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Discussione: I Rosacroce

  1. #11
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  2. #12
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    Predefinito Rif: I Rosacroce

    MANIFESTI ROSACROCE

    Fama Fraternitatis
    Confessio Fraternitatis
    Nozze Chimiche


    MANIFESTI ROSACROCE - Google Libri


    Sacramentario Rosacrociano (sec. XVIII) - Immagine tratta dal sito A.C.N.R.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-02-10 alle 22:01
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  3. #13
    Ghibellino
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  4. #14
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Rif: I Rosacroce

    Il Cristo Eterno.
    Gesù o il dio sole?
    autori vari
    tratto da: Il Cristo Eterno. Gesù o il dio sole?

    La vita di Gesù narrata nei Vangeli coincide con gli antichi miti, un fatto che ha dato adito a un dibattito ancora aperto, tanto nel seno della cultura cristiana che di quella profana. Qual è il significato della ripetizione di questa storia sacra? Perché sorge in modo spontaneo in tutte le civiltà del mondo?
    Il Cristianesimo sostiene che, con Gesù, Dio stesso irruppe nella storia umana. Nel quadro culturale della sua epoca, sia la nascita da una madre vergine, in seguito a una procreazione miracolosa, sia la resurrezione il terzo giorno successivo alla sua morte sulla croce, equivalevano ad attribuirgli i segni distintivi della divinità. Nelle civiltà del Mediterraneo orientale del I sec. d.C. questi prodigi supremi erano segni propri dei numi pagani agrari e solari. Il mito di base, che si esprime in forme diverse per ogni cultura, consiste nel dramma del giovane dio che muore nel pieno della sua vita per rigenerare la natura con il suo sangue, ma rinasce con il grano nuovo della primavera per trasformarsi nel "Signore dei vivi e dei morti" e nel "Salvatore dell'Umanità". In Egitto questo dio è Osiride, in Persia è Mitra, in Asia Minore è Attis, in Grecia è Dioniso. Non si tratta solamente di un mito fondamentale del Mediterraneo, ma riveste un carattere universale. Per questo stesso motivo non può essere spiegato in maniera semplicistica come il risultato delle successive rielaborazioni di un modello originale, visto che lo troviamo anche in culture molto lontane tra loro, che non ebbero alcun contatto e che lo reinventarono autonomamente. Tra i nativi prenobscott degli Stati Uniti ad esempio, è la Dea Madre che, commossa dalla fame dei suoi figli, si autosacrifica seminando le sue membra nella terra per tornare col raccolto di mais e di tabacco. Tra i celti esistevano riti che prevedevano il trascinamento della donna per i campi come rappresentazione del sacrificio della dea del raccolto, simbolismo di per se stesso centrale, nel mito di Cibele e in quello di Demetra e Persefone, ma che non manca neanche nella religiosità orientale, in cui, come osservò il grande mitologo Joseph Campbell, il mito della creazione ricorre all'autosmembramento del dio. Questo prestigioso specialista crede, inoltre, che in Occidente predomini il sacrificio, mentre in Oriente si preferisca l'autosacrificio. Tuttavia con Cristo siamo davanti a un modello che combina entrambe le varianti: Gesù non solo si assume volontariamente il supplizio della croce, ma, dato che lui è «l'agnello scannato sin dalla fondazione del mondo» secondo il Libro dell'Apocalisse di San Giovanni, la sua crocifissione è stata decisa da sempre ed equivale a un autosacrificio di Dio. La Chiesa greco-ortodossa accoglie questa idea nella dottrina della kenosis, che concepisce la Creazione come uno svuotamento o rinuncia di Dio a se stesso.
    La "sacra" commissione
    Nel IV sec. d.C, quando si posero le basi del Cattolicesimo a Nicea, i primi cristiani di Roma avevano familiarità con tutti questi miti e convivevano mescolandosi con i seguaci dei vari culti solari analoghi al loro, come quello di Mitra (sorto verso il II sec. a.C), che similmente nacque da una vergine in una grotta, venne adorato dai pastori e fu assassinato dai suoi nemici che gli trapassarono il costato con una lancia, resuscitando al terzo giorno. Di fatto, il trasferimento della festa della Natività di Gesù al 25 dicembre fu operato, per far coincidere in essa i tre grandi culti monoteisti stabilitisi a Roma e dedicati a Cristo, Mitra e al Sol Invictus.
    La mitologia comparata, ha dimostrato sino a che punto vennero reinventati i dettagli del modello di base. La Maddalena, come la Iside egizia, vaga in cerca del dio morto finché non lo trova; Iside resuscita Osiride e Cristo risorto appare alla Maddalena dandole la novella del miracolo supremo. Di fatto esiste una speculare simmetria, un incredibile parallelismo che riguarda persino i dettagli apparentemente più triviali dei differenti miti. La prima "Sacra Famiglia" fu egizia: Osiride, Iside e Horus. Lo furono anche la prima "Immacolata Concezione" (in una variante del mito di Osiride, Horus viene messo al mondo senza ricorrere alla sessualità ed in un'altra leggenda, raccolta da Plutarco, si autogenera a Edfu), la prima "Eucaristia" (la comunione osiridea con pane e vino), il primo "Dio Supremo Uno e Trino" e persino la prima "Comunione dei fedeli" nel corpo del dio, compreso il tema della "fusione mistica". Osiride fu il primo figlio a fondersi in un unico essere con il Dio Padre (Ra) ed il primo Salvatore degli uomini. Ma la quantità di numi agrari e solari che seguono lo stesso modello, è considerevole: Adone (Siria), Bacco (Italia), Prometeo (Grecia), Orfeo-Zagreo nei culti misterici e così via.
