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Discussione: Prima il Nord!

  1. #491
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    IL COSTO DEI COMUNI: UN ABISSO FRA NORD E SUD? PADANIA LIBERA! - Rischio Calcolato

    di GIANFRANCESCO RUGGERI

    Domenica pomeriggio su Rai Uno all’Arena condotta da Giletti hanno presentato questi dati relativi al numero delle sedute delle commissioni comunali e al costo complessivo per lo stato:

    • Biella (Piemonte): 23 sedute commissioni comunali all’anno, costo complessivo 6.865 euro;
    • Pomezia (Lazio): 37 sedute commissioni comunali all’anno, costo complessivo 51.345 euro;
    • Bitonto (Puglia): 587 sedute commissioni comunali all’anno, costo complessivo 99.479 euro;
    • Agrigento (Sicilia): 1.133 sedute commissioni comunali all’anno, costo complessivo 258.000 euro.

    Ho come l’impressione che l’Arena e Giletti abbiano scoperto con 15 anni di ritardo la mitica Rubrica Silenziosa dei Quaderni Padani e proprio in omaggio alla Rubrica Silenziosa anche questo articolo è privo di commenti e finisce qua. Lascio a voi la libertà di commentare. Padania libera!

    Come si vede NON SIAMO SOLI.
    Giletti: un biellese che parla con accento romanesco.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #492
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Un lurido servo coglione e pieno di sè.
    Inguardabile.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #493
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    ECCO IL 26° SEGNALE DELLA RIPRESA: IN CAMPANIA 15.000 ASSUNTI NELLE PARTECIPATE - Rischio Calcolato

    E noi stronzi a chiederci da dove venissero i dati di diminuzione della disoccupazione.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #494
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Renzi pensa a ministero Mezzogiorno - Ultima Ora - ANSA.it

    Meglio mangiare anche il poco che ancora viene rubato al Nord.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #495
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Ricevo e giro per conoscenza.

    E fu così che la montagna partorì il topolino. La macroregione è ormai relegata nello scantinato insieme alle altre mille improbabili proposte elettorali leghiste di questi ultimi 20 anni (ad altre latitudini dicono “Passate le feste, gabbato lo Santo”, la “lombardizzazione” del detto potrebbe essere “Passate le elezioni, dimenticati gli elettori”), a scorno perpetuo di chi continua a porre fiducia in loro.Se da un lato la Lega Nord conclude imperterrita il suo percorso di “italianizzazione” (come già denunciammo, soli, declinando l’invito a partecipare al Congresso di elezione del loro attuale Segretario Salvini) promettendo rivoluzioni e sfracelli se governasse lo Stato italiano, si palesa completamente inetta nelle posizioni di concreto potere sia in Lombardia, sia in Veneto, dimostrandosi solo capace di disinnescare la voglia indipendentista che in queste due nazioni d’Europa alberga.Nel caso dei nostri confinanti veneti ha promesso il referendum solo dietro una “raccolta fondi” (disertata in primis dai promotori del referendum stesso, non versando un € dal loro lauto stipendio), come se i figli di San Marco non pagassero già abbastanza tasse ed imposte.Nel nostro caso, invece, la concessione di un referendum è arrivata da parte di galantuomini che rappresentano partiti politici denominati “Forza Italia”, “Nuovo Centrodestra” e “Fratelli d’Italia”, dopo un ovvio rimpasto di poltrone.Chiaramente era assolutamente necessario per i proponenti specificare che l’autonomia risiede saldamente “nel quadro dell’unità nazionale”, per evitare polemiche tra gli alleati prima citati; vengono attualmente omessi gli ambiti in cui questa “autonomia” dovrebbe prendere forma per specificarli in una seduta del Consiglio regionale.Probabilmente non saranno diversi da quelli già chiesti all’epoca della cosiddetta “devolution”, chiaramente bocciati dal successivo referendum tenuto in tutto lo Stato italiano, ma l’occasione sarà solo quella di continuare l’ennesimo gioco di sponda politico con il Partito Democratico, da sempre insensibile a qualsiasi richiesta territoriale lombarda.Non crediamo assolutamente che questo referendum serva a “sensibilizzare” i lombardi in materia, perché chi governa la Lombardia dimostra di non fare nulla per aumentare questa presunta sensibilizzazione: non ha promosso nulla che possa rifarsi ad un percorso indipendentista ed identitario, anzi ha approvato un “inno” dal quale qualsiasi lombardo, forse addirittura vergognandosi d’essere tale, ha immediatamente preso le distanze e prossimamente proporrà l’attuale “rubinetto” come bandiera ufficiale di regione Lombardia.Nei fatti, una Regione che si muove “nel quadro dell’unità nazionale” italiana niente altro può scegliere se una canzonetta raffazzonata alla veloce come inno e un simbolo inventato e scelto da una giunta di democristiani come bandiera, diversamente da tutte le altre libere nazioni d’Europa.
    pro Lombardia Indipendenza
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #496
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    Predefinito Re: Prima il Nord!

