Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 63

Discussione: La nuova macroregione

  1. #1
    Forumista senior
    Data Registrazione
    28 Jul 2012
    Messaggi
    1,197
     Likes dati
    7
     Like avuti
    53
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito La nuova macroregione

    Una Macroregione Adriatica con Marche, Abruzzo e Molise/ Commenta

    La proposta di legge del deputato pdl Tancredi: i vantaggi e gli svantaggi. Il capoluogo? L’Aquila



    PESCARA. Forse è stata l’istituzione delle Regioni negli anni Settanta a mettere nei guai i conti dello Stato. L’opinione è sempre più diffusa e surclassa quella secondo la quale si farebbe un buon servizio al debito pubblico eliminando le Province. Non parte da questioni di cassa il ragionamento del parlamentare del Pdl Paolo Tancredi che ha annunciato un progetto di legge per riunire Abruzzo, Marche e Molise in un’unica Macroregione adriatica con un solo consiglio regionale, un unico corpus di leggi, una sola sanità, un unico sistema per lo smaltimento dei rifiuti, un fronte unico per affrontare la questione delicata delle ricerche petrolifere in mare. Il capoluogo di questa maxi regione sarebbe L’Aquila.
    Riunire le tre regioni costiere (ma il discorso vale per altre macroregioni) equivale anche, secondo Tancredi, a costituire territori sufficientemente forti da reggere il confronto con le altre grandi regioni europee: la Baviera, la Catalogna, la Lombardia.
    In casi come questi è però giusto che i cittadini non lasciano la parola ai politici ma dicano la loro, come afferma anche la Costituzione che all’articolo 113 ammette progetti di fusione di regioni qualora vengano avallati da referendum popolari. Per questo i nostri lettori potranno intervenire per commentare la proposta scrivendo sul sito.








    Da soli non si cresce Con i nostri numeri è difficile competere in Europa con regioni come la Baviera, la Catalogna e la stessa Lombardia

    PESCARA Macroregione Adriatica. Forse non sarà questo il nome, ma è certamente questa l’espressione geografica individuata dalla proposta di legge che il deputato del Pdl Paolo Tancredi sta per presentare in Parlamento. Marche-Abruzzo-Molise insieme formerebbero una macroregione di 3milioni 200mila abitanti con un Pil di 75 miliardi. Numeri che cominciano a essere importanti, visto che il Pil della macroregione sarebbe superiore per esempio a quello di un paese come la Croazia (62 miliardi) che dal 1° luglio prossimo sarà il 28° Stato dell’Unione europea. L’accorpamento delle regioni secondo Tancredi sarebbe la vera riforma istituzionale, e non quella delle Province, che resta «una questione mediatica, sproporzionata», dice il deputato teramano. «L’enfasi per la loro abolizione è fuori portata rispetto all’efficienza che cerchiamo. Invece il vero inizio, la vera manovra dell’efficientamento istituzionale viene dall’accorpamento delle Regioni». È d’altronde un fatto, precisa Tancredi, «che la riforma del Titolo V della Costituzione, non completata con il federalismo fiscale, non ha raggiunto gli obiettivi voluti». Abbiamo ancora un sistema regionale «sproporzionato, inefficiente e costoso», dice Tancredi «e oggi costa molto di più un consigliere regionale che un intero consiglio provinciale. In più il consigliere regionale genera più inefficienza. Il fatto per esempio che il Molise abbia un’assemblea legislativa è una cosa senza senso, oltre al fatto di generare incongruenze normative». Per esempio «le leggi regionali incidono su materie importanti come il commercio, per cui se tu vai da Vasto a Foggia trovi tre normative commerciali diverse. Assurdo. Per questo dobbiamo andare verso le macroregioni. La mia», insiste Tancredi, «non è una proposta antifederalista, anzi: il mio è un federalismo convinto, perché il regionalismo non decolla proprio per la sproporzione delle regioni». Molte delle quali sono inadatte, dice il deputato, a presentarsi come interlocutori dell’Unione europea. «Come fanno regioni come Basilicata, Molise, Abruzzo a competere con colossi come la Baviera, la Catalogna, la stessa Lombardia?» Parte da qui la proposta della macroregione (non nuovissima, anche il Pd Abruzzese aveva cominciato a discuterne con il governatore della Regione Marche Spacca). «Abbiamo un’area omogenea medio adriatica con le stesse vocazioni territoriali», ragiona Tancredi, «e con una logistica che può essere integrata. Si tratta di un’area che insieme può raccogliere la sfida che viene lanciata dall’altra parte dell’Adriatico. Ma penso anche al problema dell’estrazione petrolifera in Adriatico, o del ciclo integrati dei rifiuti: abbiamo tanti argomenti che possiamo trattare in maniera unitaria, senza parlare del tema (più demagogico) del costo dei tre consigli regionali». L’iter per la proposta di legge è lungo. Dovrà passare per i consigli regionali (che vanno solo «sentiti») e poi dovrà trovare il suo completamento in una riforma dell’articolo 131 della Costituzione. «Per il momento cerchiamo di raccogliere consensi attorno alla proposta: ho già parlato con altri colleghi parlamentari di Marche e Molise». E quale sarà il capoluogo? «A me piacerebbe L'Aquila, ma non è una questione centrale: non vogliamo certo abolire la storia dell’Abruzzo o delle Marche o del Molise, vogliamo semplicemente creare un organismo istituzionale unico».



