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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Gas di scisto: prime diminuzioni negli Stati Uniti | Risorse Economia Ambiente
    Gas di scisto: prime diminuzioni negli Stati Uniti


    Pubblicato il ottobre 24, 2013| 3 commenti
    Da “The Oil Man”. 1/10/2013 Traduzione di Massimiliano Rupalti (Peak & Transition Translators Team) E’ la che è cominciato il boom del gas di scisto. Ed è là che pare che il declino sembra cominciare. Il giacimento di Barnett e di Haynesville, nel sud degli Stati uniti, hanno superato il loro picco di produzione rispettivamente nel novembre e nel dicembre del 2011.
    I pozzi di Barnett e Haynesville hanno finora fornito sin qui circa la metà della produzione americana di gas di scisto.
    Lo sviluppo successivo del terzo giacimento nordamericano di gas di scisto, quello di Marcellus presso i monti Appalachi, compensa per ora il declino dei due precedenti. Il perseguimento dello sviluppo di Marcellus gioca un ruolo chiave per il mantenimento a livello di plateau della produzione totale di gas naturale negli Stati Uniti, stabile dall’inizio del 2012.
    Evoluzione della produzione dei giacimenti di gas di scisto negli Stati Uniti, che costituiscono l’80% della produzione totale di gas di scisto. Fonte: J. David Hughes

    La produzione di gas naturale del giacimento di Barnett, situato nel bel mezzo della vasta area urbana di Dallas Fort-Worth, in Texas, si è stabilizzata a 4,84 miliardi di piedi cubici in giugno, in diminuzione del 16,5% in un anno e del 20,5% su due anni. La prima corsa verso il gas di scisto è avvenuta qui, nel cuore dell’industria americana degli idrocarburi, grazie all’impennata dei prezzi dell’energia inizata all’inizio degli anni 2000.
    Il giacimento di gas di scisto di Haynesville, a cavallo fra Texas e Louisiana, è stato il secondo ad essere sviluppato negli Stati Uniti, a partire dal 2009. Le sue estrazioni si sono ridotte di quasi un quinto dal momento del picco nel dicembre del 2011. La produzione dei pozzi situati in Louisiana ha subito un calo di non meno del 28% in solo un anno e mezzo, secondo i dati forniti da Washington.
    Fonte: EIA

    Indispensabile per estrarre il gas di scisto, la fratturazione della roccia non permette di liberare il gas se non all’interno di un perimetro ristretto intorno alla zona fratturata. Di conseguenza, la produzione di un pozzo di idrocarburi di scisto di solito raggiunge il proprio massimo di produzione alla sua apertura e declina quindi molto rapidamente, spesso dai primi mesi di estrazione. Per mantenere una produzione alta, è necessario perforare incessantemente dei nuovi pozzi, da dieci a cento volte in più che per il petrolio convenzionale, secondo la direzione del gruppo Total.
    Il principale produttore del giacimento di Barnett, la compagnie Devon Energy, ha già fatto cinque impianti di perforazione quest’anno, contro i dieci del 2012. “La nostra produzione a Barnett rimane stabile soprattutto perché abbiamo preso delle misure per limitare i declini della produzione esistente”, ha detto nel mese di agosto il portavoce di Devon Energy. “Tuttavia, a causa della nostra attività di perforazione ridotta, ci aspettiamo di vedere la nostra produzione crollare nel corso del secondo semestre di quest’anno”, ha precisato.
    La riduzione del numero di perforazioni è la conseguenza della combinazione di due fattori, uno economico e l’altro geologico: il declino dei prezzi del gas naturale dalla fine del 2011 (esso stesso provocato dal boom del gas di scisto) e la tendenza a dover perforare i nuovi pozzi nelle zone meno ricche di idrocarburi.
    Chesapeake, uno dei leader del gas di scisto negli Stati uniti, lo scorso anno ha dovuto eliminare dai sui conti non meno di 4.600 miliardi di pidei cubici di riserve dette “provate”. Queste riserve, situate principalmente nei giacimenti di Barnett e Haynesville, costituivano poco meno di un quarto delle riserve totali rivendicate dalla compagnia.
    Il caso della Chesapeake non è isolato.
    Altri attori importanti, come BP e BHP Billiton, hanno ugualmente rivisto nettamente al ribasso nel 2012 la quantità annunciata delle loro riserve di gas di scisto. Ora è il turno della Shell, che ha espresso il desiderio di spendere i propri capitali in un altro giacimento di idrocarburi di scisto texano importante, Eagle Ford, dopo aver annunciato in luglio una forte riduzione dell’ammontare delle riserve di gas non convenzionale, riportava oggi il Financial Times.
    La tendenza fa eco ad un grido d’allarme espresso l’anno scorso dal patron della Exxon, Rex Tillerson: “Non si fanno soldi, e tutto in perdita. (…) Stiamo perdendo anche la camicia [nella faccenda del gas naturale]“.
    Ripartizione delle perforazioni nel giacimento texano di Barnett. I pozzi più produttivi, rappresentati dai puntini rossi, ricoprono le zone geologiche più ricche, gli “sweet spots”. Fonte: J. David Hugues

    Vecchia storia naturale: come le altre specie animali, gli uomini hanno la tendenza a raccogliere prima i frutti più maturi ed a portata di mano. Il destino umano scorre lungo il pendio di minor resistenza, a volte perdendosi.
    Gli “sweet spots”, le zone più ricche dei giacimenti di Barnett e di Haynesville sono già state perforate intensamente. Le perforazioni future rischiano di essere meno produttive e quindi meno redditizie: bisognerebbe che fossero allo stesso tempo più numerosi per sostituire i frutti migliori già raccolti.
    Le estrazioni di gas dal giacimento di Haynesville sono cominciate a decrescere malgrado l’aumento del numero di pozzi:

