Capo d’accusa numero 1
Non essere in grado, dopo anni di retorica antiCasta e la più clamorosa “mancata vittoria annunciata” nella storia della Repubblica, di viaggiare con il pilota automatico quando si tratta di indicare dei nomi per cariche istituzionali di primo piano. Dormire in maniera tale da lasciare il pallino in mano a uno che propone un paio di figurine, senza probabilmente nemmeno conoscere la loro storia.
Capo d’accusa numero 2
Avere un gruppo dirigente che fa politica da decenni e farsi infinocchiare senza neanche troppa fatica da uno che è arrivato da pochi anni, che di politica non capisce una emerita cippa, che ha una conoscenza parecchio sommaria della Costituzione, che è rappresentato in Parlamento da personaggi che, in parecchi casi, sarebbero inadeguati pure come consiglieri comunali e che ha una base elettorale che arriva a proporre un ex parlamentare di lungo corso (*) probabilmente ritenendolo un nome della società civile.
Capo d’accusa numero 3
Fare riunioni di partito in diretta streaming, votare all’unanimità e poi – chiuso l’incontro – iniziare a darsele di santa ragione in interviste e commenti sui social network. Non riuscire a capire che dirsele in faccia – a porte chiuse o aperte, non importa – nei luoghi appropriati è molto meglio che baruffare fuori sede e anche il messaggio trasmesso all’esterno è molto diverso: nel primo caso, un partito che discute con un obiettivo; nel secondo, un partito che litiga senza costrutto.
Capo d’accusa numero 4
Scambiarsi accuse personali, magari citando le peggiori retoriche degli avversari nei confronti dei propri compagni di partito (e, talvolta, rimanendo accondiscendenti o tolleranti proprio verso gli avversari, anche i più impresentabili), pur di screditare l’esponente della corrente rivale.
Capo d’accusa numero 5
Aver introdotto nel sistema politico italiano un meccanismo interessante e potenzialmente bello come le primarie e averlo ridotto a una rissa continua, dove i contenuti non sono importanti e quel che conta è dire che l’avversario interno al tuo partito o è di destra o è un rottame del secolo scorso. Aver portato il livello di scontro a un punto tale che c’è gente che non si rassegnerà mai ad avere come segretario di partito o candidato presidente del Consiglio colui che non ha votato.
(*) bravissima persona, peraltro, e adattissimo alla carica per la quale viene proposto.
nonunacosaseria: Processo al PD




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