 1948, quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella sua carta fondatrice, ha esteso il diritto al benessere alla buona salute fisica e psicologica, ponendolo come orizzonte di ogni politica pubblica. Da qui la medicalizzazione, da qui anche gli “interventi umanitari” al grido americano di “I care” (io mi prendo cura”). Di qui in fondo la religiosità New Age, con il culto di Gea, l’ecologismo, l’animalismo e il veganismo, con la medicalizzazione-materializzazione delle dottrine orientali. Lo Yoga, ricorda Heilbrunn, in India è uno dei “darshan”, una dottrina e pratica ascetica di liberazione spirituale; qui è diventata una ginnastica per il benessere, preventivamente svuotata della sua dimensione spirituale, che si pratica in palestra insieme al body building e all’aerobica. “Respirazione e meditazione sono prese come tecniche di distensione e decelerazione in una società ansiogena dove tutto si accelera”.
“Il trucco della società dei consumi è quello di porre come fine dell’esistenza le cose che dovrebbero essere i mezzi. La funzionalità, la rapidità, la sicurezza, la buona forma fisica sono mezzi, mentre l’amore, l’amicizia, la libertà politica sono fini; dagli anni ‘60 il confort è diventato definitivamente un fine in sé, ed è esattamente per questo che la società dei consumi ha potuto trasformare il benessere in mercanzia, facendo passare per felicità quello che è soltanto piacere”.
L’esito finale di un totalitarismo del benessere è “un mondo senza l’altro, in cui conta solo l’esperienza sensoriale e solipsista. Il benessere come fine ultimo e totalitario comporta l’apologia di un mondo senza confini nel quale tutto è indifferenziato perché, alla fine, tutto si equivale.
“E’ un mondo dove si esalta l’individualismo mentre si sfalda l’individuo in ciò che lo definisce: l’autonomia di giudizio, il pensiero critico, la resistenza all’oppressione – qui si fa passare per individualismo ciò che è puro e semplice egoismo …. Il benessere come orizzonte ultimo gioca il riposo del corpo e dell’anima contro l’esplorazione, la vita grande e il futuro… alla fine, il benessere come orizzonte insuperabile sacrifica persino l’impulso vitale alla conservazione di sé”.
Se vi chiedete come mai in Italia le masse non si ribellano, e vi chiedete dove sono in Italia “le masse”, ecco la risposta.
Post Scriptum
E’ per questo che i russi che hanno vissuto sotto Stalin, perduto parenti nel Gulag e figli o genitori nella guerra patriottica, che sono stati feriti nell’avanzata o internati, che hanno avuto “vite spianate sotto un rullo compressore”, ed hanno applaudito la libertà, oggi vivono questa libertà come “un tempo di seconda mano”: “Invece della Patria un grande supermercato”. Lo scrive Svetlana Aleksievic nel suo grande libro corale, appunto intitolato “Tempo di seconda mano”. E parla anche di sé: “Credevamo che le parole potessero scuotere il mondo …Eccola, la libertà! Eravamo pronti a dare la vita per i nostri ideali, a lottare strenuamente. E invece era cominciata un’esistenza cechoviana. Senza storia ….i nuovi sogni: costruirsi la casa, comprarsi una buona automobile, …. Nessuno parla più di idee, ma di crediti, tratte e assegni, non si lavora più per vivere ma per “fare soldi” …Ho domandato:”Cos’è la libertà?” Padri e figli hanno risposto in modo diverso. Quelli che sono nati in URSS e quelli che sono nati dopo l’URSS provengono da pianeti diversi.
https://www.maurizioblondet.it/la-grande-anestesia/
L'itaglia non esiste, non è mai esistita.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Nuove direttive scolastiche dell’Unesco per l’educazione sessuale dei nostri figli
21 febbraio 2019 / di Andrea Bizzocchi
Agenda 2030: strumento di controllo?
Chi sa cos’è l’Agenda 2030? Ufficialmente è il programma politico dell’ONU per il bene delle popolazioni. In realtà l’Agenda 2030 è uno degli strumenti che l’ONU (o meglio chi sta dietro e manovra l’ONU) utilizza per riorganizzare la società in funzione della tecno-dittatura orwelliana prossima ventura, (peraltro già in avanzatissima fase di realizzazione).
Ormai un anno fa (febbraio 2018), all’interno dell’Agenda 2030, l’UNESCO (il cui primo direttore fu Julian Huxley, eugenetista e fratello di Aldous Huxley, autore de Il mondo nuovo), che è l’agenzia “culturale” dell’ONU, ha valutato di somma importanza fornire nuove direttive per l’educazione sessuale delle nuove generazioni, a partire dall’asilo e per l’intero ciclo delle scuole dell’obbligo in ambito UE.
La promotrice di questa bella pensata è stata Audrey Azoluay, che ricopre il ruolo di direttrice generale dell’UNESCO dal 15 novembre 2017. La sua prima mossa, tre mesi appena dopo il suo insediamento, con una tempistica quantomeno sospetta, è stata appunto tale “imposizione” (perché di ciò si tratta).