    Il «Cristo eterno" di Sant'Agostino
    Tutti i grandi padri della Chiesa primitiva, la cui opera è conosciuta come patristica, conoscevano questi miti. A tale proposito, nei primi secoli della nostra era, si formarono due correnti opposte. Una, che si rifaceva a una tradizione rappresentata da San Giustino martire, sosteneva che questi miti erano parodie diaboliche, ordite per proiettare dubbi sulCristo e burlarsi del suo sacrificio. L'altra, che può contare su rappresentanti prestigiosi come Sant'Agostino, credeva si trattasse di prefigurazioni profetiche ispirate da Dio per rivelare agli uomini, il carattere universale e la legittimità divina della missione di Cristo. Visto che l'irruzione di Dio nella storia, assumendo un destino terreno, era il fulcro del piano del Creatore, non c'era niente di più logico e naturale che imprimere quest'immagine nella profondità dello spirito umano, facendo in modo che si esprimesse diverse volte nei sogni, nei miti e nelle trance mistiche. Secondo Sant'Agostino, la vera religione era sempre esistita «dall'inizio della razza umana, sino a che Cristo venne in un corpo, quando cominciò a chiamarsi cristiana, già esisteva». Da questa sua prospettiva, comune ad altri celebri pensatori della patristica, Osiride, come il Prometeo greco, era una profezia ispirata da Dio. E' curioso osservare come questa polemica continua a persistere ancora oggi in seno al Cattolicesimo. Recentemente la Congregazione per la Dottrina della Fede, diretta dal cardinale Ratzinger, ha castigato con il regime del silenzio, il sacerdote e teologo gesuita Jacques Dupuis, per aver sostenuto idee in questa linea, nel suo libro "Verso una teologia del pluralismo religioso", mentre il cardinale emerito di Vienna, Franz Kòning ed altri 75 teologi cattolici, si affrettavano a firmare una lettera di appoggio a Dupuis. Il problema è vecchio e obbligò, a suo tempo, Sant'Agostino a ritrattare la dottrina del "Cristo eterno". La chiave per comprendere il motivo di questa resistenza della gerarchia cattolica ad accettare tale tesi è semplice: facendolo si rinuncia al concetto secondo il quale «non c'è salvezza al di fuori della Chiesa» e, allo stesso tempo, si riconosce che esistono altre vie, anch'esse legittimate dalla rivelazione, per accedere alla verità di Dio. Oltre a questa polemica interna, gli antecedenti mitici di Gesù provocano un altro dibattito, questa volta con il materialismo. Da una prospettiva profana e razionalista, gli antecedenti agrari e solari di Gesù, vengono percepiti come prova del fatto che i Vangeli non narrano una storia reale, ma un mito, che avrebbe usurpato l'esistenza storica di un maestro di saggezza: un profeta o un messia giudaico. Di questo essere storico casualmente si tramandò che venne condannato e giustiziato, a cui vennero in seguito aggiunti gli elementi leggendari adottati dalle divinità di altre culture. Il problema di questa teoria, è che esistono prove documentali precise, del fatto che le coincidenze tra il mito di base già menzionato e la vita di Gesù, non vennero aggiunte all'interno di un processo storico che culminò nel IV sec. d.C. a Nicea - quando vennero selezionati i quattro Vangeli canonici scartando tutto il resto - dato che le stesse fonti giudaiche (Talmud), avallano l'ipotesi che già fossero presenti in ciò che predicavano i suoi seguaci iniziali dopo la sua morte, compresa la Resurrezione. Affinché l'argomento avesse realmente un peso, la credenza in essa o nel suo carattere di "Figlio di Dio" avrebbe dovuto essere posteriore, come risultato dell'evoluzione culturale e delle modificazioni indotte nella storia originale dalla crescente contaminazione di elementi mitologici estranei, adottati da altre culture. Ma è palese che i cristiani affermarono la vicenda della Resurrezione immediatamente a Gerusalemme e non quattro secoli dopo essersi mescolati a Roma con i fedeli di Mitra.
    La psicologia profonda
