Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
vostok
Dal Kansas all’Oklahoma il sisma “artificiale†spaventa gli Usa - Repubblica.it
Statisticamente, non sembrano esserci dubbi. In quest’area centrale degli Stati Uniti, fra il 1973 e il 2008 ci sono stati in media 24 terremoti l’anno, di intensitàpari o superiore ai 3 gradi della scala Mercalli (la soglia in cui l’evento viene avvertito dalle persone). Dal 2009 al 2015 sono schizzati a 318 l’anno, in media, con un picco di oltre mille nel 2015. Solo nei primi 2 mesi e mezzo del 2016 ce ne sono stati 226. In Oklahoma, l’escalation è drammatica: da 3 terremoti, prima del 2008 a 2.500 oltre i due gradi e mezzo, negli anni successivi, compreso uno oltre i cinque gradi, il mese scorso. Oltre i due gradi e mezzo, oscillano i lampadari. Oltre i cinque, la gente si sveglia e cadono gli oggetti dagli scaffali.
uhm....puo' essere, ma non e' certo!
pero' non confondiamo la normale ricerca estrattiva con metodi convenzionali con il fracking.
Si parla in questo caso comunque di pressioni pari al massimo a quelle del gradiente geostatico delle rocce di circa 300 bar /1000 metri, quindi numeri talmente piccoli che fanno sorridere se si pensa all'energia necessaria per indurre uno scisma sismico e pari a qualche decina di bombe atomiche
Re: Il suicidio del fracking
L'ombra del fallimento sulla 'shale revolution' - L'Indro
La bolla è sul punto di scoppiare?
L’ombra del fallimento sulla ‘shale revolution’
Le aziende operanti nel settore dei servizi petroliferi hanno annunciato tagli al personale e non solo
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Durante il discorso sullo State Union del 2014, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama richiamò per alcuni istanti l’attenzione sulla situazione energetica nazionale estremamente florida che si era venuta a creare grazie alla messa a punto di metodi di estrazione particolarmente innovativi. Questi ultimi avevano indotto diversi esperti a parlare di un processo di ‘de-convenzionalizzazione’ dell’offerta energetica internazionale, per effetto del contributo massiccio che sarebbe stato assicurato da numerosi Paesi, a partire da Stati Uniti e Canada.
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Secondo alcune stime, il tight-oil e lo shale-gas estratti in America settentrionale dovrebbero riuscire a farsi progressivamente strada nel mercato mondiale, così come altre particolari forme non convenzionali di ‘oro nero’ – tra le quali figurano anche il petrolio delle sabbie bituminose della Cina, l’extra-heavy-oil del Venezuela e il pre-salt oil del Brasile – e gas naturale. L’epicentro di questa ‘rivoluzione’ è però costituita indubbiamente dagli Stati Uniti. I migliaia di nuovi giacimenti di idrocarburi attivati in Pennsylvania, Texas, Kansas, Oklahoma, North Dakota e Colorado ha persino portato i ‘gas frackers’ a pronosticare, nel corso di un vertice a Houston, che lo sfruttamento intensivo di questi nuovi giacimenti di gas non convenzionale sarebbe destinato a trasformare stabilmente gli Stati Uniti nel principale fornitore mondiale di idrocarburi.
«Siamo solo nei primi quindici anni di un processo che sarà lungo 150 anni», ha dichiarato Steve Müller, responsabile della Southwestern Energy, sorvolando sui gravissimi effetti provocati da tecniche estrattive quali l’hydrofracking e l’horizontal drilling. Tali metodi operativi prevedono l’infiltrazione nel sottosuolo, e quindi nelle falde acquifere che lo attraversano, di notevoli quantità di sostanze (si parla di oltre 200 litri di una miscela contenente circa 600 agenti chimici per ciascun pozzo) che sono alla base di un pesantissimo inquinamento ambientale e dei numerosi fenomenici sismici registrati nelle aree interessate da fatturazioni idrauliche degli scisti. La scarsa attenzione sulla pericolosa correlazione tra estrazione di idrocarburi non convenzionali e terremoti è probabilmente dovuta alla ragguardevole incidenza della ‘rivoluzione dello shale’ sul Prodotto Interno Lordo statunitense; ‘The Economist’ ha infatti stimato che gli oltre 20.000 nuovi impianti costruiti in tutto il territorio nazionale abbiano contribuito a far crescere l’economia nazionale di ben 76,9 miliardi di dollari dal 2010 al 2014.
I problemi sono sorti nel momento in cui ragioni di natura essenzialmente geopolitica – molto più determinanti rispetto agli strascichi della crisi economica – hanno iniziato ad affossare il prezzo del petrolio e gli estrattori hanno cominciato ad accorgersi che i giacimenti di idrocarburi non convenzionali, il cui sfruttamento richiede un numero elevatissimo di trivellazioni, tendevano ad esaurirsi in maniera estremamente rapida. L’amministratore delegato di Conoco-Phillips, Ryan Lance, ha allora cercato di fornire solide assicurazioni agli investitori, dicendosi convinto che «il sistema sopravviveva col barile a 100 dollari ma è in grado di sopravvivere anche a 50-60 dollari. E c’è ancora spazio per migliorare, competendo con qualsiasi altro progetto estrattivo nel mondo». Sencondo Lance, i progressi tecnologici che venivano progressivamente realizzati avrebbero permesso di spostare il ‘break-even’, ovvero la soglia di remunerazione dello shale-gas, verso il basso del 25% nel solo 2015, mentre «nelle aree migliori si riesce ad avere un ritorno del 10% sul capitale investito anche con il petrolio a 40 dollari».