    Prosecuzione di un forte declino iniziato o stabilizzazione? Il futuro di Barnett e di Haynesville sarà ricco di insegnamenti su cosa attenderci in seguito sul boom del gas di scisto.
    Per ora le opinioni sono divergenti, da un lato gli esperti che ritengono che i tempi migliori di quei giacimenti pionieri siano terminati, dall’altro coloro che valutano che i giacimenti siano ancora ben conservati, insistendo sulla “resilienza” dell’industria texana. Tuttavia, durante gli ultimi mesi, nella stampa americana nessuno si arrischia ad ipotizzare che il declino dei giacimenti di Barnett e di Haynesville possa essere reversibile.
    Aprendo la prospettiva, sembra che per quanto visibile su scala mondiale i frutti migliori da aspettarsi dal boom del gas di scisto siano quelli che si stanno raccogliendo ora negli Stati Uniti.
    In Polonia, paese annunciato come il più promettente d’Europa, i giganti americani Exxon, Talisman e Marathon Oil hanno gettato velocemente la spugna, lamentava a luglio The Economist. Il settimanale liberale inglese attribuisce la responsabilità alla burocrazia polacca, ma ammette anche che la geologia della Polonia si è rivelata “più difficile del previsto”. Le risorse polacche di gas di scisto si trovano sepolte più in profondità di quelle statunitensi. Una differenza che limita gravemente la redditività potenziale delle perforazioni.
    In Cina, le importanti risorse potenziali sono ugualmente intrappolate a maggiore profondità che negli Stati Uniti, cosa che sembra gravare tanto quanto in Polonia sulla fattibilità dei progetti proposti, sottolinea oggi il New York Times. Inoltre, quelle risorse sono sparpagliate nel vasto territorio cinese e si trovano spesso in zone desolate difficili da raggiungere con le macchine pesanti necessarie per l’estrazione del gas di scisto, segnala l’agenzia Reuters.

  2. #402
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Il Massachusetts vuole vietare il fracking dopo i terremoti | Ambiente Bio

    Il Massachusetts vuole vietare il fracking dopo i terremoti

    Di admin su dicembre 6, 2013





    Lo stato del Massachusetts , negli Stati Uniti , vuole vietare la fratturazione idraulica , almeno per dieci anni . Negli Stati Uniti c’è una preoccupazione crescente per questa tecnica per l’estrazione di idrocarburi, nello stato confinante , New York , i progetti fracking sono previsti su larga scala e il Massachusetts non vorrebbe diventare la discarica di rifiuti e sostanze tossiche.
    Se il processo legislativo prosegue, il governatore Deval Patrick ha recentemente firmato il decreto, il Massachusetts diventerà il secondo stato del paese a vietare il fracking, prima era già successo allo stato del Vermont.
    Massachusetts ha deciso di approvare il disegno di legge dopo che alcuni terremoti si sono verificati in Texas , apparentemente causati dal fracking . L’obiettivo principale dell’iniziativa è quello di mantenere in ottime condizioni la potabilità delle acque e si vuole garantire la prosperità delle comunità e la loro salute.
    Nel frattempo in Texas , i terremoti continuano, un terremoto di magnitudo 3,6 si è verificato recentemente ed è uno dei più intensi dei 16 che si sono verificati nelle ultime tre settimane. Secondo gli esperti e cittadini , terremoti sono stati causati dall’uso di questa tecnica fratturazione idraulica applicata per estrarre gas.
    In un recente articolo abbiamo parlato della pericolosità di questa tecnica e della sua insostenibilità e malgrado questo in Spagna , nonostante i continui terremoti nel progetto Castor , il governo apre la strada alle aziende per ottenere i permessi necessari per iniziare l’estrazione del gas scisto appena possibile .

  3. #403
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Attenzione gas pericolosi: shale gas fra rischi e rivoluzione energetica