    E' possibile che il grande psicanalista Carl Gustav Jung - che non è sospettato di aver favorito il Cristianesimo - abbia apportato una soluzione in grado di evitare il falso dilemma di questa polemica. Per Jung, infatti, esiste un Cristo pre-cristiano e pagano nella stessa misura in cui «Cristo non è tanto un fatto storico quanto un fatto psicologico che tende ad accadere di per sé stesso». Vale a dire, l'universalità del mito si deve al fatto che si tratta di un archetipo della psiche profonda, impresso nell'inconscio collettivo e pertanto,sorge spontaneamente di quando in quando nel simbolismo dei sogni, degli stati visionari, delle trance mistiche, dei miti, delle leggende e della poesia. Da questo punto di vista, avremmo un Cristo eterno che si rivelerebbe a tutti gli uomini di tutte le culture, grazie alla sua stessa condizione archetipica. La sua sede sarebbe l'inconscio collettivo, del quale anche Jung arrivò a domandarsi se non era per caso lo stesso che, dalla loro esperienza mistica, altri chiamavano "Dio". Ciò non esclude che Gesù di Nazareth incarnasse storicamente l'archetipo, data la sua tendenza a emergere e ad esprimersi. Ed ancora, è naturale che questo accada di tanto in tanto. La tradizione mistica cristiana definisce questo fatto con il concetto di "Imitazione di Cristo" (naturalmente non letterale, ma originale e con mezzi propri), la cui base evangelica va cercata in tutte quelle misteriose apparizioni di Cristo ai suoi discepoli, dopo la morte, sotto altre spoglie, in modo da renderlo uno sconosciuto per costoro e che si associano alla sua promessa di essere presente sino alla "fine dei tempi". In questo senso, tutti i martiri cristiani si ergono in una Imitatio Christi. Tuttavia, la questione se tale incarnazione si produsse in una circostanza storica precisa, come culmine della promessa messianica universale implicita in questo mito archetipico, è argomento che si situa ad un livello differente: l'ambito della fede. Questa sostiene che c'è stata un'incarnazione unica, perfetta dell'archetipo, attraverso la quale Dio in persona assunse effettivamente, nell'esistenza di Gesù, ciò che sino ad allora aveva unicamente rivelato come prefigurazione profetica: un viso ed un destino umani e reali. Credere che fu davvero così, è ciò che distingue e definisce l'esperienza del sacro per i cristiani. Non si tratta di una deduzione, ma del vissuto profondo: un'evidenza spirituale che racchiude tutta la vita psichica dell'individuo.
    La Mitologia comparata
    Nella loro opera The Jesus Mysteries (inedito in Italia, N.d.T.), Timothy Freke e Peter Gandy studiano dettagliatamente le incredibili coincidenze tra il mito di base degli dèi sacrificati, che identificano genericamente con il nome di Osiride-Dioniso e la vita di Cristo. Quelli che seguono sono solamente alcuni dei parallelismi più importanti. Tutti questi dèi vengono percepiti con il seguente profilo:
    · Sono il "Salvatore degli uomini", Dio fatto uomo e Figlio fuso in uno con il Padre.
    · Sono nati da una madre vergine in una caverna o grotta, il 25 dicembre o il 6 gennaio, festività caratteristiche di tutti i culti solari.
    · La loro nascita è stata annunciata da una stella.
    · Hanno ricevuto la visita di alcuni maghi che resero loro onore con gli stessi doni simbolici: oro, incenso e mirra.
    · Sono stati battezzati, un rito iniziatico comune a tutti i culti misterici del I° millennio d.C.
    · Offrivano ai loro seguaci una seconda nascita attraverso il rito del battesimo.
    · Hanno realizzato il prodigio di convertire l'acqua in vino.
    · Coincisero nella realizzazione di miracoli simili: la cura degli infermi, l'aiuto ai pescatori per una pesca miracolosa e l'atto di calmare le acque durante una tempesta.
    · Sono stati accusati di tenere una condotta licenziosa.
    · Hanno avuto un gruppo scelto di 12 seguaci o discepoli associati simbolicamente ai segni zodiacali.
    · Sul dorso di un asino sono entrati trionfalmente in una città e dalla folla sono ne stati acclamati re.
    · Sono stati equiparati simbolicamente al pane ed al vino, convertiti in segni della loro carne e del loro sangue.
    · Sono morti assassinati o sacrificati, sono stati avvolti in un telo, sono stati unti e sono resuscitati dopo tre giorni.
    · I loro seguaci hanno fatto visita al sepolcro trovandolo vuoto.
    · La loro morte e la loro resurrezione vengono celebrate con un agape rituale, che simboleggia la volontà di fusione del credente con i loro corpi mistici.
    · I loro sacrifici portano la redenzione.
    · I loro seguaci sperano che ritornino per giudicare gli uomini alla "fine dei tempi" e fondare un'Età dell'Oro.
    Di Luis G. La Cruz
    Tratto da: I Misteri di Hera, monografie, Gesù, L'uomo, L'iniziato, Il Dio- Autori Vari, Ed. Hera periodici, Agosto 2004
    Gesù o il dio sole?
    […] Il 25 dicembre è associato al giorno di nascita o di festeggiamento di personaggi divini, risalenti anche a secoli prima di Cristo. Per citarne alcuni:
    Il dio Horus egiziano:
    I mosaici e gli affreschi raffiguranti immagini di Horus in braccio a Iside, ricordano l’iconografia cristiana della Madonna col bambino, tanto da indurci a credere che in epoca cristiana, per ovvi motivi, alcune rappresentazioni di Iside e Horus, spesso raffigurato come un bambino con la corona solare sul capo, furono probabilmente "riciclate".
    Il dio Mitra indo-persiano:Quello di Mitra fu il culto più concorrenziale al cristianesimo e con il quale il cristianesimo si fuse sincreticamente. Anche Mitra era stato partorito da una vergine, aveva dodici discepoli e veniva soprannominato "il Salvatore".

