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SteCompagno
SCENARIO
Pd, l'ala sinistra pronta alla scissione
Ex Ds e Giovani Turchi pensano a un partito. Con Sel e Rivoluzione civile. E Barca leader. Renzi vede D'Alema.
di Edda Guerrini
Se ne parla periodicamente. Ma è la prima volta che a evocare una possibile scissione del Partito democratico è stato uno dei suoi massimi dirigenti, Dario Franceschini.
Pier Luigi Bersani ha smentito, ma la verità è che da settimane il tema è tornato di attualità nei conciliaboli dei democratici. E la novità è che a evocarla con più forza, fino a progettare un partito alternativo all’attuale, non è l’ala più moderata del Pd, tante volte sospettata di pensare a uno strappo. Né, stavolta, sono i renziani a far balenare disegni di rottura.
LO STRAPPO DEI GIOVANI TURCHI. A parlare, senza più tabù, di una possibile rottura, anzi di «ristrutturazione» o «destrutturazione» del partito, come la chiamano loro, è la corrente più a sinistra: Giovani Turchi (tra cui Matteo Orfini, Stefano Fassina e Andrea Orlando) e, più in generale, ex Ds.
Sono quelli che vorrebbero un Pd più nettamente di sinistra, più chiaramente socialdemocratico. Magari più leggero dell’attuale, che si aggiri sul 20-25% dei consensi, ma più omogeneo, senza «frange» liberal.
Un partito che inglobi anche Sinistra ecologia e libertà di Nichi Vendola e, magari, persino quel che resta di Rivoluzione civile, il movimento fondato da Antonio Ingroia e rimasto fuori dal parlamento.
IPOTESI BARCA Un esperimento di questo progetto si tenterà già a Roma, per le prossime elezioni comunali. Il Pd capitolino sta ragionando su una possibile lista a sostegno di Ignazio Marino, il candidato sindaco vincitore delle primarie del centrosinistra, che riunisca Pd, Sel e Rivoluzione civile. Un listone senza simboli di partito. Ed è fondato il sospetto che quello romano sia un laboratorio per un disegno nazionale.
Sarebbe coinvolto nel progetto anche l’ex ministro Fabrizio Barca, nuovo riferimento dei Giovani Turchi, che proprio alcuni giorni fa, in tivù, ha detto esplicitamente di essere interessato a impegnarsi nel Pd.
LA MEMORIA DEL MINISTRO. Tanto che il contenuto programmatico della nuova formazione potrebbe essere definita nel manifesto-memoria che lo stesso ministro per la Coesione territoriale ha annunciato. E l'occasione per presentarlo potrebbe essere già il 18 aprile durante un convegno dedicato al padre, il dirigente del Pci Luciano Barca.
LA TENTAZIONE DI RENZI. L’ipotesi di scissione a sinistra non è, però, l’unica ad agitare il Pd. Anche se al momento è quella di cui più si parla.
Resta sempre in piedi l’idea, in alcuni renziani di formare una lista civica post-ideologica. Matteo Renzi - ormai arrivato ai ferri corti con Pier Luigi Bersani - non ne è convinto, ma tra i suoi sono in molti a spingere per questa soluzione che, comunque, se pure accantonata, non è scartata del tutto.
Se però andasse in porto, il sindaco di Firenze potrebbe trascinare con sé molti moderati del Pd di provenienza ex Margherita e gli stessi veltroniani, ma anche una manciata di montiani di Scelta civica.
Giovedì, 11 Aprile 2013
Pd, l'ala sinistra pronta alla scissione - POLITICA
E' il solito articolo molto votato alla dietrologia e alla fantapolitica ma se accade mi denudo davanti a Botteghe Oscure.