    Venerdì 01 Novembre 2013 16:08


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    ScarsoOttimo Lo shale gas statunitense sta rivoluzionando il mercato dell'energia ma anche preoccupando cittadini e governi Nelle guerre e nei successivi trattati di pace c'è sempre una risorsa naturale nel mezzo, sia un giacimento da sfruttare, un gas da trasportare o un minerale da estrarre e utilizzare a fini commerciali. Ma ci sono anche scoperte e innovazioni che modificano indirettamente le strategie politiche, e di guerra, del paese che riesce a ottenerle e utilizzarle. Negli ultimi anni un fattore che può essere annoverato in quest'ultima categoria è lo shale gas, o gas di scisto, che si ottiene perforando il terreno per centinaia e centinaia di metri in profondità per poi spappolare le rocce con la tecnica del fracking per ottenere il gas che vi è racchiuso. Per l'economia Usa ha significato energia a basso costo e abbattimento delle emissioni di anidride carbonica, oltre a coltivare il sogno americano dell'indipendenza energetica. Tuttavia non sono mancati articoli di esperti che indicano il boom dello shale gas come la prossima bolla pronta a esaurirsi nel giro di pochi anni. Altri analisti, invece, vedono nello shale gas un fattore di futuro e progressivo disimpegno degli Usa dal Medioriente. Ma la pericolosità di questo gas non sta certo nelle strategie geopolitiche o nella possibile creazione di un nuovo boom speculativo. Lo shale gas, infatti, ha un fortissimo impatto ambientale dovuto alle tecniche di perforazione e spappolamento delle rocce (frantumazione idraulica detta fracking) ed è stato fin dall'inizio avversato dai gruppi ambientalisti. Nelle scorse settimane il Sole24ore ha ripreso un articolo del Wall Street Journal, dove uno studio denuncia il rischio terremoti causato dal fracking. Una teoria che già da tempo circolava fra gli addetti ai lavori, tanto che anche in occasione del drammatico terremoto in Emilia venne evocato il fracking e poco dopo il governatore Errani sospese tutte le autorizzazioni alle aziende che stavano perforando la pianura padana per oltre 600 km quadrati, alla ricerca di un combustibile ad alto rischio e ad alto consumo di acqua. Lo shale e l'UE. Gli Usa stanno pressando l'Europa affinché porti avanti ricerche e investimenti per l'estrazione del gas di scisto. Ma in Europa i dubbi sono più delle certezze e al momento l'indirizzo è quello di non puntare su questo tipo di combustibile fossile, a eccezione di Polonia e Inghilterra che vorrebbero sfruttarlo. Poi c'è l'Ucraina, che nel suo ruolo subalterno alla Russia punta sullo shale per riconquistare terreno sugli odiati cugini. In queste settimane ha fatto molto scalpore un documento di esperti tedeschi che definiscono il fracking inutile e rischioso, dubitando che lo sviluppo di shale gas sia redditizio e utile per la transizione energetica del loro Paese anche in vista della decisione di chiudere tutti i reattori nucleari entro il 2022. In ogni caso il potenziale di shale gas sfruttabile in Germania, in Italia e in Francia è così piccolo che non avrebbe alcun impatto sui prezzi energetici. In Francia il fracking è stato vietato nel 2011, mentre in Italia il ministro Zanonato e i vertici Eni vedono nel fracking il sol dell'avvenire. Non c'era dubbio che questo paese governato da comitati di affari e lobby drizzasse le antenne di fronte alla possibilità di sfruttare ulteriormente il territorio per farne profitto. Shale e GNL. L'effetto shale gas statunitense ha travolto anche il mercato del GNL, cioè il gas naturale liquido che dovrebbe essere pompato nel rigassificatore OLT a largo di Livorno. Con l'immissione massiccia di shale gas nella rete, i rigassificatori statunitensi hanno visto azzerare le loro forniture, perciò il GNL cerca nuovi mercati in Europa e nell'est asiatico. Una parte è stata dirottata in Giappone, che dopo la tragedia di Fukushima ha dovuto cambiare strategia energetica. In Europa per ora la richiesta è nulla, vista la crisi e l'abbondanza di gas. In Italia ancora meno, perché la domanda è crollata e di gas ne arriva in eccesso. Forse, in futuro, di fronte a un deprezzamento ulteriore del GNL, qualche spiraglio di mercato potrebbe trovarlo. Ma ad oggi e nel futuro prossimo, il rigassificatore OLT, così come i possibili gasdotti TAP (Azerbaijan-Puglia) e Galsi (Algeria-Sardegna-Piombino), rischiano di essere infrastrutture che pesano esclusivamente sulle bollette degli italiani. E pensare che a Livorno qualcuno promuoveva il rigassificatore con lo slogan BOLLETTE MENO CARE...

  4. #404
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Dirty Oilmen Get Clean Bedsheets Every 12 Hours: Argentina Credit
    By Pablo Gonzalez and Daniel Cancel Dec 17, 2013 3:05 PM ET 0 Comments Email Print

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    In the desert town of Anelo, Alejandra Diaz’s task at eight o’clock each morning is to make sure the oilmen have clean sheets.
    As the manager of the 70-room Sol de Anelo, her staff has 40 minutes to clean the hotel’s designated “hot beds” before the next set of occupants arrive from their shifts in the shale oil fields of Neuquen province. Opened in 2005 as an eight-room roadside stop for tourists en route to the Andes mountains, Anelo’s largest hotel now offers 10 percent of its rooms for 12 hours at a time to accommodate the crush of oil-industry workers who have descended upon the town of just 1,700.
    “We’re devoted to the oil industry now, no more tourists, just oil workers,” the 41-year-old Diaz said in an interview from Anelo, about 1,223 kilometers (759 miles) southwest of Buenos Aires,Argentina’s capital.
    The boom, which prompted Mayor Dario Diaz to proclaim that Anelo would become Latin America’s “shale capital,” is being supported by companies such as Chevron Corp. (CVX) and YPF SA, which are investing billions of dollars to tap the world’s second-largest shale gas deposit, known locally as Vaca Muerta, or Dead Cow. Those ambitions have also drawn Royal Dutch Shell Plc (RDSA) and Petroleo Brasiliero SA, causing Neuquen’s borrowing costs to plummet from distressed levels as oil royalties surge.
    A YPF SA refinery in Lujan de Cuyo, Argentina. Photographer Walter Moreno/Bloomberg

    Accelerating Boom

    “The boom we’ve seen in Neuquen from Vaca Muerta will only accelerate in coming years,” Veronica Sosa, an economist who tracks provincial finances at Economia y Regiones SA in Buenos Aires, said in a telephone interview. “Investor demand for assets with exposure to shale will keep driving yields lower as the collateral these bonds have are appealing.”
    Since rising to a record 12.1 percent 13 months ago, yields on Neuquen’s $236 million of dollar-denominated secured bonds due 2021 have tumbled 4.46 percentage points to 7.74 percent, the lowest in 21 months. The notes have returned 27.73 percent this year alone. Emerging-market corporate and government debt have posted losses this year.
    More than 50 percent of Neuquen’s oil royalties are pledged to debt payments, Sosa said. Its bonds are guaranteed by production from companies such as Total SA and Pan American Energy LLC, while the dollar bonds due in 2014 are backed by concessions with Chevron, YPF and Petroleo Brasileiro SA. (PETR4)
    YPF Issuance