    Chiodi: "Siamo l'unica Regione che ha già ridotto le tasse anche alle imprese"


    2 Maggio 2013



    "L'Abruzzo ha cercato di fare la sua parte, siamo stati l'unica Regione d'Italia, e forse l'unica in Europa, ad aver ridotto la tassazione sia alle imprese che alle persone fisiche ". Lo afferma con orgoglio, il presidente della Regione Gianni Chiodi, che davanti alla platea riunita ieri a Vasto per il Congresso Regionale della Cisl Abruzzo, ha raccontato i risultati raggiunti, ancora una volta in anticipo, dal suo governo. Anche sul fronte del lavoro. Sicurezza e competitività dovrebbero essere i capisaldi di una ulteriore riforma del mercato del lavoro che lo porti al livello dei Paesi con cui ci troviamo a competere sul piano industriale.
    Non come quella del ministro Fornero – ha aggiunto Chiodi - che ha prodotto addirittura effetti opposti rispetto alla volontà del Governo Monti". L’Abruzzo ha cercato di agire diversamente, “abbiamo anche ridotto il nostro debito pubblico del 25% - ricorda ancora Chiodi - passando dai 4 miliardi di euro del 2008 agli attuali 3 miliardi di euro, attraverso la riduzione della spesa pubblica. E questo in un contesto internazionale in cui gli altri le tasse le mettono anziché toglierle".
    Una vera e propria terapia d'urto, attuata, non ha mancato di sottolineare Chiodi “anche grazie alla collaborazione ed all'impegno delle forse sindacali”. Così come sono state attuate riforme profonde come la riduzione dei costi della politica. “Non è un caso - ha proseguito il presidente - che l'Abruzzo sia la Regione che, per legge, non per autoreferenzialità, ha i costi della politica più bassi ai quali tutte le altre Regioni si devono adeguare. Inoltre, abbiamo eliminato i vitalizi, è stato ridotto il numero dei consiglieri regionali che passerà da 45 a 31 ed anche il numero degli assessori che, dagli attuali dieci, passerà a sei. Circostanza che implicherà anche l'automatica riduzione delle direzioni e quindi dei direttori".
    Ma Chiodi ha parlato a tutto tondo, anche delle cose che non vanno. Per esempio, la gestione del sistema idrico integrato per cui non ha risparmiato critiche soprattutto alla classe dirigente delle municipalità. "I sistemi idrici integrati sono stati gestiti in maniera così irresponsabile dagli azionisti degli Enti d'ambito e dal management di riferimento dei Comuni - ha lamentato Chiodi - che il sistema è vicino ad un potenziale default. Come Regione, non possiamo né ripianare i debiti perché ce lo impedisce la Commissione europea né tantomeno commissariare le società di gestione.
    Possiamo, però, chiedere agli Enti di gestione una seria assunzione di responsabilità". Poi, il presidente ha ricordato che, nella sanità, l'Abruzzo é tra le quattro Regioni in equilibrio finanziario e presto sarà nelle condizioni di diventare la nona Regione ad assicurare i Livelli Essenziali di assistenza. "A tal proposito - ha riconosciuto Chiodi - se è stato possibile raggiungere certi risultati e se si è vicini a nuovi importanti obiettivi, lo dobbiamo anche ad un sistema sindacale che in Abruzzo è all'avanguardia rispetto alle esigenze di cambiamento. Molto c'é da fare ancora sul fronte dell'integrazione socio-sanitaria mentre mi vede favorevole l'idea del patto generazionale che è stato già siglato con realtà come l'Abi e Federchimica".
    Infine, Chiodi ha portato notizie incoraggianti anche riguardo allo sviluppo infrastrutturale. "Prima che il Governo Monti concludesse il suo mandato - ha detto Chiodi - abbiamo firmato l'Accordo di Programma Quadro infrastrutturale per l'Abruzzo che illustreremo il 2 maggio prossimo in conferenza stampa. Tuttavia, la crescita legata allo sviluppo infrastrutturale produce effetti nel medio e lungo periodo. Per questo, in Abruzzo stiamo puntando molto sullo start up di impresa e crediamo anche che dalla creazione di una macro-regione Adriatica, insieme a Marche e Molise, possano derivare vantaggi non indifferenti per il nostro territorio. A tal proposito, - ha concluso - sosterremo con forza uno specifico disegno di legge presentato dall'onorevole Paolo Tancredi".