    Gli dei babilonesi Tammuz e Shamas:

    Nel giorno corrispondente al 25 dicembre odierno, nel 3000 a.C. circa, veniva festeggiato il dio Sole babilonese Shamash. Il dio solare veniva chiamato Utu in sumerico eShamash in accadico. Era il dio del Sole, della giustizia e della predizione, in quanto il sole vede tutto: passato, presente e futuro. In Babilonia, successivamente, comparve il culto della dea Ishtar e di suo figlio Tammuz, che veniva considerato l’incarnazione del Sole. Allo stesso modo di Iside, anche Ishtar veniva rappresentata con il suo bambino tra le braccia. Attorno alla testa di Tammuz, si rappresentava un’aureola di 12 stelle che simboleggiavano i dodici segni zodiacali. È interessante aggiungere che anche in questo culto, il dio Tammuz muore, per risorgere dopo tre giorni.

    Dioniso:

    Nei giorni del solstizio d’inverno, si svolgeva in onore di Dioniso una festa rituale, chiamata Lenaea, "la festa delle donne selvagge". Veniva celebrato il dio che "rinasceva" bambino dopo essere stato fatto a pezzi.

    Bacab:

    Era il dio Sole nello Yucatan; si credeva che fosse stato messo al mondo dalla vergine Chiribirias.