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Re: Il suicidio del fracking
Cercando di essere realistici e pragmatici a noi che ce ne importa che gli U$A si inquinino con il fracking?
Anzi piu' danni fanno al loro ecosistema con particolare riferimento alle risorse idriche piu' dovremmo essere contenti nel vedere minata nel suo tessuto sociale piu' profondo quella societa' demoniaca.
Quindi ben venga il fracking in tutti gli stati uniti e sempre di piu'!
Ho modificato la mia convimzione quando ho valutato l'impatto che ha avuto sul costo del petrolio ed in particolare verso i paesi arabi.
Se per mettere fuori gioco questa perversa tecnologia gli arabi sono costretti a svendere l'oro nero e a rinunciare ai loro lauti guadagni con cui stavano comperando l'europa, allora mille giacimenti Eagles e via dicendo, pero' negli Usa e magari anche in Canada' ( l'ancella serva ).
Conta di piu' il degardo del territorio ameriCano o l'impoverimento e default dei $auditi?
Re: Il suicidio del fracking
Continua ad aumentare la produzione di Shale Gas:
U.S. shale gas output increasing
Industry survey finds Utica shale a standout in the United States.
March 23, 2016 at 7:35 AM
DENVER, March 23 (UPI) -- U.S. natural gas production is on the rise, with some reserve areas in the country's Northeast getting more output from fewer wells, an industry report found.
"The natural gas production record achieved in February is largely attributed to the Northeast, which also is still helping offset the declines seen in other major U.S. basins," Sami Yahya, a Platts Bentek energy analyst, said in an emailed statement.
Platts Bentek, a forecasting unity for energy reporting service Platts, reported February natural gas production in the Lower 48 U.S. states was 73.3 billion cubic feet per day, up nearly 2 percent from January.
According to its estimates, the February gas output level is the highest since it started keeping records in 2005.
The increase in production comes as most energy companies are scaling back on investments in the upstream sector in response to lower crude oil prices. Rig counts, which serve as a barometer for the health of the industry, have been in steady decline.
Yahya said for wells in the Northeast, the rig count has moved lower at least since November. A report last year from the U.S. Energy Information Administration found net natural gas production from new wells drilled into U.S. shale reserves is not enough to counter the expected decline from legacy wells.
At the time, EIA found only the Utica shale basin in Ohio was expected to post an increase in short-term production of the seven shale reserve areas it measured.
Platts, in its latest report, found the Utica shale was still resilient when weighed against other areas.
"The big focus now within the Utica is the drier areas, where the initial production rates of new wells are incredibly high," Yahya said. "This means you do not need to bring online as many wells to help keep production afloat."
A March report from the EIA finds output from Utica is in part behind the commercial viability of liquefied natural gas terminals planned or in service in the United States.
Shale gas production in February set a record - UPI.com
Re: Il suicidio del fracking
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
amaryllide
Il botto l'hanno fatto anni fa, questo è solo la parte finale.
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
Metabo
Il botto l'hanno fatto anni fa, questo è solo la parte finale.
Ma che stai dicendo..?
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
amaryllide
Nulla nella misura d'importa che possa far crollare le banche o se per quello il settore in se.
Di per se, molte aziende hanno gia' fatto contratti di edging nei ripunti del prezzo.
Difatti, si parla di 1/3 degli operatori Shale che potrebbe andare in bancarotta, che e' sicuramente una bella "tosata" il famoso consolidamento indicato oramai 2 anni fa, ma qusto implica che i 2/3.. no, ergo chi parla di cancellazione del settore, sta semplicemente facendo a cazzotti con i numeri, oltre evidentemente non ave capito come operi.
Re: Il suicidio del fracking
che il sistema bancario sostenga ad libitum i fracking petrolieri.
Piu' si incartano e piu' si gode. E piu' tirano avanti anche se con fatica e piu' fanno incassare i sauditi.
Quindi lunga vita al fracking ameriCano e canadese.
Vi vogliamo vedere distruggere tutte le vostre risorse naturali e fare le prossime guerre per l'acqua anziche' il petrolio!
Re: Il suicidio del fracking
Citazione:
Originariamente Scritto da
animal
che il sistema bancario sostenga ad libitum i fracking petrolieri.
Piu' si incartano e piu' si gode. E piu' tirano avanti anche se con fatica e piu' fanno incassare i sauditi.
Quindi lunga vita al fracking ameriCano e canadese.
Vi vogliamo vedere distruggere tutte le vostre risorse naturali e fare le prossime guerre per l'acqua anziche' il petrolio!
Allora mi sa che le tocchera' aspettare parecchio, per lo meno per quanto riguarda i luoghi geografici da lei indicati.