    Ultima modifica di Abruzzen; 04-05-13 alle 13:23

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    28 Jul 2012
    Messaggi
    1,197
     Likes dati
    7
     Like avuti
    53
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    Gianni Chiodi a Vasto: "Presentato
    disegno di legge per macroregione"


    Clicca per ingrandireGianni Chiodi
    Nella due giorni di incontri in corso presso l'Hotel Plaza di Vasto da ieri fino ad oggi, in occasione dell'11° congresso regionale della Cisl Abruzzo, alla presenza del leader nazionale del sindacato, Raffaele Bonanni, è intervenuto tra i tanti ospiti anche il presidente della Regione AbruzzoGianni Chiodi."Sulla macroregione adriatica la mia posizione è favorevole - ha dichiarato Chiodi - abbiamo presentato un disegno di legge che prevede la nascita di una macroregione con Marche, Abruzzo e Molise".
    Il governatore ha parlato dell'attuale situazione del paese: "Bisogna migliorare, ci devono pensare gli uomini di governo. E' un momento storico difficile, mai una classe dirigente politica e sindacale ha dovuto gestire una situazione così, con disoccupazione, rassegnazione e una serie enorme di privilegi corporativi che non hanno più senso di esistere, purtroppo c'è un conservatorismo molto forte".

    "C'è un'assunzione di responsabilità - ha detto il presidente - che viene anche dal mondo sindacale, del patto per lo sviluppo, sono cose che segnano momenti di probabile ottimismo rispetto a questa situazione di crisi, a patto che si capisca bene quali sono le ragioni, perchè adesso non si capiscono. Non basta a evocare al primo posto il lavoro, è uno slogan. Non basta nemmeno evocare rigore e sviluppo, si deve spiegare come".

    "Questa non è una crisi finanziaria - ha proseguito - che dipende dalla speculazione, dai titoli, anche i tedeschi hanno certi problemi, ma non vivono la nostra stessa situazione, eppure anche loro hanno dei processi speculativi. La nostra è una crisi strutturale e di competitività, del sistema industriale per il quale per decenni abbiamo sbagliato".

    Secondo il governatore ci sono delle possibili soluzioni: "Ogni giorno che passa le nostre imprese perdono quote di mercato internazionale e così facendo non assumono ma licenziano, tante sono le cause, ma la principale è che hanno costi più alti delle concorrenti straniere, oltre alle tasse, che vanno ridotte, come quelle sul lavoro. Noi siamo la nazione con le tasse più pesanti". Il suo auspicio è che si faccia la riforma del mercato del lavoro, per non essere meno al passo delle nazioni che devono fare la competizione con l'Italia, per mantenere occupazione, sicurezza e competitività, perchè la riforma Fornero ha prodotto i risultati opposti per Chiodi.

    E a proposito dell'Abruzzo: "E' l'unica regione in Italia e forse in Europa che ha ridotto le tasse, le addizionali regionali sulle imprese e sulle persone fisiche. Abbiamo abbassato il debito pubblico del 25%, eravamo la regione più indebitata nel 2008 con 4 miliardi di debito, oggi ne abbiamo 3. Siamo riusciti a ridurre la spesa pubblica, eravamo la più tassata d’Italia". Tutto anche in accordo con il sindacato che ha contribuito a ridurre debito, tasse e all'attuazione delle riforme.
    "Ma si deve fare di più - ha ribadito il presidente - dobbiamo attuarne altre, alcune sono state già fatte. Voglio ricordare che abbiamo i costi della politica più bassi, ai quali le altre regioni si devono adeguare, abbiamo ridotto i vitalizi, i consiglieri sono passati da 45 a 31 e per la prossima legislatura è già pronta legge, da 10 assessori si passerà a 6, mentre i dirigenti sono già diminuiti del 18%".

