Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    .... .....
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Nel tempo...
    Messaggi
    29,039
     Likes dati
    21
     Like avuti
    2,042
    Mentioned
    67 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Sul problema del linguaggio..

    Qualsiasi discussione..anche filosofica..si basa su un linguaggio..
    e l'accordo o il disaccordo su certe tesi si basa ancora sul linguaggio..e il linguaggio è composto di termini..parole che evocano significati e giudizi e analisi basandosi ancora sulle parole..
    Esistono saloni di parole..dove invaribilmente qualsiasi filosofo espone in qualche libro il suo pensiero rivestendolo di simboli..e il linguaggio è simbolico..ma invece dell'immagine si lega ad un suono..che poi diventa segno grafico con la scrittura..
    Tutti possono vedere un piatto fumante e una bocca che si avvicina..e tutti possono capire che intendiamo qualcosa in relazione al mangiare..ma se pronunciamo la parola mangiare..solo gli italiani possono capire.. che per la maggior parte dell'umanità il segno grafico mangiare e il suo suono..non significano nulla..
    Se dai significati concreti passiamo a quelli astratti..ci rendiamo conto che oltre alla difficoltà nello stabilire un significante condivisibile appare anche una difficoltà ben più radicale anche se è trascurata..ed è sull'interpretazione di questo significante..che varia per ognuno fermo restando il simbolo..la parola..
    La parola amore per esempio si modula su molti significati..si va dall'attaccamento..alla lussuria ..alla purezza di un sentimento nobile e disinteressato..e non è indifferente la comprensione sociale o culturale di un certo termine per indirizzare delle reazioni di condivisione o di condanna pur rimanendo la parola la stessa..
    Dire io amo i bambini può essere letto come una dote di pazienza e di altruismo e di sensibilità..oppure considerata la confessione di un mostro degenerato...e i tempi..la cultura..e l'ambiente.. ci dicono se usare un termine oppure tralasciarlo per non suscitare reazione violente a causa dell'incomprensione del significato che noi avevamo attribuito in tutta sincerità o ingenuità..
    Il termine Dio..Principio..coscienza...filosofia..sapere..men te..non sono esenti da questi fraintendimenti ..e sono anche i termini che usa la filosofia per esporre la sua comprensione delle cose..
    Gurdjieff..noto maestro del secolo scorso..diceva che esistono sette tipi di uomini..secondo gli indù esistono 4 caste..suddivise ancora in centinaia di sottocaste..
    Secondo Gurdjieff..quindi..dire Dio..non significa per tutti la stessa cosa..
    e neanche per gli indù..che il Dio di un bramana non è il Dio dello shudra..
    e per dirla con franchezza..tra Padre Pio..e Shankara....non è che esistano misure comuni..anche se tutti sono costretti ad usare la parola religioso per definirli..
    Quindi esistono tanti significati delle parole.. tanti sono gli uomini.. anche se i significati principali non sono così numerosi ma relativi alle tipologie umane..ma sono ancora troppi per sostenere l'oggettività di ciò che sosteniamo..quando invece parliamo di cose che ognuno capisce in relazione al significato che dipende dalla sua mente..
    La distinzione in caste..originariamente significava questo..raggruppare uomini che avessero un modo di intendere comune rispetto alle parole che si pronunciavano..
    Naturalmente la tipologia umana è in relazione al diverso livello di Consapevolezza..parola questa che viene intesa in modo diverso a seconda della Consapevolezza che abbiamo..
    Insomma..come dice la storiella zen sulla gara di dottrina..dove un sordomuto scemo vince a gesti su un dottore colto..quando parliamo veniamo sempre fraintesi..e l'accordo o il disaccordo sulle parole..non riguarda ciò che diciamo..ma la rappresentazione che abbiamo interiormente..e se questa rapprentazione è molto diversa dalla nostra ..pur concordando sulle stesse parole potremo dire di essere in disaccordo sul significato..e non concordando potremo dire di andare d'accordo..
    Ciò che conta alla fine è avere la stessa sensazione dagli oggetti reali..siano esteriori o interiori..che poi l'accordo sulle parole per esprimerli è del tutto secondario..
    invece la filosofia cerca la verità nell'accordo sulle parole..mentre la ricerca interiore sull'accordo nella stessa percezione..comunque la si chiami...
    Il mio Dio non è quello del Papa..e il mio Principio non è quello dei filosofi..
    ma è quell'Infinito che non è un pensiero e neanche un sentimento..e neppure una persona..ma si presenta come percezione di esistere..per poi andare Oltre..e definirlo è solamente intuirlo.. e qualsiasi parola può essere quella giusta e anche quella sbagliata..perchè l'importante siamo noi....non le parole....ma quanti lo capiscono..?
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  2. #2
    Antonello/Gianantonio
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Veneto
    Messaggi
    47,751
     Likes dati
    5,535
     Like avuti
    9,448
    Mentioned
    486 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito Rif: Sul problema del linguaggio..

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    .............Ciò che conta alla fine è avere la stessa sensazione dagli oggetti reali..siano esteriori o interiori..che poi l'accordo sulle parole per esprimerli è del tutto secondario..

    .. e qualsiasi parola può essere quella giusta e anche quella sbagliata..perchè l'importante siamo noi....non le parole....ma quanti lo capiscono..?
    Certo che siamo noi la cosa più importante ma per alcuni il flosofare stesso supera l'importanza dell'essere per abbracciare unicamente quella dell'apparire. Che poi non è che uno dei tanti modi di essere. Con la filosofia si puo dire tutto e l'esatto suo contrario. Certo che a vedere certe discussioni sembra che qualcuno miri più a dare dimostrazione delle proprie abilità speculative piuttosto che avere l'intenzione di rendere la discussione comprensibile anche alle menti semplici.

    Ciao.

  3. #3
    .... .....
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Nel tempo...
    Messaggi
    29,039
     Likes dati
    21
     Like avuti
    2,042
    Mentioned
    67 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Rif: Sul problema del linguaggio..

    Citazione Originariamente Scritto da Gianantonio Visualizza Messaggio
    Certo che siamo noi la cosa più importante ma per alcuni il flosofare stesso supera l'importanza dell'essere per abbracciare unicamente quella dell'apparire. Che poi non è che uno dei tanti modi di essere. Con la filosofia si puo dire tutto e l'esatto suo contrario. Certo che a vedere certe discussioni sembra che qualcuno miri più a dare dimostrazione delle proprie abilità speculative piuttosto che avere l'intenzione di rendere la discussione comprensibile anche alle menti semplici.

    Ciao.
    L'apparire è un essere molto diminuito...molto lontano dal Principio che è Puro Essere..o Consapevolezza..
    E il pensiero o la filosofia dovrebbe aiutare quel cammino di separazione del superfluo dall'Essenziale che è detto separare il sottile dallo spesso..
    L'Essenza siamo noi..il nostro esistere..e tutto ciò che è fatto con questa percezione è illuminato di grazia e verità..mentre tuttto ciò che facciamo senza questa percezione....vive nel buio dell'incoscienza..
    E nell'incoscienza si possono scrivere intere biblioteche..mentre nella Consapevolezza non è necessario neanche saper leggere o scrivere..
    Questo per dire che posta l'Essenza come Principio..nostra origine e nostra meta..i mezzi per raggiungerlo passano atraverso un nostro diminuire e non un nostro crescere..

    Nelle fiabe..in alcune ..è contenuta una saggezza antica e superiore..