    Chevron plans to transfer almost $1 billion by year-end to complete an initial pilot venture. State-run YPF raised $500 million of five-year securities yesterday in its largest overseas bond sale on record to accelerate exploration of non-conventional energy resources.
    The yield on the YPF bonds fell 60 basis points, or 0.60 percentage point to 7.89 percent at 5:04 p.m. in Buenos Aires, according to Trace. The price rose 2.47 cents to 104 cents on the dollar.
    While new shale investments haven’t yet offset the province’s declining energy output, Neuquen’s tax collection increased by 50 percent during the last year as oil services companies were incorporated. Provincial royalties from oil production jumped 16 percent in August from a year earlier while employment in the oil industry has risen 10 percent.
    Argentina is offering energy companies the ability to export 20 percent of output and repatriate dividends if they invest more than $1 billion over five years as the government struggles with what YPF Chief Executive Officer Miguel Galuccio called a “serious” energy deficit. Argentina’s energy imports surpassed exports by $5.8 billion through October.
    Energy Deficit

    South America’s second-largest economy after Brazil will need an estimated $300 billion to develop its shale resources, Juan Jose Aranguren, the head of Shell Argentina, said in a Dec. 9 interview. Shell plans to triple its investment in exploration to about $500 million in 2014.
    “Argentina needs a huge capex for YPF and to cover its $13 billion annual deficit on the balance of payments,” Siobhan Morden, the head of Latin American fixed-income strategy at Jefferies Group LLC in New York, said by e-mail. “Especially if it’s only scraps of $500 million here and there.”
    If YPF’s initial $1.2 billion pilot with Chevron is successful by March 2014, the joint venture will invest as much as $16 billion to pump shale oil and gas from the area surrounding Anelo, bringing almost $9 billion of royalties to Neuquen, said lawmaker Luis Sapag in a telephone interview.
    “To have a complete idea of how big the rush can be, you just need to understand that the JV with Chevron is to develop 3 percent of the 37 percent acreage YPF owns in Vaca Muerta,” Sapag said. Vaca Muerta is about the size of Connecticut and holds an estimated 23 billion barrels of oil equivalent.
    Mad Max

    YPF has secured another joint venture deal with Dow Chemical Co. and hopes to partner withMexico’s state-run Petroleos Mexicanos to develop shale deposits in Vaca Muerta, Galuccio said in September. YPF’s $500 million of five-year securities were issued to yield 9 percent yesterday.
    “If you want to play the Argentina oil boom, YPF is on sale right now,” Russ Dallen, head trader at Caracas Capital Markets, said in an e-mail.
    In the arid fields of Vaca Muerta, reminiscent of the apocalyptic world in a Mad Max film, rigs are popping up and trucks carrying water to inject into wells crisscross the sand. At the SOIL28 well, field manager Hugo Guinez oversees one of three daily fracking operations by blasting 1,100 cubic meters of water and 12,500 kilos of sand (27,557 pounds) into a 3,100 meter-deep well (10,171-feet).
    When the job is finished for the day, Guinez says “this deserves a toast later in Anelo.”
    To contact the reporters on this story: Pablo Gonzalez in Buenos Aires atpgonzalez49@bloomberg.net; Daniel Cancel in Buenos Aires at dcancel@bloomberg.net
    To contact the editors responsible for this story: Brendan Walsh at bwalsh8@bloomberg.net;Michael Tsang at mtsang1@bloomberg.net

    Dirty Oilmen Get Clean Bedsheets Every 12 Hours: Argentina Credit - Bloomberg
    Globalizzazione..... si grazie.

  5. #405
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    Il Massachusetts vuole vietare il fracking dopo i terremoti | Ambiente Bio

    Il Massachusetts vuole vietare il fracking dopo i terremoti

    Di admin su dicembre 6, 2013





    Lo stato del Massachusetts , negli Stati Uniti , vuole vietare la fratturazione idraulica , almeno per dieci anni . Negli Stati Uniti c’è una preoccupazione crescente per questa tecnica per l’estrazione di idrocarburi, nello stato confinante , New York , i progetti fracking sono previsti su larga scala e il Massachusetts non vorrebbe diventare la discarica di rifiuti e sostanze tossiche.
    Se il processo legislativo prosegue, il governatore Deval Patrick ha recentemente firmato il decreto, il Massachusetts diventerà il secondo stato del paese a vietare il fracking, prima era già successo allo stato del Vermont.
    Massachusetts ha deciso di approvare il disegno di legge dopo che alcuni terremoti si sono verificati in Texas , apparentemente causati dal fracking . L’obiettivo principale dell’iniziativa è quello di mantenere in ottime condizioni la potabilità delle acque e si vuole garantire la prosperità delle comunità e la loro salute.
    Nel frattempo in Texas , i terremoti continuano, un terremoto di magnitudo 3,6 si è verificato recentemente ed è uno dei più intensi dei 16 che si sono verificati nelle ultime tre settimane. Secondo gli esperti e cittadini , terremoti sono stati causati dall’uso di questa tecnica fratturazione idraulica applicata per estrarre gas.
    In un recente articolo abbiamo parlato della pericolosità di questa tecnica e della sua insostenibilità e malgrado questo in Spagna , nonostante i continui terremoti nel progetto Castor , il governo apre la strada alle aziende per ottenere i permessi necessari per iniziare l’estrazione del gas scisto appena possibile .
    Una riflessione.
    Tutto si contesta , anche in italia , ma guarda caso , MAI il mondo del petrolio e del gas tradizionale.
    Quindi nimby a valanga contro la piccola centrale idroeletrica , o l'impianto a biogas , non parliamo dell'eolico , ormai diventato peggio del nucleare.
    Ma quando è che la gente si sveglia e non capisce dove c'è il vero potere ?
    Che in italia si chiama ENI ?

  6. #406
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    L'articolo inoltre non dice come bisogna continuamente perforare, perché i pozzi per gli shale gas si esauriscono rapidamente.

    Dal 2005 negli Stati Uniti perforati oltre 80 mila pozzi per estrarre shale gas - - Libero Quotidiano
    Dal 2005 negli Stati Uniti perforati oltre 80 mila pozzi per estrarre shale gas


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    07/10/2013



    Un miliardo di litri di rifiuti tossici

    Washington, 7 ott. (Adnkronos) - La diminuzione del prezzo del petrolio penalizza gli investimenti nelle energie rinnovabili, e secondo un saggio pubblicato da Kevin Bullis, senior editor per l'ambiente sulla rivista MIT Technology, l'incremento dei combustibili fossili farà saltare il limite di emissioni di Co2 oltre il quale appare estremamente probabile un aumento della temperatura nell'ordine dei 2 gradi centigradi.
    Alla diminuzione del prezzo del petrolio hanno contribuito sensibilmente anche i successi ottenuti dall'industria del fracking, la frantumazione delle rocce profonde che consente l'estrazione di gas scisto, lo shale gas. L'America ha tra i più grandi giacimenti al mondo di gas scisto tanto che si prevede che possa diventare un esportatore netto di combustibili sotto forma di shale gas, eliminando la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio dai paesi arabi entro il 2015.
    Ma il gas estratto con il metodo fracking rappresenta un grave problema sotto il profilo dell'inquinamento. La tecnica estrattiva prevede infatti che il gas venga ottenuto immettendo nelle vene di scisti acqua mista a solventi chimici a fortissima pressione, in modo di fratturare le rocce e liberando il gas in esse contenuto. Ma il cocktail chimico usato nella frammentazione inquina il terreno, al di sotto della vena rocciosa se ci sono falde acquifere e in superficie dove con il gas affiorano anche residui chimici che rendono il suolo completamente sterile e liberano stanze volatili potenzialmente pericolose.
    Da quando è iniziata questa nuova vera e propria corsa all'oro, gli Stati Uniti nello scorso hanno accumulato oltre mille miliardi di litri di rifiuti tossici, destinati a crescere, che ora devono essere smaltiti. Secondo un recente studio condotto dalla Drake University , oltre alla contaminazione da sostanze chimiche, si deve fare i conti anche con un aumento di radiazioni provocate dal radio che viene alla superficie insieme allo shale gas.
    Negli ultimi 8 anni negli Stati Uniti sono stati perforati più di 80.000 pozzi e solo nel 2005 l'industria del fracking aveva utilizzato 250 miliardi di litri di acqua dolce per il processo estrattivo.
    Ultima modifica di Metabo; 18-12-13 alle 01:02

  7. #407
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da Metabo Visualizza Messaggio
    L'articolo inoltre non dice come bisogna continuamente perforare, perché i pozzi per gli shale gas si esauriscono rapidamente.

    Dal 2005 negli Stati Uniti perforati oltre 80 mila pozzi per estrarre shale gas - - Libero Quotidiano
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    07/10/2013



    Un miliardo di litri di rifiuti tossici

    Washington, 7 ott. (Adnkronos) - La diminuzione del prezzo del petrolio penalizza gli investimenti nelle energie rinnovabili, e secondo un saggio pubblicato da Kevin Bullis, senior editor per l'ambiente sulla rivista MIT Technology, l'incremento dei combustibili fossili farà saltare il limite di emissioni di Co2 oltre il quale appare estremamente probabile un aumento della temperatura nell'ordine dei 2 gradi centigradi.
    Alla diminuzione del prezzo del petrolio hanno contribuito sensibilmente anche i successi ottenuti dall'industria del fracking, la frantumazione delle rocce profonde che consente l'estrazione di gas scisto, lo shale gas. L'America ha tra i più grandi giacimenti al mondo di gas scisto tanto che si prevede che possa diventare un esportatore netto di combustibili sotto forma di shale gas, eliminando la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio dai paesi arabi entro il 2015.
    Ma il gas estratto con il metodo fracking rappresenta un grave problema sotto il profilo dell'inquinamento. La tecnica estrattiva prevede infatti che il gas venga ottenuto immettendo nelle vene di scisti acqua mista a solventi chimici a fortissima pressione, in modo di fratturare le rocce e liberando il gas in esse contenuto. Ma il cocktail chimico usato nella frammentazione inquina il terreno, al di sotto della vena rocciosa se ci sono falde acquifere e in superficie dove con il gas affiorano anche residui chimici che rendono il suolo completamente sterile e liberano stanze volatili potenzialmente pericolose.
    Da quando è iniziata questa nuova vera e propria corsa all'oro, gli Stati Uniti nello scorso hanno accumulato oltre mille miliardi di litri di rifiuti tossici, destinati a crescere, che ora devono essere smaltiti. Secondo un recente studio condotto dalla Drake University , oltre alla contaminazione da sostanze chimiche, si deve fare i conti anche con un aumento di radiazioni provocate dal radio che viene alla superficie insieme allo shale gas.
    Negli ultimi 8 anni negli Stati Uniti sono stati perforati più di 80.000 pozzi e solo nel 2005 l'industria del fracking aveva utilizzato 250 miliardi di litri di acqua dolce per il processo estrattivo.

    "L'articolo inoltre non dice come bisogna continuamente perforare, perché i pozzi per gli shale gas si esauriscono rapidamente.'

    Nuovamente.. no el entra in testa l'analisi costo/opportunita'... che dipende ovviamente dai prezzi.... (con il propabile annullamento della legge del 1975 che proibisce l'esportazione, la sovradomanda interna dovrebbe avere meno rpessioni, e quindi aumento del prezzo, ora troppo basso, stesso caso del shale gas) cosi come evidentemente ha preferito non leggere l'artioclo postatole nell' altra discussioen dove le viene indciato che i nuovi pozzi hanno metodi estrattivi piu' efficenti... in pratica lei raigona a priori...

    Le vorei far presente poi... che un pozzo tradizionale dopo due anni e' al 50% di produttivita', neanche poi che duri chissa' quanto di piu'...


    Il dato del declino per pozzo e' gia' considerato nelle previsioni degli operatori del settore.. o crede che lo sappia solo lei...





    Ultima modifica di Amati75; 18-12-13 alle 01:15
    Globalizzazione..... si grazie.