    "Noi siamo tra le quattro regioni italiane che assicurano livello essenziale sanitario. Una buona notizia è che è stato sottoscritto l'accordo quadro infrastrutturale per l’Abruzzo. La crescita dipende da uomini che rischiano, consumano, inventano, dobbiamo fare in maniera tale che questo paese torni a rischiare per questo investiamo in start up di impresa".




  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    28 Jul 2012
    Messaggi
    1,197
     Likes dati
    7
     Like avuti
    53
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    Per una Regione Medio Adriatica



    di Paolo Tancredi*


    14 Aprile 2013Dallo studio della Fondazione Agnelli che venti anni fa proponeva il dimezzamento delle Regioni italiane alle idee avanzate in tal senso dal ministro Patroni Griffi durante il Governo Monti, fino alla Relazione politica consegnata dai “saggi” al Presidente Napolitano, il tema dell’accorpamento su base volontaria delle Regioni italiane di piccole dimensioni riemerge periodicamente come una soluzione per garantire un governo più efficiente del territorio. Pubblichiamo un intervento dell’onorevole Paolo Tancredi (Pdl) che guarda a una sola regione adriatica che comprenda Marche, Abruzzo e Molise.



    Con la locuzione “medio Adriatico” ci si riferisce tradizionalmente alle zone costiere dell’Italia Centrale, Marche, Abruzzo, Molise e ai relativi campanili, Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti, Campobasso. Un’area che se dal punto di vista politico-amministrativo riuscisse a muoversi sinergicamente potrebbe facilmente competere con l’Alto Adriatico (Veneto ed Emilia Romagna) e con i Paesi dei Balcani.
    L’articolo 132 della Costituzione dice infatti che «si può con Legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse».
    Marche, Abruzzo e Molise, oggi contano oltre 3 milioni di abitanti, 680 Comuni su 24.500 chilometri quadrati. Fonderle in una sola regione significherebbe superare il nanismo tipico dell’impianto regionalistico italiano, offrire un approccio istituzionale più moderno ed efficace per la governance del territorio e stabilire una strategia comune di controllo pubblico delle trasformazioni territoriali.
    Sarebbe l’occasione per “ripensare le comunità”, valorizzando i distretti, riorganizzando le reti infrastrutturali urbane ed extra-urbane nel contesto della competizione globale, e recuperando quella identità adriatica che risale ai popoli italici insediati nel V e nel VI secolo a.C. tra Abruzzo e Molise, in parte del Lazio, delle Marche e dell’Umbria.
    Negli ultimi anni l’area adriatica ha vissuto profonde trasformazioni da un punto di vista produttivo e industriale, da una parte con l’emergere di alcune medie e grandi imprese divenute leader dei distretti, dall’altra con processi di delocalizzazione delle filiere di PMI che hanno avuto come conseguenza un saldo occupazionale negativo. Da qui bisogna partire guardando innanzitutto allo sviluppo delle reti infrastrutturali, alla connessione del sistema marittimo e portuale con quello su ferro e gomma.
    Concetto chiave è senza dubbio la intermodalità. L’ammodernamento del sistema ferroviario potrebbe essere favorito dall’utilizzo delle Società a guida regionale sussidiarie a Trenitalia, tenendo presente che oggi le Marche non hanno un vettore di trasporto passeggeri e commerciale, mentre l’Abruzzo sì; come pure andrebbe razionalizzato il sovraffollamento dell’offerta generato dalla vicinanza geografica dei piccoli scali aeroportuali nel medio Adriatico (Ancona, Forlì, Rimini, Perugia, Pescara).
    Il programma “Europe Interconnecting Facility”, per esempio, favorisce la mobilità e lo sviluppo delle reti di trasporti ed è proprio all’Europa che dobbiamo guardare per crescere. La recente costituzione della “Macro Regione Adriatica” va nella direzione di connettere Ancona e Pescara a Zara, Spalato e Dubrovnik, con l’obiettivo di modernizzare le strutture portuali, il mondo della pesca, le comunità marittime, il settore nautico, far espandere le città costiere e rafforzare il turismo. Eurobond e altri meccanismi di sostegno garantiti dalla UE devono servire a finanziare gli investimenti, attraverso l’emissione di titoli di debito europei o italiani concordati sulla base di un piano trasparente.
    La Regione medio Adriatica rappresenta infine un passo avanti nella politica delle relazioni internazionali italiana verso i Paesi dell’Europa Orientale, dopo i radicali cambiamenti seguiti alla fine della Guerra Fredda, al crollo dell’URSS e del regime socialista iugoslavo, ai conflitti balcanici degli anni Novanta. In questo contesto l’Italia adriatica può giocare un ruolo di Paese-Guida nei processi di avvicinamento e di cooperazione tra Europa e Balcani, grazie alla memoria storica sugli scambi, culturali ed economici, che sempre hanno caratterizzato le due sponde del nostro mare interno.
    * Deputato del Popolo della Libertà







    Ultima modifica di Abruzzen; 04-05-13 alle 13:25

  4. #4
    Bello e dannato
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    Parma - Milano Due - Roma Nord
    Messaggi
    17,464
     Likes dati
    2,606
     Like avuti
    4,809
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    "Macroregione", ovvero in concreto cosa vorrebbe dire?
    Che le regioni vengono accorpate?
    Che si crea un nuovo ente sovraregionale?
    L'arte di essere P.A.

