Qualsiasi discussione..anche filosofica..si basa su un linguaggio..
e l'accordo o il disaccordo su certe tesi si basa ancora sul linguaggio..e il linguaggio è composto di termini..parole che evocano significati e giudizi e analisi basandosi ancora sulle parole..
Esistono saloni di parole..dove invaribilmente qualsiasi filosofo espone in qualche libro il suo pensiero rivestendolo di simboli..e il linguaggio è simbolico..ma invece dell'immagine si lega ad un suono..che poi diventa segno grafico con la scrittura..
Tutti possono vedere un piatto fumante e una bocca che si avvicina..e tutti possono capire che intendiamo qualcosa in relazione al mangiare..ma se pronunciamo la parola mangiare..solo gli italiani possono capire.. che per la maggior parte dell'umanità il segno grafico mangiare e il suo suono..non significano nulla..
Se dai significati concreti passiamo a quelli astratti..ci rendiamo conto che oltre alla difficoltà nello stabilire un significante condivisibile appare anche una difficoltà ben più radicale anche se è trascurata..ed è sull'interpretazione di questo significante..che varia per ognuno fermo restando il simbolo..la parola..
La parola amore per esempio si modula su molti significati..si va dall'attaccamento..alla lussuria ..alla purezza di un sentimento nobile e disinteressato..e non è indifferente la comprensione sociale o culturale di un certo termine per indirizzare delle reazioni di condivisione o di condanna pur rimanendo la parola la stessa..
Dire io amo i bambini può essere letto come una dote di pazienza e di altruismo e di sensibilità..oppure considerata la confessione di un mostro degenerato...e i tempi..la cultura..e l'ambiente.. ci dicono se usare un termine oppure tralasciarlo per non suscitare reazione violente a causa dell'incomprensione del significato che noi avevamo attribuito in tutta sincerità o ingenuità..
Il termine Dio..Principio..coscienza...filosofia..sapere..men te..non sono esenti da questi fraintendimenti ..e sono anche i termini che usa la filosofia per esporre la sua comprensione delle cose..
Gurdjieff..noto maestro del secolo scorso..diceva che esistono sette tipi di uomini..secondo gli indù esistono 4 caste..suddivise ancora in centinaia di sottocaste..
Secondo Gurdjieff..quindi..dire Dio..non significa per tutti la stessa cosa..
e neanche per gli indù..che il Dio di un bramana non è il Dio dello shudra..
e per dirla con franchezza..tra Padre Pio..e Shankara....non è che esistano misure comuni..anche se tutti sono costretti ad usare la parola religioso per definirli..
Quindi esistono tanti significati delle parole.. tanti sono gli uomini.. anche se i significati principali non sono così numerosi ma relativi alle tipologie umane..ma sono ancora troppi per sostenere l'oggettività di ciò che sosteniamo..quando invece parliamo di cose che ognuno capisce in relazione al significato che dipende dalla sua mente..
La distinzione in caste..originariamente significava questo..raggruppare uomini che avessero un modo di intendere comune rispetto alle parole che si pronunciavano..
Naturalmente la tipologia umana è in relazione al diverso livello di Consapevolezza..parola questa che viene intesa in modo diverso a seconda della Consapevolezza che abbiamo..
Insomma..come dice la storiella zen sulla gara di dottrina..dove un sordomuto scemo vince a gesti su un dottore colto..quando parliamo veniamo sempre fraintesi..e l'accordo o il disaccordo sulle parole..non riguarda ciò che diciamo..ma la rappresentazione che abbiamo interiormente..e se questa rapprentazione è molto diversa dalla nostra ..pur concordando sulle stesse parole potremo dire di essere in disaccordo sul significato..e non concordando potremo dire di andare d'accordo..
Ciò che conta alla fine è avere la stessa sensazione dagli oggetti reali..siano esteriori o interiori..che poi l'accordo sulle parole per esprimerli è del tutto secondario..
invece la filosofia cerca la verità nell'accordo sulle parole..mentre la ricerca interiore sull'accordo nella stessa percezione..comunque la si chiami...
Il mio Dio non è quello del Papa..e il mio Principio non è quello dei filosofi..
ma è quell'Infinito che non è un pensiero e neanche un sentimento..e neppure una persona..ma si presenta come percezione di esistere..per poi andare Oltre..e definirlo è solamente intuirlo.. e qualsiasi parola può essere quella giusta e anche quella sbagliata..perchè l'importante siamo noi....non le parole....ma quanti lo capiscono..?




Rispondi Citando
Con la filosofia si puo dire tutto e l'esatto suo contrario. Certo che a vedere certe discussioni sembra che qualcuno miri più a dare dimostrazione delle proprie abilità speculative piuttosto che avere l'intenzione di rendere la discussione comprensibile anche alle menti semplici. 