    La fortuna di Gianni


    Fiaba dei fratelli Grimm


    Gianni aveva prestato servizio dal suo padrone per sette anni, quando gli disse: -Padrone, ho terminato il tirocinio; ora vorrei tornare a casa da mia madre: datemi ciò che mi spetta-. Il padrone rispose: -Mi hai servito bene e con fedeltà: il compenso sarà pari al tuo servizio-. E gli diede un pezzo d'oro grosso come la testa di Gianni. Gianni prese di tasca il fazzoletto, e vi avvolse l'oro, se lo mise in spalla e s'incamminò verso casa. Mentre camminava, un passo dopo l'altro, vide un cavaliere che, fresco e giulivo, trottava su di un cavallo focoso. -Ah- disse Gianni ad alta voce -che bella cosa è cavalcare! Si sta seduti come su di una sedia; non si inciampa nei sassi, si risparmiano le scarpe e si va avanti senza accorgersene.- Il cavaliere che lo aveva sentito, gli gridò: -Ehi, Gianni, perché‚ tu vai a piedi?-. -Eh!- rispose Gianni -devo portare a casa questo peso: è vero che è oro, ma non posso tenere la testa diritta, mi preme sulle spalle.- -Sai un cosa?- disse il cavaliere. -Facciamo cambio, io ti do il mio cavallo e tu mi dai il tuo pezzo d'oro.- -Ben volentieri- disse Gianni -ma vi avverto che farete fatica a portarlo!- Il cavaliere smontò, prese l'oro e aiutò Gianni a salire a cavallo; gli diede le redini da tenere in mano, ben salde, e disse: -Se vuoi andare veloce, devi schioccare la lingua e gridare: "hop, hop!"-. Gianni era felice di essere in groppa al suo cavallo e di poter cavalcare a briglia sciolta. Dopo un po' gli venne in mente di andare più veloce, si mise a schioccare la lingua e a gridare: "hop, hop!". Il cavallo di mise a trottare forte e, in men che non si dica, Gianni fu sbalzato di sella e finì in un fosso che divideva i campi dalla strada. Il cavallo sarebbe scappato se non lo avesse fermato un contadino che veniva per la strada spingendo una mucca. Gianni si rimise in sesto e si alzò in piedi. Ma, indispettito, disse al contadino: -Bel divertimento andare a cavallo, soprattutto se ti capita un brocco come questo che inciampa e ti butta a terra rischiando di farti rompere l'osso del collo! Non ci salirò mai più! La vostra mucca invece sì che mi piace: uno se la tira dietro con tutto comodo, e, ogni giorno, latte, burro e formaggio sono assicurati. Cosa darei per avere una mucca simile!-. -Be'- disse il contadino -se vi piace tanto, cambierò la mucca con il vostro cavallo.- Gianni accettò tutto felice, e il contadino saltò in groppa al cavallo e corse via. Gianni menava ora la mucca tranquillamente davanti a se pensando al buon affare: -Mi basta avere un pezzo di pane, e certamente non mi mancherà, e posso mangiare burro e formaggio finché‚ ne ho voglia; se ho sete, mungo la mia mucca e bevo il latte. Cosa potrei desiderare di meglio?-. Quando arrivò a un'osteria, si fermò, mangiò allegramente tutto ciò che aveva con s‚, pranzo e cena e, con gli ultimi soldi che gli restavano, si fece portare un mezzo bicchiere di birra. Poi riprese a menare la sua mucca verso il villaggio di sua madre. Ma, verso mezzogiorno, il caldo si fece sempre più opprimente, e Gianni si trovava in una landa con un'ora di cammino davanti a s‚. Aveva un caldo tale che, per la sete, la lingua gli si era incollata al palato. "Devo fare qualcosa" pensò Gianni. "Mi metterò a mungere la mucca e mi ristorerò con il latte." La legò a un albero secco e ci mise sotto il suo berretto di cuoio, ma per quanto si desse da fare, non veniva neanche una goccia di latte. E siccome mungeva senza alcuna abilità, l'animale, impaziente, finì coll'assestargli un tale colpo alla testa con la zampa di dietro, ch'egli barcollò e cadde a terra; e per un bel po' non riuscì più a capire dove fosse. Fortunatamente, proprio in quel momento si trovava a passare un macellaio che aveva un porcellino su di una carriola. -Che brutti scherzi!- esclamò, e aiutò il buon Gianni ad alzarsi. Gianni raccontò quel che gli era successo. Il macellaio gli allungò la sua fiaschetta e gli disse: -Bevete un sorso che vi renderà le forze. Questa mucca non vi darà mai latte: è vecchia, e va giusto bene come bestia da tiro o da macello-. -Ahi, ahi- disse Gianni, passandosi una mano fra i capelli -chi l'avrebbe mai detto! Certo è una bella cosa poter macellare una bestia simile in casa propria! Quanta carne! Ma io non me ne faccio un gran che della carne di mucca: non la trovo abbastanza saporita. Un così bel maialino invece ha tutt'un altro sapore, senza parlar delle salsicce!- -Sentite, Gianni- disse il macellaio -vi farò un piacere e in cambio della mucca vi lascerò il porcello.- -Dio ricompensi la vostra cortesia!- disse Gianni; gli diede la mucca, fece slegare il porcellino dalla carriola e si fece mettere in mano la corda che lo legava. Gianni proseguì per la sua strada pensando come tutto gli andava bene: quando incappava in qualche contrattempo, subito riusciva a porvi rimedio. Poco dopo, s'imbatté‚ in un ragazzo che portava sotto il braccio una bell'oca bianca. Si salutarono e Gianni incominciò a raccontargli della sua fortuna, e degli scambi vantaggiosi che aveva fatto. Il ragazzo gli raccontò che portava l'oca a un pranzo di battesimo. -Provate un po' a sollevarla- soggiunse, afferrandola per le ali -com'è pesante ma è stata anche ingrassata per due mesi. A chi morde quest'arrosto, resterà la bocca unta!- -Sì- disse Gianni alzandola con una mano -è bella pesante, ma anche il mio maiale non scherza!- Il ragazzo prese allora a guardarsi attorno con aria pensierosa, e continuava a scuotere la testa. -Sentite- disse poi -per quel che riguarda il vostro maiale, deve esserci qualcosa sotto. Sono passato da un villaggio dove ne avevano appena rubato uno dalla stalla del sindaco. Temo proprio che si tratti di questo qui. Sarebbe un brutto affare se vi trovassero con l'animale come minimo vi ficcherebbero in gattabuia!- Il buon Gianni ebbe paura: -Ah, Dio- disse -aiutatemi a venirne fuori! Voi qui siete pratico della zona, prendetevi il maiale e lasciatemi la vostra oca.- -Certo è un bel rischio- rispose il ragazzo -ma non voglio che finiate nei guai per colpa mia.- Così prese in mano la corda e, in fretta, condusse via il maialino per una via traversa. Il buon Gianni, invece, liberato dalle sue preoccupazioni, proseguì il cammino verso casa con l'oca sotto il braccio. -A pensarci bene- diceva fra s‚ -ci ho guadagnato a fare cambio: per prima cosa c'è l'arrosto, poi tutto quell'unto che ne gocciolerà e darà grasso d'oca per tre mesi; e infine le belle piume bianche: con quelle ci farò imbottire il cuscino, così mi addormenterò senza bisogno di esser cullato. Come sarà contenta mia madre!- Attraversato l'ultimo paese, Gianni trovò un arrotino con il suo carretto; facendo girare la ruota per affilare i coltelli, egli così cantava:-Faccio l'arrotino, son svelto con la mola, giro e rigiro come una banderuola.-Gianni si fermò a guardarlo; alla fine gli rivolse la parola dicendo: -Pare proprio che ve la passiate bene, dato che siete così allegro!-. -Sì- rispose l'arrotino. -Chi conosce un mestiere è un uomo fortunato. Un bravo arrotino, quando mette la mano in tasca, ci trova del denaro. Ma dove avete comprato quella bell'oca?- -Non l'ho comprata, l'ho avuta in cambio di un maiale.- -E il maiale?- -L'ho avuto in cambio di una mucca.- -E la mucca?- -L'ho avuta in cambio di un cavallo.- -E il cavallo?- -Per averlo ho dato un pezzo d'oro grande come la mia testa.- -E l'oro?- -Eh, era la somma che mi spettava per aver prestato servizio sette anni!- -Avete sempre saputo arrangiarvi- disse l'arrotino. -Se adesso riuscite a sentir tintinnare i soldi in tasca, quando vi alzate, sarebbe fatta la vostra fortuna.- -E come potrei fare?- disse Gianni. -Dovete diventare un arrotino come me; per questo non serve che una mola, il resto viene da s‚. Ne ho qui una che è un po' rovinata, ma in cambio chiedo soltanto la vostra oca: siete d'accordo?- -E me lo chiedete?- rispose Gianni. -Diventerò l'uomo più fortunato di questa terra; se trovo del denaro ogni volta che infilo la mano in tasca, che cosa potrei desiderare di meglio?- e gli porse l'oca. -E ora- disse l'arrotino, raccogliendo una pietra qualunque che gli si trovava accanto -eccovi anche una bella pietra, su cui potrete picchiare per bene e raddrizzare i chiodi vecchi. Prendetela e serbatela con cura.- Gianni si caricò la pietra sulle spalle e proseguì il cammino con il cuore pieno di gioia; gli occhi gli luccicavano dalla contentezza, ed egli pensava fra s‚: "Devo proprio essere nato con la camicia! Tutto quello che desidero si avvera come se fossi venuto al mondo di domenica". Nel frattempo, siccome camminava dallo spuntar del giorno, incominciò a sentirsi stanco; inoltre lo tormentava la fame, poiché‚ aveva divorato in un colpo tutte le provviste, per la gioia di aver ottenuto la mucca. Ora avanzava a stento e doveva fermarsi in continuazione; e per di più le pietre gli pesavano terribilmente, Gianni continuava a pensare come sarebbe stato bello se non avesse dovuto portarle proprio allora. Lento come una lumaca, riuscì a trascinarsi fino a una sorgente, dove voleva sostare e rinfrescarsi con un bel sorso d'acqua fresca. Ma per non rovinare le pietre sedendosi, le posò con cautela accanto a s‚ sull'orlo della fonte. Poi si volse e si chinò per bere ma, per sbaglio, le urtò un poco e tutt'è due le pietre cascarono in acqua. Gianni, vedendole sprofondare, fece un salto di gioia e si inginocchiò a ringraziare Dio con le lacrime agli occhi per avergli concesso anche questa grazia: l'aveva liberato da quei pietroni in modo che egli non dovesse rimproverarsi nulla, era proprio quel che ci voleva per renderlo pienamente felice! -Felice come me- esclamò -non c'è davvero nessuno su questa terra!- A cuor leggero, e libero da ogni peso, corse via finché‚ arrivò a casa da sua madre
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    27 Apr 2009
    Messaggi
    8,434
     Likes dati
    760
     Like avuti
    2,525
    Mentioned
    20 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Sul problema del linguaggio..