  8. #408
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Il dato del declino per pozzo e' gia' considerato nelle previsioni degli operatori del settore.. o crede che lo sappia solo lei

    Ma lui da casa sua in pantofole, "conosce" il mercato petrolifero, le tecniche di fracking, oltre che naturalmente essere un esperto di aerei da combattimento !

    Che ci vuoi fare i diretti interessati, prendono lezioni da lui!!!

    Intanto mentre fa "previsioni"........


    Texas 2014 Oil Output to Surpass Some OPEC Members


    Mexico and the Next Fracking Boom - DailyFinance
    Ultima modifica di paulhowe; 18-12-13 alle 03:01

  9. #409
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Ma lui da casa sua in pantofole, "conosce" il mercato petrolifero, le tecniche di fracking, oltre che naturalmente essere un esperto di aerei da combattimento !

    Che ci vuoi fare i diretti interessati, prendono lezioni da lui!!!

    Intanto mentre fa "previsioni"........


    Texas 2014 Oil Output to Surpass Some OPEC Members


    Mexico and the Next Fracking Boom - DailyFinance
    Adesso la bolla si è spostata in messico, del resto per alimentare questa bolla devi trovare sempre nuovi terreni perché i pozzi declinano velocemente per il resto.

    Il petrolio non basta più. Il "picco" che non si può ignorare

    Sabato 10 Agosto 2013 13:41


    Valutazione attuale: / 3
    ScarsoOttimo Mentre i governi occidentali discettano allegramente della "ripresa" che dovrebbe essere - ma non è - alle porte, il principale motore dell'economia globale, ovvero il petrolio, ha superato il "picco" (il massimo) della produzione possibile già nel 2012. Non significa che il petrolio è "finito", ma che l'estrazione giornaliera non riesce più a tenere il passo con la domanda. Persino in un periodo di crisi economica come l'attuale, in cui la domanda di energia è in calo o comunque minore. Quello che già ora manda per coprire la domanda viene coperto con l'aumento dell'estrazione di "petrolio non convenzionale", ovvero proveniente da sabbie e scisti bituminose (per esempio nello stato dell'Alberta, in Canada), Risorse note, ma certo non così grandi da poter supplire a lungo alla riduzione della produzione "normale", e diventate economicamente "appetibili" solo da quando il prezzo del greggio si è stabilizzato intorno ai 100 dllari al barile o più. Ora arriva la conferma del superamento del "picco" da parte di una vasta rete di geologi che monitorano l'andamento della produzione globale. Se una "ripresa" economica ci dovesse essere, farebbe esplodere la domanda di energia. Ma non c'è più la possibilità materiale di aumentare la produzione giornaliera. Gli effetti sono facilmente intuibili e ben descritte nell'articolo che qui riportiamo, postato ieri notte su ugobardi.blogspot.it tratto da
    Il petrolio non basta più. Il "picco" che non si può ignorare - contropiano.org
    ***
    Girarsi indietro per guardare il picco del petrolio
    Di Richard Vodra
    Da “AspoUsa”. Traduzione di MR
    Picco del Petrolio – il tasso sostenibile massimo di produzione globale di petrolio – è avvenuto nel 2012. Questa è una delle conclusioni principali di un nuovo rapporto, Combustibili Fossili e Nucleari – La Prospettiva della Fornitura, pubblicato nel marzo del 2012 dal Energy Watch Group (EWG). Questo evento avrà profonde implicazioni a lungo termine su come i consiglieri dovranno gestire il portafogli dei clienti e su come i clienti dovranno pianificare le loro spese future. Una consapevolezza chiara delle risorse di un cliente è essenziale prima di sviluppare una strategia lungimirante. Il dibattito nazionale sull'energia è diventato di abbondanza anticipata, nonostante i molti che esprimo preoccupazioni riguardo ai limiti. Eppure tutti i consiglieri hanno lavorato con persone che sembravano prosperose solo per scoprire che questi vivono oltre i propri limiti. Quando i consiglieri finanziari cominciano a lavorare coi clienti, uno dei primi compiti è quello che creare un bilancio onesto. Dobbiamo capire che le risorse di un cliente prima di sviluppare una strategia lungimirante. Questa comprensione è ciò che il EWG cerca di fornire per l'America e per il mondo intero in questo rapporto. Il EGW è un gruppo di scienziati indipendenti finanziato da una fondazione tedesca privata. Dal 2006 al 2009, il EGW ha pubblicato una serie di rapporti sulle proiezioni delle forniture di uranio (2006), carbone (2007), petrolio (2008) e eolico (2009). La missione dichiarata del EGW è quella di fornire informazioni obbiettive sull'energia e sui limiti dell'offerta delle forniture energetiche e per assistere nel prendere buone decisioni a tutti i livelli. Basandosi su un esplorazione ravvicinata dei dati da tutto il mondo, EGW conclude che il mondo ha raggiunto il suo massimo livello di produzione di petrolio nel 2012. Il rapporto dichiara anche che la produzione di gas naturale degli Stati Uniti è quasi arrivata fin dove può arrivare e il mondo vivrà il peak everything (il picco di tutto) – il livello più alto della produzione globale di combustibili fossili – dalla fine di questo decennio. Nelle loro parole, dalle pagine 13 e 14 del rapporto: Secondo il nostro studio, la produzione di carbone e gas raggiungerà i rispettivi picchi intorno al 2020. Il picco complessivo di tutti i combustibili fossili avverrà alcuni anni prima del picco del carbone e del gas e coinciderà quasi con l'inizio del declino della produzione di petrolio. Per questa ragione, il declino della produzione di petrolio – che ci si aspetta in tempi brevi – porterà ad un divario energetico in aumento che diventerà troppo grande per essere compensato dal gas naturale e/o dal carbone. Non sarà nemmeno possibile sostituire il petrolio con altri combustibili fossili nel caso in cui la produzione del gas e del carbone continuino a crescere al tasso attuale. Inoltre, un ulteriore aumento della produzione del gas e del carbone presto esaurirà queste risorse in modo analogo al petrolio. L'offerta mondiale totale di combustibili fossili è vicina al picco, guidata dal picco della produzione di petrolio. Il declino della produzione di petrolio nei prossimi anni creerà un divario sempre più grande che gli altri combustibili fossili non saranno in grado di compensare. Per coloro che preferiscono le immagini, il grafico sotto mostra le loro previsioni della produzione globale delle risorse naturali chiave legate all'energia:


