

Ultima modifica di Antonio Banderas; 28-04-13 alle 01:23
“No le demos lugar a los zurdos de mierda que dicen que la ganancia extraordinaria está mal”


Così ti intrometti nelle preferenze individuali in maniera illecita. Le persone fanno delle scelte, il fatto che a te non piacciano perché inefficienti non deve essere una scusante su di un livello macroeconomico-che per inciso non esiste. Son cazzi degli altri settori se non hanno saputo stimolare il giusto bisogno dei consumatori e spostare così la domanda. Io continuerò a far scadere la confezione di piadine da 4 perché quelle che mi mangio sono 2, con buona pace di decrescisti, pianificatori e moralisti. Al momento posso permettermelo. Se a te non piace, non tirarmi fuori che con la quantità risparmiata mi ci potrei comprare un pacco famiglia da 24 goldoni perché ti risponderei che al momento non scopo e non ne ho bisogno.
Secondo il tuo ragionamento, smettendo di fumare potrei comprarmi una villa e pompare il mercato edilizio, ma non ho visto molti non fumatori col mio stesso reddito che si sono fatti una villa.
Quindi, per piacere, pensate alle vostre scelte di consumatori responsabili, ma evitate di fare discorsi macroeconomici in merito.
Ultima modifica di Rexal; 28-04-13 alle 01:27
"Bad karma"




Perchè illecita ?
ci sono 2 modi per aumentre i profitti, aumentare le entrate o ridurre le uscite.
Attualmente ridurre le uscite è visto e vissuto come una privazione mentre tagliando gli sprechi si può aumentare la disponibilità di cassa senza rinunciare a nulla.
Non capisco per quale motivo un sistema lean cost debba essere efficace solo per le aziende e non per le famiglie
“No le demos lugar a los zurdos de mierda que dicen que la ganancia extraordinaria está mal”




Si torna al post di prima. Perché far scadere il cibo sarebbe una vergogna se uno lo ha pagato e lo fa coscientemente scadere?
La società non è composta solo di famiglie, ma anche di individui. C'è gente che con il mio non esaltante reddito ci mantiene una famiglia e comprendo il comportamento di chi deve risparmiare a tutti i costi. Io non ho tempo e non ho la voglia di stare dietro ai conti domestici, per cui consumo più di altri. Dov'è il problema? Io pago (spesso meno) per quanto produco senza indebitarmi. E continuo a chiedermi dove sia l'immoralità nel concedere a se stessi quello che voi chiamate spreco, mentre io quel delta lo chiamo ROTTURA DI PALLE -concetto che per me è più costoso (spesso anche in termini di reddito) dello SPRECO.
"Bad karma"




Imparare a spendere vuol dire anche imparare a non chiedere l' aumento della busta paga magari ricorrendo ad uno sciopero, imparare a spendere vuol dire evitare anche il formarsi di tensioni sociali.
Imparare a spendere vuol dire anche formare una mentalità da lavoratore autonomo/imprenditore.
Quello che tu chiami rottura di palle e la radicata mentalità italica che la disponibilitò di cassa si ottiene solo aumentando le entrate.
“No le demos lugar a los zurdos de mierda que dicen que la ganancia extraordinaria está mal”


Il mio tempo e la sua qualità non sono sindacabili, visto che non mi sto indebitando ne con te ne con lo stato (almeno con quest'ultimo non volontariamente). Quindi di che cazzo parli? Le mie scelte economiche restano mie e il tuo volano keynesiano per cui sprecando cibo io nego altri consumi te lo puoi ficcare nel deretano: visto che potrei sempre decidere di non investire e tenere tutto a risparmio sotto il materasso mangiando pane e cipolla e negandoti una quota del mio reddito in maniera maniacale.
Preferenze individuali e non ci puoi far niente.
Ultima modifica di Rexal; 28-04-13 alle 01:59
"Bad karma"


Detto questo, caro Banderas: il risparmio resta una virtù, ma a ognuno sia data libera facoltà di dare valore a tutto, persino al proprio tempo e alla percezione che ha della propria qualità di vita (senza chiedere niente agli altri, sia ben inteso). Tutto il resto è fricchettonismo.
"Bad karma"