    Imprenditore ligure lascia eredità di 10 milioni in beneficenza

    La decisione presa insieme con la moglie, i beneficiari sono esterni alla famiglia e meritevoli di aiuto









    Un patrimonio di oltre 10 milioni di euro donato in beneficenza: decine di immobili lasciati in eredità a persone esterne alla famiglia ritenute meritevoli di aiuto. E' la decisione testamentaria di Sergio Borea, l'impresario delle piastrelle, ottantenne, morto alla fine del 2014. Borea, che amava il volo ed è stato campione dell'aeronautica da turismo, aveva preso questa decisione in accordo con la moglie Elisa Albites, cognata di Paolo Villaggio.
    La notizia è stata pubblica dal Secolo XIX e dalla Stampa.
    Tra i legatari testamentari ci sono il figlio della segretaria, il giardiniere, collaboratori ed amici.

    Quanto sarebbero serviti alla causa!
    Con tutto il rispetto.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #497
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  8. #498
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  9. #499
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    Predefinito Re: Prima il Nord!



    Cgia, dalle Regioni del Nord 100 miliardi in solidarietà al resto del Paese

    Ogni anno al resto del Paese, in base ai dettami del Patto di Stabilità



    Cgia, dalle Regioni del Nord 100 miliardi in solidarietà al resto del Paese © ANSA






    Le Regioni a statuto ordinario del Nord danno oltre 100 miliardi di euro all'anno come contributo di solidarietà al resto del Paese, in base ai dettami del Patto di Stabilità. Lo rileva la Cgia, dopo aver calcolato il residuo fiscale di ogni Regione italiana, ovvero la differenza tra le entrate complessive e le spese complessive regionalizzate delle Amministrazioni pubbliche. La Cgia sottolinea che tutte le Regioni del Nord a statuto ordinario presentano un saldo positivo: ovvero versano molto di più di quanto ricevono.
    La Lombardia, registra un residuo fiscale annuo positivo pari a 53,9 miliardi, che in valore procapite è pari a 5.511 euro. Questo vuol dire che ogni cittadino lombardo (neonati e ultracentenari compresi, ricorda la Cgia) dà in solidarietà al resto del Paese oltre 5.500 euro l'anno. Il Veneto, invece, presenta un saldo positivo pari a 18,2 miliardi (3.733 euro a testa). L'Emilia Romagna, con un residuo di 17,8 mld, devolve ben 4.076 euro per ciascun abitante. In Piemonte, che nel rapporto dare/avere elargisce agli altri territori 10,5 miliardi, il residuo fiscale medio per abitante è di 2.418 euro. La Liguria, infine, dà al resto del Paese 1 miliardo di euro, pari a 701 euro per ogni cittadino. Nonostante sia più contenuto rispetto al dato riferito alle realtà del profondo Nord, anche il residuo fiscale di tutte le Regioni del Centro è sempre positivo. La Toscana ha un saldo di 8,3 mld, il Lazio di 7,3, le Marche di 2,5 e l'Umbria di 1,1.
    Se, invece, osserviamo i risultati delle Regioni meridionali, la situazione cambia di segno per tutte. La Sicilia ha il peggior saldo tra tutte le 20 Regioni d'Italia: in termini assoluti è pari a -8,9 mld di euro, che si traduce in un dato procapite pari a 1.782 euro. In Calabria, invece, il residuo è pari a -4,7 mld di euro (-2.408 euro procapite), in Sardegna a -4,2 mld (-2.566 euro ogni residente), in Campania a -4,1 mld (-714 euro per ciascun abitante) e in Puglia a -3,4 mld di euro (-861 euro procapite).
    "Voglio sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento - osserva Giuseppe Bortolussi, segretario Cgia - noi siamo d' accordo che le Regioni più ricche debbano aiutare quelle più in difficoltà. Il principio della solidarietà non è in discussione, ci mancherebbe. Tuttavia - prosegue -, c'è un grosso problema. Se, come ha fatto nell'ultimo decennio, lo Stato centrale continuerà nella politica dei tagli lineari, facendo mancare risorse e costringendo le Autonomie locali ad aumentare le tasse, anche al Nord la qualità delle infrastrutture, della sanità, del trasporto pubblico locale e della scuola potrebbe venir meno , alimentando la rabbia e la disaffezione nei confronti della politica nazionale".
    Per Bortolussi "la questione settentrionale, purtroppo, non si è dissolta: soprattutto a Nordest cova ancora sotto la cenere. Per questo è necessario riprendere in mano la riforma del federalismo fiscale è portarla a termine, premiando i territori più virtuosi e penalizzando chi, invece, gestisce in maniera scriteriata la cosa pubblica". I dati, sottolinea la Cgia, sono riferiti al 2012 (ultimo anno in cui è possibile confrontare le entrate e le spese di ciascuna Regione). Tuttavia, se si ricostruisce l'andamento registrato negli ultimi 4/5 anni, la situazione, rimane molto stabile per la gran parte delle Regioni: pertanto, è verosimile ritenere che non vi siano state delle significative variazioni anche negli anni successivi al 2012.

    Post FON-DA-MEN-TA-LE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Ma possono stare tranquilli!
    Basta sapere cosa sono i Padani.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 14-02-15 alle 19:14
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #500
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