    Il dio Sole inca Wiracocha:

    Il dio sole degli incas, veniva celebrato nella festa del solstizio d’inverno Inti Raymi (festeggiata il 24 giugno perché nell’emisfero sud, essendo le stagioni rovesciate, il solstizio d’inverno cade appunto in giugno). Tratto da: Le radici pagane del Natale di Elena Savino – 2004 - Jubal editore
    […] Tutte queste narrazioni sono basate sul moto del sole attraverso il cielo e quindi, su uno sviluppo di idee astrologiche/teologiche, avvenute in ogni parte del mondo. In altre parole, Gesù Cristo e tutti gli altri miti di analoga struttura, sono personificazioni dell'entità solare. Per esempio, molti degli uomini-dio crocifissi, in ogni parte del mondo, hanno in comune la data di nascita fissata al 25 Dicembre.
    Questo e' dovuto al fatto che i nostri antenati avevano notato (da una prospettiva geocentrica) che il sole si abbassa, annualmente, verso il sud sino alle date del 21/22 Dicembre, solstizio d'inverno, dove sembra stia fermo per circa tre giorni, per poi riprendere nuovamente il suo movimento ascendente. Durante questo periodo gli antenati credevano che il sole morisse per tre giorni per poi risuscitare il 25 Dicembre.
    Gli antichi erano ben consci della necessità vitale che il sole sorgesse regolarmente ogni giorno, che interrompesse la sua caduta stagionale e che riprendesse il suo movimento ascensionale. Fu così che culture differenti e distanti fra di loro, celebrassero la rinascita del dio sole il 25 Dicembre. Qui di seguito elenchiamo alcune caratteristiche del dio sole:

    • · Il sole muore per tre giorni a partire dal 22 Dicembre, solstizio d'inverno, quando arresta il suo movimento discendente, per poi ritornare a nascere o risuscitare, il 25 Dicembre, riprendendo il suo movimento ascendente.
    • · In alcune zone della terra, il calendario, in origine, iniziava nella costellazione della vergine ed il sole risulterebbe quindi partorito da una vergine.
    • · Il sole e' la Luce del Mondo.
    • · Il sole cammina sopra le nubi e tutti lo possono vedere.
    • · Il sole che si alza al mattino e' il salvatore del genere umano.
    • · Il sole porta una corona, corona di spine o aureola.
    • · Il sole cammina sulle acque.
    • · I seguaci del sole, apostoli o discepoli sono i 12 mesi dell'anno, i 12 segni dello zodiaco, delle costellazioni, attraverso i quali il sole stesso dovrà passare.
    • · Il sole, a mezzogiorno, si trova nella casa o meglio nel tempio dell'altissimo; così egli inizia il lavoro del padre suo al dodicesimo tempo.
    • · Il sole entra in ciascun segno dello zodiaco ogni 30 gradi sull'orizzonte; quindi il sole di dio inizia il suo ministero al trentesimo anno.
    • · Il sole e' appeso ad una croce (crocifisso) il che simboleggia il suo passaggio attraverso gli equinozi e cadendo a Pasqua l'equinozio primaverile, a quel tempo risorge.

    "Cristo Sole" mosaico presente sulla volta del Mausoleo dei Giulii (fine II sec. Inizio III) nella necropoli vaticana. Cristo è rappresentato sul carro trainato da cavalli bianchi come si usava rappresentare il Sole che sorgeva ad illuminare il mondo. Tratto da: Suns of God: Krishna, Buddha and Christ Unveiled. di D. Murdock ('Acharya S'), 2004

    Pagine Esoteriche:Il Cristo Eterno. Gesù o il dio Sole?
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  5. #15
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Rif: I Rosacroce

    L'INTERPRETAZIONE ROSACROCIANA DEL CRISTIANESIMO


    (un metodo sicuro per l'acquisizione della conoscenza)