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    26 May 2009
    Messaggi
    12,653
     Likes dati
    92
     Like avuti
    1,516
    Mentioned
    55 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    Talmente "macro" che pochi decenni fa il Molise e l'Abruzzo erano semplicemente una sola regione. In totale Marche+Ab.+Mol. poco più di 3 milioni di abitanti.

  6. #6
    La polizzzzia del webbbbe
    Data Registrazione
    14 Jun 2009
    Località
    La Terra di Mezzo
    Messaggi
    67,348
     Likes dati
    12,339
     Like avuti
    15,669
    Mentioned
    2534 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    A parte che già dare a L'Aquila la "reggenza" di una macro regione che VIVE soprattutto delle attività delle Marche e delle coste è cosa assurda. Una città che, oltre al problema del terremoto, soffre di una difficoltà evidente logistica. Pochi i mezzi per raggiungerla, solo autostradali in pratica, e quindi metterebbe in serie difficoltà tutti quegli imprenditori marchigiani (e sono tanti....) che dovrebbero avere i contatti politici\\amministrativi con la Regione costituenda.
    Inoltre...è una regione che sarebbe troppo mal distribuita per essere considerata macro regione. Necessiterebbe almeno l'inserimento di parte dell'Umbria (con la restante parte alla Toscana) e parte della provincia di Rieti.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  7. #7
    Socialdemocrazia Palmiana
    Data Registrazione
    14 Sep 2010
    Messaggi
    13,906
     Likes dati
    774
     Like avuti
    4,605
    Mentioned
    31 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    dubito che cittadini e amministratori marchigiani siano favorevoli
    Il coro del Bunga Bunga:
    Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
    Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
    Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore

  8. #8
    Liberale
    Data Registrazione
    19 Mar 2012
    Messaggi
    10,698
     Likes dati
    2,293
     Like avuti
    4,124
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    Citazione Originariamente Scritto da zlais Visualizza Messaggio
    dubito che cittadini e amministratori marchigiani siano favorevoli
    Considerando che le Marche hanno poco in comune con l'Abruzzo
    .
    Il vizio insito nel capitalismo è la ineguale distribuzione della ricchezza. La virtù insita nel socialismo è la uguale distribuzione della miseria.

  9. #9
    Pasdar
    Data Registrazione
    25 Sep 2004
    Località
    Padova
    Messaggi
    46,793
     Likes dati
    3,474
     Like avuti
    4,286
    Mentioned
    111 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    Citazione Originariamente Scritto da Maximilian Visualizza Messaggio
    Talmente "macro" che pochi decenni fa il Molise e l'Abruzzo erano semplicemente una sola regione. In totale Marche+Ab.+Mol. poco più di 3 milioni di abitanti.
    A maggior ragione si dovrebbero poter accorpare degli enti che hanno problematiche e territorio analoghi.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  10. #10
    Moderatore
    Data Registrazione
    09 Apr 2013
    Località
    Toscana - EU
    Messaggi
    7,434
     Likes dati
    2,183
     Like avuti
    1,744
    Mentioned
    106 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: La nuova macroregione

    Mi sembra una proposta poco valida, in cosa le tre regioni potrebbero unire le forze per proporsi in maniera più forte in Europa? Il Molise ci perderebbe i fondi di sviluppo e le Marche si vedrebbero associate a due regioni più deboli e maggiormente clientelari.

 

 
Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Macroregione, niente IMU
    Di MarinoBuia nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 09-03-13, 14:08
  2. Maroni e la Macroregione
    Di cantone_nordovest nel forum Padania!
    Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 24-09-12, 06:55
  3. La macroregione Napolitania
    Di Joseph Epomeo nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 17
    Ultimo Messaggio: 24-04-09, 11:25
  4. Macroregione
    Di lumen nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 12-09-05, 14:45
  5. Macroregione
    Di Mitteleuropeo nel forum Friuli-Venezia Giulia
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 24-11-03, 18:43

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito