







OPEC puo' cercare di infuenzare gli evneti, non implica che ci riesca, in quanto come indica la IEA:
Last month,the IEA's executive director Maria van der Hoeven told Reuters that "some 98 percent of crude oil and [natural gas] condensates from the United States have a breakeven price of below $80 and 82 percent had a breakeven price of $60 or lower," meaning that the U.S. shale oil producers could well cope with current lower oil prices.
Low oil prices to bite into 2015 US shale growth: IEA
Molti dei paesi facenti parte della OPEC non hanno i margini dell' Arabia Saudita, non hanno le riserve dell' Arabia Saudita, ed hanno un breakeven fiscale molto piu' alto, ovvero e' piu' probabile che vi siano paesi OPEC che vadano incontro a serissimi problemi che i produttori che sono in questa fascia:
" 82 percent had a breakeven price of $60 or lower"
Poi, sempre da ricordarsi, che questi eventi riguardano lo shale oil, discorso del tutto diverso e' quello sullo shale gas.
Globalizzazione..... si grazie.


Pero' in quanto a fallacie logiche non scherzi. La piattaforma ea gestita da varie aziende, ma a parte questa nota, qualsialsi metodologia estrattiva inquina, quindi fino a quando la fusione nucleare sara' realmente viabile ed economicamente utilzizabile, l'utilizzazione di idrocraburi e' un fatto della vita.
Lastragrande magggiorparte delle estrazioni petrolifere avvengono con isstemi "tradizionali" i quali anch'essi utilzizano acqua, e se per pozzo ne sano di meno, nel globale ne usano una infinita' di piu' e di certo non la "puliscono" l'acqua.
Cosi come l aproblematica dell' acqua e' uno dei tanti punti che la tecnologia deve e sta affrontando, dall' waterless fracking, a migliori sistemi di protezione, a tecnolgoie di pulizia delle acque, ed anbche ovviamente da regolamenti che devono essere adeguati ai tempi.
Esempio:
Energy Companies Try New Methods to Address Complaints About Fracking - WSJ
Globalizzazione..... si grazie.