    Come ho scritto precedentemente, c'è un collegamento ravvicinato fra la crescita economica di una società e la quantità di energia che essa ha a disposizione. I combustibili fossili costituiscono la stragrande maggioranza delle fonti di energia. Quando questi smettono di crescere, l'economia globale farà lo stesso, rivedendo radicalmente le nostre aspettative. Da un'altra prospettiva, tuttavia, l'arrivo involontario del picco dell'uso di combustibili fossili potrebbe rallentare l'aumento dei gas serra e migliorare parzialmente il problema del cambiamento climatico
    Tutte le economie e le società del mondo attualmente funzionano sul presupposto sbagliato che i limiti energetici non siano reali, perlomeno per i prossimi decenni. Le conseguenze del fatto che capiamo bene questo aspetto sono sconcertanti. Tornando al rapporto L'EGW ha analizzato i dati delle risorse, delle riserve e della produzione da tutte le regioni del mondo, compresi i dati governativi e quelli delle grandi compagnie petrolifere. I totali complessivi sono stati paragonati ai dai di livello granulare e le differenze sono state indicate e spiegate dove possibile. E' interessante che il gruppo abbia anche confrontato il loro attuale rapporto con le proprie proiezioni dello scorso decennio e con le previsioni fatte dalla statunitense EIA (Energy Information Agency) e dalla IEA (International Energy Agency) e dell'OCSE. Ciò è trasparente ed onesto, anche se i dati tabulari alla basi dei molti grafici non sono stati inseriti (ci sono dei limiti a quello che può entrare in un documento di 178 pagine).
    La produzione di petrolio è stata in un plateau circa dal 2005. Il petrolio qui è definito come “petrolio greggio più il condensato” o generalmente ciò che può essere usato come come combustibile da trasporto. Alcuni rapporti sulla produzione usano “liquidi totali”, il che comprende i liquidi del gas naturale che in termini di contenuto energetico non sono equivalenti al petrolio convenzionale. Ci sono aree di frontiera (le acque profonde del Golfo del Messico, il bacino del Mar Caspio, il mare intorno al Brasile) che danno speranza di nuova offerta, ma queste stanno tutte arrivando più lentamente, con meno produzione e a costi più alti di quanto ci si aspettasse un decennio fa. Le economie dell'area OCSE di Europa, Nord America e del Pacifico non hanno recuperato i loro livelli di consumo del 2007 e non è chiaro se mai lo faranno. La produzione globale di petrolio ha raggiunto un massimo, secondo l'EGW, nel 2012 ed essi si aspettano un 40% di declino della produzione dal 2030. Ciò è radicalmente diverso dal World Energy Outlook della IEA del 2012, il documento energetico annuale semi ufficiale, che prevede che la produzione continui ad aumentare almeno fino al 2030. (Questo rapporto della IEA è anche la fonte principale dell'idea che gli Stati Uniti diventeranno a breve il primo produttore al mondo di petrolio). In particolare, tuttavia, il rapporto del 2012 della IEA ha proiettato numeri di produzione di petrolio globale (liquidi totali) molto più bassi del suo stesso rapporto del 2006. Le sue previsioni per il 2030 sono crollate da 113,8 milioni di barili al giorno nel primo rapporto a 95 mb/g. Al confronto, la produzione media del 2011 è stata di 84,3 mb/g (EGW, pag. 61). Il rapporto del EGW ha detto che la produzione di gas naturale comincerà a declinare presto in Nord America ed Europa, ma la produzione globale continuerà a crescere, raggiungendo il suo massimo intorno al 2019 a causa degli aumenti di produzione in Medio Oriente e Russia. La produzione statunitense di gas di scisto non sarà probabilmente in grado di espandersi significativamente a causa dei sui alti costi ed ai suoi rapidi tassi di declino dei singoli pozzi. I prezzi aumentati potrebbero portare ad un aumento della produzione statunitense, ma i prezzi più alti ridurrebbero anche la domanda di gas negli Stati Uniti e probabilmente metterà in discussione le prospettive di grandi esportazioni statunitensi di gas naturale liquefatto. Globalmente, il carbone è una sfida, in parte perché solo un parte relativamente piccola della produzione di carbone è disponibile per il commercio internazionale. Potrebbe essere difficile che la produzione in Australia ed Indonesia soddisfi la domanda di Cina e India. Il boom economico cinese è stato alimentato dal carbone, ma le forniture interne cinesi sono limitate. La Cina è passata da essere un'esportatrice di carbone ad esserne la più grande importatrice in meno di un decennio. Il rapporto del EGW mostra il consumo totale mondiale di carbone a circa 4 miliardi di tonnellate all'anno nel 2000, che saliranno a 8,5 miliardi di tonnellate nel 2020, ma che poi riscenderanno a 4,5 miliardi nel 2040. L'uranio e l'energia nucleare sono a loro volta limitati in diversi modi. Ritardi massicci e superamento dei costi sono comuni nelle miniere di uranio, con la produzione di uranio che ora è al di sotto della domanda. Ci sono molti problemi di costi, sicurezza e legislativi riguardo alla costruzione di una centrale nucleare e gli impianti esistenti hanno superato la loro durata di vita. C'è un grosso rischio di un divario di offerta di uranio, se una grande espansione dell'energia nucleare dovesse aver luogo. E' improbabile che l'energia nucleare sarà in grado di essere un sostituto dei combustibili fossili in declino. Inoltre, carbone, gas naturale, uranio e rinnovabili producono principalmente elettricità, a questo punto, e non possono essere usati come combustibili da trasporto. Gli Stati Uniti raggiungeranno l'indipendenza energetica? Il rapporto commenta diversi luoghi comuni popolari, in particolare sull'idea che gli Stati Uniti supereranno presto l'Arabia Saudita nella produzione di petrolio. Le riserve di petrolio negli Stati Uniti sono di circa 31 miliardi di barili, in confronto ai 265 miliardi di riserve dichiarate dall'Arabia Saudita, tuttavia il WEO della IEA del 2012 prevede un aumento della produzione in questo decennio di oltre il 25%, rispetto al 3% dell'Arabia Saudita. (EWG 62-63) Per tornare agli Stati Uniti, il rapporto guarda in dettaglio alla situazione della nostra produzione e delle nostre riserve. Tutto l'aumento della produzione petrolifera americana negli ultimi tre o quattro anni è arrivato dal Texas e dal Nord Dakota, con la produzione altrove sul bilancio che continua a declinare. Di fatto, la crescita viene solo da parti di quegli stati – specificamente, 10 contee in Texas e 4 in Nord Dakota. I tassi di declino in quei pozzi petroliferi di fracking e le aree limitate che offrono opportunità di produzione economica suggerisce che la produzione di petrolio di scisto (o di roccia compatta “tight oil”) crescerà per pochi anni ancora e raggiungerà il picco nel 2017. (Questo è coerente con le conclusioni del recente rapporto di David Hughes sul gas e il petrolio di scisto, Drill, Baby, Drill, così come i dati pubblicati dal Dipartimento delle Risorse Minerali del Nord Dakota). La produzione massima degli Stati Uniti avverrà intorno al 2015, dice il rapporto, in quanto la crescita dello scisto più lenta non è in grado di compensare l'esaurimento altrove. Non ci avvicineremo mai al picco di sempre della produzione statunitense di circa 10 milioni di barili al giorno del 1970. Sorprendentemente, la situazione del gas naturale negli Stati Uniti è persino peggiore. La produzione totale di gas americana è fortemente aumentata a causa del boom del fracking, ma il EWG vede un breve rabbocco del gas fra il 2012 e il 2014, seguito da un netto declino alla fine di questo decennio. (EWG 153-66) Come ho scritto qui in gennaio, la realtà del fracking è grandemente diversa dalla percezione che ne ha la gente. I pozzi sono costosi e i volumi di produzione declinano rapidamente. La gente che fa affidamento sul gas abbondante e a buon mercato sul lungo termine rimarrà molto delusa. Oltre le conclusioni generali, in questo rapporto l'EWG indica che, specialmente per il petrolio, misurare la produzione in volume non è la stessa cosa che misurarne il contenuto energetico. Gran parte della produzione di “petrolio” nei nuovi pozzi del Texas è la produzione dei liquidi del gas naturale e i concentrati del gas, che non possono essere usati come combustibili per il trasporto e che hanno un valore energetico per barile molto più basso. Ci sono diversi riferimenti all'aumento del costo della produzione di energia, o per le sempre meno tonnellate di carbone prodotte per ogni minatore, o per il costo sempre maggiore di ogni nuovo pozzo o reattore. Ciò illustra il declino dell'energia netta, o EROEI. Pensare al futuro
    Torniamo dei rapporti finanziari di base. Quando valutiamo le forniture di combustibili fossili, ciò che conta non è tanto la produzione di punta, ma l'energia di fondo utilizzabile. Per l'energia netta, la notizia è anche peggiore – il picco arriverà più rapidamente e i nuovi investimenti saranno meno attraenti, perché serviranno più soldi per produrre lo stesso risultato. Il rapporto del EGW un documento importante e di vasta portata (e gratuito) che contiene conclusioni che fanno riflettere. Speriamo che altri esperti le rivedano, assicurandosi che i dati e le conclusioni reggano allo scrutinio. Possiamo aspettarci sorprese energetiche in futuro, sia positive (come la produzione di gas di scisto) sia negative (come ritardi nel petrolio d'alto mare brasiliano), ma non possiamo fare affidamento su più dell'energia abbondante e a buon prezzo che ha guidato la nostra prosperità e crescita per decenni. I consiglieri finanziari, i politici ed altri dovrebbero tutti prendere seriamente questo rapporto e pensare a come costruire il miglior futuro possibile. Questo è vero specialmente data la recente raffica di investimenti basati sulle promesse di crescita della produzione statunitense e di indipendenza. I consiglieri dovrebbero considerare l'altro lato della montatura pubblicitaria e fare affidamento sulle analisi basate sui dati. Quando guardiamo al futuro dell'energia e dell'economia, non abbiamo né molto tempo né molto surplus di energia coi quali lavorare. Richard E. Vodra, JD, CFP, è il presidente del Worldview Two Planning a McLean, Virginia. E' anche un membro del consiglio di ASPO-USA. Potete contattarlo a: rvodra at worldviewtwo dot com. Una versione simile di questo articolo è apparsa precedentemente sulla rivista Advisor Perspectives, visibile su Advisor Perspectives 10 agosto 2013

  10. #410
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    Predefinito Re: Il suicidio del fracking

    Metabo Metabo… lei ci prova ma fa sempre acqua…. In USA non vi e cedimento ne settore…anzi… poi in Argentina i progetto sono già avviati (come da articolo postato ieri), Messico, ed altri in arrivo….
    Mi raccomando aspetti l'avveramento delle sue profezie, come Amero e Campi Fema….
    Globalizzazione..... si grazie.

 

 
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