    L'Ordine Rosacroce è un'antica confraternita mistica formata nel 1313 da un maestro altamente spirituale avente il simbolico nome di "Christian Rosen Kreuz", Cristiano Rosa Croce. La sua missione fu di preparare una nuova fase della religione Cristiana per diffonderla nell'imminente periodo in cui, cambiando il mondo e l'uomo, anche la religione avrebbe dovuto essere mutata. Il sistema di culto che corrispondeva ai bisogni spirituali dei nostri antenati è ora inadatto alle mutate condizioni intellettuali. Per questa ragione le grandi entità spirituali incaricate dell'evoluzione, cambiano le religioni del mondo in armonia con il passaggio dei corpi celesti che si muovono nel cielo.
    La filosofia Rosacrociana basata sul Cristianesimo, si sforza di fare della religione un fattore vivente sulla terra e di condurre al Cristo coloro che non riescono a trovarlo con la sola fede. Lo scopo particolare di questa filosofia è di diffondere la dottrina Cristiana attraverso lo strumento della conoscenza esoterica, là ove non sia possibile farlo mediante la fede. Essa tende a completare la missione delle Chiese e mai a soppiantarle.
    La filosofia Rosacrociana insegna che l'uomo possiede un sesto senso latente, che in alcuni è stato sviluppato e che può tuttavia essere sviluppato da ciascuno di noi. Questo senso rende chi lo possiede atto a percepire ed investigare i regni superfisici, dove i cosiddetti "morti" vivono la loro vita usufruendo del corpo spirituale. Insegna inoltre che la Terra è una grande scuola alla quale noi facciamo ritorno vita dopo vita mediante la rinascita, apprendendo nuove lezioni durante ogni soggiorno ed evolvendosi gradatamente verso una maggiore perfezione di carattere e di capacità.
    I gradi realizzati dalle svariate individualizzazioni in questa scuola di vita spiegano la ragione della differenza dei destini umani, cosa che possiamo osservare attorno a noi. Tuttavia, quando osserviamo le disuguaglianze della vita, non dobbiamo disperare, perché sappiamo che, prima o poi, tutti potremo essere perfetti come il nostro Padre nei cie1i.
    Verrà il tempo in cui ciascuno di noi otterrà la consapevolezza cosciente che la vita, come la vediamo scorrere, è soltanto passeggera e che fra le incertezze della nostra esistenza una cosa sola è sicura: la morte!
    Quando la mente viene assalita dal pensiero che un giorno o l'altro noi tutti dovremo affrontare il cosiddetto "salto nel buio", inevitabilmente si presentano le seguenti domande: Da dove veniamo? Perché siamo qui?, Dove andremo?". Questo è il problema fondamentale che presto o tardi tutti dovremo affrontare ed ha grande importanza come verrà risolto in quanto tale soluzione potrà influire sull'intera nostra vita.
    Gli insegnamenti Rosacrociani leniscono anche il dolore e l'angoscia dalla più grande di tutte le prove, "la perdita di una persona cara", anche se si fosse trattato di un "ribelle" o di "una pecora nera" familiare, in quanto noi sappiamo che di fatto "in Dio viviamo, ci muoviamo ed abbiamo la nostra Essenza" e perciò se una sola anima si perdesse, si perderebbe una parte di Dio. Simile prospettiva è assolutamente impensabile; sotto l'immutabile legge di Causa ed Effetto noi siamo costretti ad incontrare in una vita successiva, sotto altre circostanze, questi cari e in quell'occasione l'amore che ci ha legato e ci legherà continuerà fino a quando non avrà trovato la sua piena espressione.
    Le leggi della natura verrebbero violate se una pietra lanciata in alto dovesse rimanere sospesa nell'atmosfera, e sotto le medesime immutabili leggi coloro che passano nelle più alte sfere dovranno fare ritorno sulla Terra. Il Cristo disse: "Dovrai nascere di nuovo" e "Se vado da mio Padre, farò ritorno".
    Quando la nave della nostra vita salpa dolcemente sui calmi mari degli anni, spinta dal vento sereno della salute e della prosperità, quando siamo circondati da amici desiderosi di aiutarci e di contribuire alla nostra letizia, quando gli onori sociali o politici potranno soddisfare i nostri svariati desideri, solo allora potremo dire, a giusta ragione: "Questo mondo mi va proprio bene". Ma quando le onde del successo cessano e la bufera della avversità ci getta sugli scogli della sventura ed il mare della sofferenza minaccia di sommergerci, quando gli amici ci abbandonano ed ogni aiuto viene a mancare, dobbiamo allora cercare la guida nei cieli, come fa il marinaio quando dirige la nave.
    Inoltre, una persona che cerca una guida su cui possa sperare nei tristi giorni del dolore, vorrebbe abbracciare una religione che si fondi su leggi eterne e su principi immutabili, che spieghi i misteri della vita e che, nel medesimo tempo, contenga un principio di devozione che soddisfi il suo cuore, per cui questi due elementi esistenziali vengano appagati.
    Solo quando l'uomo ha un chiaro concetto dello schema evolutivo umano è in grado di vivere in conformità ad esso. Allorquando avrà compreso che detto schema è benefico ed utile al massimo grado e che tutto è immancabilmente controllato dall'amore divino, solo allora si desterà in lui una vera devozione ed un'acquiescenza sincera che gli risveglierà il desiderio profondo di diventare collaboratore al piano di Dio.
    Nessun occhio e nessun orecchio umano ha mai visto e sentito le glorie che sono in serbo per noi, ma Oliver Wendell Holmes ha cercato di esprimere nelle seguenti righe quello che ci possiamo attendere: "Costruisciti più maestose dimore, o anima mia! Mentre le brevi stagioni passano, abbandona il tuo passato angusto! Lascia che ogni nuovo tempio, più nobile dell'ultimo, ti abbracci dal cielo con una volta più vasta, fino a che tu sia finalmente libera abbandonando la tua conchiglia, ormai troppo piccola, lungo l'irrequieto mare della vita!

    Interpretazione del Cristianesimo
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #16
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    Predefinito Re: I Rosacroce

    Lutero era un membro dei Rosacroce.








    Rosacroce







    Rosa di Lutero









    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  7. #17
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    Predefinito Re: I Rosacroce

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Lutero era un membro dei Rosacroce.








    Rosacroce







    Rosa di Lutero









    Questa mi pare una illazioni dal sapore leggermente propagandistico

    Inviato dal mio GT-I9505 utilizzando Tapatalk
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #18
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    Predefinito Re: I Rosacroce

    Citazione Originariamente Scritto da Ultima legione Visualizza Messaggio
    Questa mi pare una illazioni dal sapore leggermente propagandistico

    Inviato dal mio GT-I9505 utilizzando Tapatalk



    "Intorno a GIOVANNI REUCHLIN (1455-1522), che è legato a LEFEVRE D'ESTAPLES e ad ERASMO (...), si costituisce un partito di umanisti che prefigura la riforma: HEMANN DE BUSCHE, ULRICH VON HUTTEN, CROTUS RUBIANUS e altre personalità di Ratisbona, Norimberga, Asburgo, con sostegni anche in Italia, a Viterbo e Roma.
    Il 31 Ottobre 1517 LUTERO pubblica le sue 95 tesi a Wittemberg. Reuchlin e amici sono al suo fianco, insieme col collaboratore di Lutero, FILIPPO MELANTONE, che è pronipote di Reuchlin stesso.
    Lutero che porta l'emblema dei Rosacroce, si appogia ad essi in tutta la vicenda, come faranno altri riformatori rosacrociani: ZWINGLI a Zurigo ECOLAMPADIUS a Bale, BUCERO a Strasburgo ecc.

    Alcuni storici affermano che Lutero era un iniziato alla loggia di Amsterdam ed era Rosacroce. (...)
    Altri riformatori prostestanti rosacrociani: NICOLA PASTORIUS, M. TURNER, H. CELLARIUS, T. MUNSTER. (...)
    Il nome di MELANTONE, collaboratore di Lutero figura nella Carta di Colonia conservata nella Loggia di Amsterdam."

    Da "Il Vitello D'Orio" di Orio Nardi. Salpan Editore.
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  9. #19
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    Predefinito Re: I Rosacroce

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    "Intorno a GIOVANNI REUCHLIN (1455-1522), che è legato a LEFEVRE D'ESTAPLES e ad ERASMO (...), si costituisce un partito di umanisti che prefigura la riforma: HEMANN DE BUSCHE, ULRICH VON HUTTEN, CROTUS RUBIANUS e altre personalità di Ratisbona, Norimberga, Asburgo, con sostegni anche in Italia, a Viterbo e Roma.
    Il 31 Ottobre 1517 LUTERO pubblica le sue 95 tesi a Wittemberg. Reuchlin e amici sono al suo fianco, insieme col collaboratore di Lutero, FILIPPO MELANTONE, che è pronipote di Reuchlin stesso.
    Lutero che porta l'emblema dei Rosacroce, si appogia ad essi in tutta la vicenda, come faranno altri riformatori rosacrociani: ZWINGLI a Zurigo ECOLAMPADIUS a Bale, BUCERO a Strasburgo ecc.