La Azoulay viene da una importante famiglia ebraica marocchina, è figlia di André Azoulay, consigliere del re Mohammed VI del Marocco, e ha ricoperto tra gli altri incarichi il ruolo di ministra della “cultura” del governo Hollande (che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta).
Audrey Azoulay: le nuove linee guida sull’educazione sessuale
L’UNESCO, nel documento composto di ben 139 pagine firmato dalla Azoluay, si premura per il “bene” dei bambini di inculcare nelle loro giovani menti, alcune concetti interessanti e, per così dire, progressisti.
In primis la promozione della contraccezione, dell’aborto, della masturbazione e delle teorie di genere. Ad esempio, il documento indica che all’età di 9 anni uno scolaro dovrà saper spiegare “come l’identità di genere di una persona può non corrispondere al sesso biologico” – e soprattutto, tale scolaro, deve “dimostrare rispetto per l’identità di genere altrui”. A 12, ormai quasi adolescenti e quindi in odore di prime esperienze sessuali, dovranno essere edotti inoltre sul fatto che i rapporti omosessuali sono “piacevoli” e “non portano infezioni”.
Il documento batte in particolare il tasto delle teorie di genere, portando avanti quel piano ideologico di rimodellamento della visione classica dell’essere umano nella sua naturale distinzione biologica tra uomo e donna. La nuova visione prevede uno svariato numero di altri orientamenti sessuali (omosessualità, lesbismo, bisessualità, sessualità fluida, ecc.) che sarebbero, ci dicono, normali né più né meno dell’eterosessualità. Tutto questo viene promosso o attraverso il finanziamento e il sostegno mediatico e politico ai vari movimenti LGBTQ, in quella che è una vera e propria operazione ad ampio raggio di ingegneria sociale, o, ed è questo il nostro caso, attraverso l’educazione scolastica.
La dittatura è già qui
Il documento prosegue affermando che l’educazione sessuale dei bambini può eventualmente essere sottratta alla famiglia e ai genitori per essere data (in pasto) allo Stato (il che conferma ciò che vado dicendo da tempo, e cioè che i bambini, sono di proprietà dello Stato).
Il documento opera inoltre in generale un vero e proprio ribaltamento dei valori classici. Ad esempio:
“diritto dei giovani di godere dei piaceri della carne” (la castità e la verginità, figuriamoci sono valori desueti da cui rifuggire il prima possibile), “messa in discussione dei valori tradizionali insegnati da mamma e papà”, “apertura a ciò che è “nuovo” in campo sessuale”, ivi inclusa la possibilità che non ci si senta bene nel proprio corpo e quindi si proceda con un vero e proprio cambio di sesso (a Londra, circa 50 bambini a settimana, cambiano sesso perché “confusi”) .
Ma non sarà sufficiente “insegnare” queste linee guida.
Seguiranno vere e proprie valutazioni, occorrerà in altre parole verificare che i bambini abbiano effettivamente recepito ciò che devono recepire.
A questa imposizione non si sottraggono nemmeno gli insegnanti che dovranno seguire corsi specifici sull’argomento. Tale “formazione” sarà inclusa nel loro curriculum, cioè coloro che non hanno seguito il corso avranno un punteggio più basso in graduatoria. Tale mossa è ben chiara: gli insegnanti che non si allineeranno saranno fatti fuori tout court, un po’ come quei medici che non si adeguano a vaccinare i bambini, a prescrivere chemio e radio e così via, vengono radiati. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. La dittatura è già qui tra noi.
Consiglio in particolare la lettura dei seguenti paragrafi:
– Il paragrafo 2.1 del capitolo 2 dal titolo “What is comprehensive sexuality education (CSE)?” (p. 16)
– L’intero capitol 3 dal titolo “Young people’s health and well-being” (p. 21-26)
– Il paragrafo 5.2 del capitolo 5 e in particolare “Key concept 3: Understanding gender” (p. 49)
https://unoeditori.com/nuove-diretti...paign&ectttl=7
Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Ansa.it
Assistente vocale sbarca in ospedale Usa
A Los Angeles Amazon Echo con Alexa aiuterà pazienti
Solita manfrina.
Come far accettare di buon grado, visto l'aspetto buono della sua "utilità", il controllo TOTALE di Alexa.
Strumento giusto, lanciato al momento giusto, visto il grado di imbecillità fatto raggiungere alla gente.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


In parte imbecillità connaturata ad un popolo modificato grazie all'ingegneria sociale in atto da generazioni , vedesi immigrazione italiota a livello globale e sviluppo del mondo virtuale artificiale .
La realtà virtuale l'umanità l'ha avuta sempre, erano i suoi sogni ad occhi aperti.Ha deciso ora che qualcuno farà i sogni suoi al suo posto.
Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .