Dallo "stallo" che avevano creato i due partiti "sfascisti" , comunisti del Pd e golpisti dell'M5S ..... rivoluzionari per eccellenza che al "nuovo" volevano affibbiarci vecchie cariatidi "ammuffite" come il cattocomunista Mortadella o il comunista riciclato Rodotà ... brutta gentaglia .
Comunque dallo stallo con un colpo di bacchetta magica siamo passati alle "stelle" rinominando PdR il vecchio Presidente Napolitano che sarà un po' più vecchio ma certamente già rodato . Come dire che al peggio c'è sempre il "meno peggio" , agli imbecilli è giusto contrappore il "meno imbecille" che certamente da un affidamento maggiore al Paese .
Un manipolo di politici imbecilli tra comunisti e componenti dei cessi sociali dell'M5S che al bene del Paese pensavano ad un serio sfascio , un partito il Pd che è arrivato ormai alla soglia dell'autodistruzione con le sue mille faide interne , con la feccia del vecchio comunismo e vecchia Dc che da illo tempore si fronteggiano e che le nuove generazioni stanno cercando di cacciare fuori dal partito a calci nel culo .... ci vorrà del tempo ma alla fine i vari Renzi & Letta & Franceschini riusciranno nella loro impresa . Due vecchie serpi già ne sono fuori ... si sono "autodistrutti" .
Avanza ora il nuovo governo che dovrebbe essere formato da persone di alto profilo di preparazione e che potrà portarci fuori da questo marasma che hanno creato in primis il Pd a seguire dal santone grullone oltre che dalla checchetta isterica che sta dando i numeri. In questo periodo hanno offerto al popolo italiano il peggio di quello che potevano esprimere in nome di un "cambiamento" , affanculo al "loro" cambiamento ... Imbecilli e stronzi ... uno stallo durato due mesi .
Speriamo in bene per la riappacificazione del Paese , per i giovani che hanno bisogno di lavorare , per le imprese che debbono risollevarsi dalla polvere , per le famiglie che debbono riacquistare fiducia e che i politici rivoluzionari del cazzo si toglierssero definitivamente dai coglioni .
Enrico Letta premier, Alfano vice. Ecco il prossimo governo
Sabato, 20 aprile 2013 - 16:01:00
Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani
Napolitano ha accettato il bis al Quirinale, ma lo ha fatto mettendo bene in chiaro una cosa: mi assumo le mie responsabilità, ora i partiti facciano lo stesso. Si va quindi verso un governo di 'intesa nazionale' sostenuto da Pd, Pdl, Lega Nord e Scelta Civica. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it l'ipotesi Amato premier sarebbe tramontata perché già bruciato nella corsa al Quirinale. Dal Pdl fanno sapere ad Affaritaliani.it di essere pronti a sostenere Enrico Letta. Una personalità che ha fatto del dialogo e della pacatezza dei toni la sua arma vincente. Sarebbe proprio lui l'uomo giusto per guidare un governo di larghe intese. Perché anche se del Pd ha sempre dimostrato di saper mediare e di essere lontano dalla tradizione Ds e più vicino ai principi liberali.
A controbilanciare la sua nomina ci sarebbe Angelino Alfano che diventerebbe vicepremier. Ma non solo, a lui andrebbe anche la delega alla Giustizia. Berlusconi infatti teme ancora la mannaia della giustizia 'rossa' e si vuole premurare che nei due posti chiave (Quirinale e ministero) ci siano persone o fidate o che comunque hanno dato prova di non avere mire giustizialiste.
In Transatlantico i nomi dei possibili ministri vengono fatti e bruciati alla velocità della luce, ma qualche punto fermo ci dovrebbe essere. Ad esempio quello di Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, che avrà l'arduo compito di tranquillizzare i mercati e l'Unione Europea che guarda sempre con maggior sospetto l'odissea italiana. Un altro nome su cui c'è convergenza è quello di Giancarlo Giorgetti, esponente della Lega Nord, nominato da Napolitano come 'saggio' e che potrebbe ricoprire il dicastero dello Sviluppo Economico.
Un nome su cui ci sarebbero ampie convergenze è quello di Anna Maria Cancelieri che dovrebbe rimanere al ministero dell'Interno. L'attale numero uno del Viminale infatti avrebbe l'appoggio di Monti e di Scelta Civica che la considerano la persona perfetta per questo ruolo chiave, anche visto il fatto che fra pochi mesi si andrà a votare. Già, perché nessuno si illude che un governo siffatto durerebbe cinque anni. Si faranno invece le riforme chieste dai saggi, soprattutto la legge elettorale, e poi via al voto. E dopo le nuove elezioni Napolitano, inevitabilmente, farà un passo indietro.
Enrico Letta premier, Alfano vice. Ecco il prossimo governo - Affaritaliani.it




@Tommaso5mani

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