    Alcuni storici affermano che Lutero era un iniziato alla loggia di Amsterdam ed era Rosacroce. (...)
    Altri riformatori prostestanti rosacrociani: NICOLA PASTORIUS, M. TURNER, H. CELLARIUS, T. MUNSTER. (...)
    Il nome di MELANTONE, collaboratore di Lutero figura nella Carta di Colonia conservata nella Loggia di Amsterdam."

    Da "Il Vitello D'Orio" di Orio Nardi. Salpan Editore.
    Scusami carissimo, ma mi paiono illazioni. Da quel poco che conosco dei Rosa+Croce, direi che la riforma luterana abbia poco a che fare con loro- Lo gnosticismo era, e rimane, uno dei fondamenti della Rosa+Croce, mentre è totalmente assente in Lutero e nella riforma.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #20
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    Predefinito Re: I Rosacroce

    Citazione Originariamente Scritto da Ultima legione Visualizza Messaggio
    Scusami carissimo, ma mi paiono illazioni. Da quel poco che conosco dei Rosa+Croce, direi che la riforma luterana abbia poco a che fare con loro- Lo gnosticismo era, e rimane, uno dei fondamenti della Rosa+Croce, mentre è totalmente assente in Lutero e nella riforma.


    Ti pare un'illazione questa, che viene dagli stessi luterani e rosacroce?

    "Ma chi era questo fantomatico personaggio che pungolava la curiosità degli intellettuali e il cui nome era portato avanti dai Rosacroce come blasone del loro pensiero? In tutta probabilità si trattava di una creazione fantastica ad opera di tal Johann Valentin Andreae, un luterano di Tubinga diventato diacono nel 1614 e preoccupato della corruzione che dilagava nel suo paese. Il personaggio (inventato, a quanto sembra, da Andreae) era divenuto così il protagonista dei tre manifesti dei Rosacroce e aveva incuriosito larghe fette di popolazione.
    La leggenda raccontava che Cristiano Rosenkreutz, alla fine dei suoi giorni, fosse stato sepolto in una grotta tenuta segreta per moltissimo tempo, fin quando, nel 1604, il sepolcro del maestro sarebbe stato rinvenuto dai suoi discepoli, sotto forma di un sarcofago coperto da una lastra di bronzo, all’interno di una cripta riempita con lampade perpetue (a simboleggiare il risplendere eterno del sole, luce maestra), specchi magici, oggetti misteriosi ed incisioni allegoriche tra cui il motto dei Rosacroce:

    Ex Deo nascimur, in Jesu morimur,
    per Spiritum Sanctum reviviscimus
    Ci si chiede, a questo punto se, nonostante la maggior parte degli studiosi affidi la figura di Cristiano Rosenkreutz alla fantasia di Andreae, egli sia effettivamente un personaggio reale a cui il diacono si ispirò o un personaggio assolutamente fantastico. I gruppi rosacrociani attuali più importanti tendono a porre l’accento su come, in realtà, il resoconto delle gesta di Cristiano Rosenkreutz non rappresenti una biografia vera e propria, bensì una specie di “racconto iniziatico”, in cui le parole diventano chiavi di lettura di concetti assai più profondi di quelli apparentemente annunciati e le date, associate ad episodi accaduti a Cristiano Rosenkreutz, in realtà altro non sono che riferimenti ad eventi storici di interesse mondiale. La storia di Cristiano Rosenkreutz diverrebbe, così, narrazione delle tappe attraverso cui il sapere esoterico ha attraversato l’intero globo terrestre: eredità culturale e spirituale dell’Oriente, sarebbe diventato patrimonio condiviso dall’Occidente. Per esempio, il 1378 – data di nascita del padre dei Rosacroce – coincide con quella dello scisma d’Occidente e il 1484 – data di morte di Rosenkreutz – corrisponde alla data di nascita del più grande riformatore religioso di tutti i tempi, Martin Lutero."


    Sette segrete: i Rosacroce, la storia
    Ultima modifica di emv; 16-08-15 alle 00:33
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