Crolla il Wti a 66 dollari: perso il 10% in una sola giornata In Borsa le compagnie petrolifere bruciano 100 miliardi
di FEDERICO FUBINI
ROMA - Sono bastate poche ore per capire che qualcosa stavolta è cambiato in profondità. Exxon, primo gruppo mondiale dell'energia, ieri ha perso 16,8 miliardi di dollari di valore alla Borsa di New York: una somma pari alla manovra di una legge di bilancio in Italia. Messe insieme, le major occidentali del petrolio hanno bruciato oltre cento miliardi di capitalizzazione.
Nel frattempo si sono messi a correre i titoli dei gruppi ad alto consumo di energia, compagnie aree americane in testa. Questa settimana l'Opec ha consegnato ai mercati la sua ultima sorpresa, e chi non l'aveva messa in conto ora sta cercando di correre ai ripari. Il Brent viaggia a quota 70 dollari al barile, l'8% in meno rispetto a giovedì prima degli annunci dell'Opec ma, soprattutto, il 40% al di sotto dei livelli di giugno. L'indice americano Wti perde in una seduto 10% a 66,15 dollari.
Il vecchio cartello di Paesi che garantisce il 40% del greggio prodotto nel mondo ha fatto qualcosa che non tutti avevano previsto: è rimasto fermo. Ha deciso di non agire. Di fronte a un eccesso di produzione mondiale che il Venezuela stima in due milioni di barili al giorno, non ha tagliato neppure di mezzo milione. Senz'altro il primo responsabile della scelta è stato Ali Al-Naimi, ministro del petrolio dell'Arabia Saudita e, come tale, mente e voce del primo produttore del pianeta. Il regno sunnita del Golfo che da solo vale circa 12 milioni di barili al giorno (ma ne estrae solo 9), ha deciso che il prezzo può scendere ancora: non è il momento di chiudere i rubinetti, benché il mercato sia fin troppo liquido.
Sulla domanda di energia si sta facendo sentire la frenata dell'economia europea, quella della Cina e la svolta americana: la rivoluzione del "fracking", il gas e il petrolio estratti dalla roccia di scisto, avvicina ormai gli Stati Uniti all'obiettivo dell'autosufficienza nell'energia. Se questi sono i fatti, non sono così univoci da mettere d'accordo chi li osserva da New York, Washington o dalla capitali europee.
A spiegare la scelta saudita di lasciar cadere le quotazioni, in fondo, non basta la certezza che le soglie di profitto per Ryadh restano comunque elevate: produrre un barile nel deserto della penisola arabica costa appena 12 dollari. Quando in gioco è il prezzo del greggio, anche la politica entra sempre nell'equazione. Nelle banche d'affari di Wall Street da settimane si stanno così facendo strada anche letture legate ai rapporti dei grandi produttori Opec con la Russia e gli Stati Uniti.
Nella scelta dell'Opec di non procedere a un taglio, alcuni vedono un favore saudita all'alleato americano contro la Russia di Vladimir Putin. Senz'altro per Mosca la caduta del greggio è un problema più intrattabile di quanto non sia per Ryadh, il Kuwait o per Abu Dhabi, il più potente dei sette Emirati Arabi Uniti. Putin ha ormai bisogno di un prezzo sopra ai cento dollari al barile per garantire la stabilità della sua economia e del sistema finanziario. Non era così anche nel 2007, quando la Russia è cresciuta dell'8,5% con un prezzo medio del barile ad appena 72 dollari. Già però nel 2012, con le quotazioni in media a 111 dollari, l'economia aveva più che dimezzato la sua velocità di crociera. Pesano senz'altro i seicento miliardi di dollari di debito estero delle grandi imprese russe.
Il crollo del rublo, il cui valore si è quasi dimezzato in pochi mesi, aumenta in modo esponenziale il peso di quei debiti. Solo l'anno prossimo rimborsi per 130 miliardi attendono le aziende russe, gli introiti da petrolio non bastano a finanziare le loro scadenze e qualcuno si trova in difficoltà: il colosso statale Rosneft da solo vale il 5% della produzione mondiale di greggio, ma ha debiti esteri per 60 miliardi e ha appena chiesto un aiuto a Putin per sostenerli. Non è una sorpresa. Prima di finire sotto sanzioni, Rosneft aveva già osato investimenti ovunque, anche in Italia (nella galassia Pirelli e in Saras). A guidarla è Igor Sechin, un ex collega di Putin al Kgb. Ora però la scelta saudita di non far muovere l'Opec non può che aggravare le difficoltà degli oligarchi russi e mettere il leader di Mosca sempre più con le spalle al muro.
Non tutti gli analisti sono convinti però che le scelte dell'Opec rappresentino davvero un favore all'America. Qualcuno sospetta il contrario. Come emerso ieri a un seminario sull'energia della Fondazione Spadolini-Nuova Antologia a Firenze, la mossa di Al-Naimi potrebbe mirare a mettere fuori mercato parte della nuova concorrenza statunitense. A seconda degli impianti, gli idrocarburi estratti dalla roccia di scisto in America producono redditi a prezzi fra i 40 e i 115 dollari. Per i sauditi, tenere il greggio a 70 significa sperare di spiazzare parte della nuova produzione americana. La stessa estrazione di greggio dalle sabbie bituminose in Canada, sostenibile solo a 80 dollari, finirebbe per costare centinaia di miliardi di perdite alle compagnie occidentali che vi hanno investito. Così l'Opec con i prezzi bassi spera di rallentare lo sviluppo della nuova generazione di tecnologie occidentali che stanno rendendo il vecchio cartello sempre meno decisivo. Fosse davvero così, il prezzo dell'instabilità rischia di scaricarsi altrove: Paesi produttori come l'Iran del programma nucleare, la Nigeria dove nascono ogni anno più bambini che nell'intera Unione europea o l'Iraq assediato dall'Isis hanno bisogno che il greggio torni a 100 dollari. Sotto, manca loro l'ossigeno finanziario. Così il barile somiglia sempre più a un ordigno che deve rotolare davanti alla porta di casa di qualcun altro.
http://www.repubblica.it/economia/2014/11/29/news/petrolio_tutti_contro_tutti_cos_la_strategia_saudi ta_indebolisce_usa_e_russia-101679458/?ref=HREC1-13
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Amati o ci sei o ci fai. L'acqua utilizzata nei pozzi tradizionali e' di qualche decina di metri cubi...ed e' acqua non inquinata. L'acqua dei tuoi amati pozzi di scisto utilizzano migliaia di metri cubi infarciti di veleni indescrivibili.......direi che' cio' basta ed avanza per dire no al fracking.
Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....


Animal senta, lei, ad oggi, ha solo manipolato articoli,fatto previsioni su questo e quello puntualmente non avvenute, cosi come si e' spacciato per fantomatico consulente del settore non sapendo neanche cosa fosse la IEA o la EIA... faccia una cortesia, quando avra' qualcosa da dire di REALE, faccia un fischio.
PS: Ecco cosa succede all' acqua anche con metodi tradizionali per l'estraione di materie prime fossili:
http://worldwater.org/wp-content/upl...er_quality.pdf
Come scritot e specificato almeno du e volte, un pozzo tramite Fracking utilziza piu' acqua, am dato che tale produzoine e' solo una frazione del globale nel globale le estrazioni tradizionali utilizzano molta piu' acqua.. e di certo non la "purificano".
Ultima modifica di Amati75; 29-11-14 alle 23:14
Globalizzazione..... si grazie.


non apro neppure il tuo allegato Amati...sara' la solita fuffa. Io mi fido di cio' che conosco e questo mi fa dire consapevolmente che l'acqua utilizzata per un pozzo tradizionale e' un millesimo di quella usata per lo scempio del gas/olio di scisto e per giunta che tonnellate di attitivi chimici velosissimi....ti posto l'elenco per la decima volta.....
Per quanto riguarda la storia dell'EIA o IEA non siamo tenuti a conoscere le sigle e siglette omatopeitiche ( sai cosa vuol dire spero) che ogni giorno vi inventate oltre oceano
tanto per fare un esempio tra il caos che regna tra queste due agenzie, gli interessati lettori diano una scorsa alle fantomatiche previsioni fatte dai due istituti...non concordano in nulla......
http://www.eia.gov/pressroom/present...d_04162012.pdf
noi europei non siamo tenuti a conoscere le agenzie "pubblicitarie" americane.......chi lavoro nei nostri meridiani puo' benessimo ignorare le vostre agenzie, ed io mi sono rifiutato di lavorare con americani.....quindi sto bene cosi'
Possiamo concludere che tutto il peggio che succede in Italia e' dovuto alle elites PD ed al vaticano?
Stupri, attentati, invasione, fallimenti, disoccupazione, emergenza sociale, denatalita',violenza verbale , suicidi, omicidi....


Ma lei non sa proprio un cacchio!!!! Basta millantare su, da bravino che poi si frega solo...![]()
La IEA non e' una "sigletta" americana, gnurent, e' la Agenzia INTERNAZIONALE dell' Energia (INTERNATIONAL Energy Agency), la EIA, e' invece un agenzia del governo USA....
Tenga va, pure la voce di Wikipedia in Italiano, cosi le e' pu; facile informarsi:
Agenzia internazionale dell'energia - Wikipedia
Basta arrampicamenti che oramai e' grandicello, basta millantare che si contraddice da solo, insomma, e' ora di finirla con el bagianate su, mi pare che lei abbia una certa eta', si comporti in tale misura.![]()
Globalizzazione..... si grazie.