    --da quanto leggo qui ,ed ho letto in altro 3D, intuisco che qui si è preso di mira il grande o piccolo assente , il Platone italico,certamente dotto in qualche filosofia , che si mette in cattedra a dileggiare i discenti e che qui ama imperversare con i suoi incomprensibili sofismi per soddisfare la sua vanità come un qualsiasi monsieur Trisottin.

  5. #5
    Antonello/Gianantonio
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Veneto
    Messaggi
    47,751
     Likes dati
    5,535
     Like avuti
    9,448
    Mentioned
    486 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito Rif: Sul problema del linguaggio..

    Citazione Originariamente Scritto da joseph Visualizza Messaggio
    --da quanto leggo qui ,ed ho letto in altro 3D, intuisco che qui si è preso di mira il grande o piccolo assente , il Platone italico,certamente dotto in qualche filosofia , che si mette in cattedra a dileggiare i discenti e che qui ama imperversare con i suoi incomprensibili sofismi per soddisfare la sua vanità come un qualsiasi monsieur Trisottin.
    Più che altro è un individuo che non è in grado di comunicare nulla del suo presunto sapere. Il che è tutto dire. Preferisco, francamente, Testadiprazzo che, almeno, cerca di semplificare le cose come facevano i saggi di un tempo. La favola che ha proposto contiene molte verità ed è intelleggibile da chiunque. Un vero maestro non insulta mai chi lo legge, ma cerca di far capire il suo pensiero in modo magari diverso, perchè diversi sono i modi che ciascuno ha di capire e di parlare. Inoltre non insulta come qualche sborone che crede di essere "il filosofo" per antonomasia.

  6. #6
    Forumista
    Data Registrazione
    05 Oct 2009
    Messaggi
    107
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Sul problema del linguaggio..

    veramente interessante.....veramente

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 11-06-13, 15:16
  2. Modena: Dal problema dei rifiuti al rifiuto del problema
    Di GiovaniperilSud nel forum Emilia-Romagna
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 22-03-08, 11:12
  3. Dal problema dei rifiuti al rifiuto del problema
    Di Vanvitelli nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 18-03-08, 23:01
  4. Aborto: problema sociale, problema culturale.
    Di Terraeamore nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 25-06-07, 13:16
  5. il veroIl vero problema problema sono i Pacs-Dico
    Di Ochtopus (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 25-02-07, 00:40

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito