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    Predefinito Il dodecalogo di Barca.

    Nell’addendum finale al suo lungo – 55 pagine – manifesto, Fabrizio Barca fissa in un dodecalogo quelli che dovrebbero essere i convincimenti del nuovo partito che lui disegna, una specie di carta dei valori fondamentali che qui proponiamo, estrapolata dall’intero documento.



    1. Il partito ha lo scopo di promuovere una società democratica giusta dove gli individui, indipendentemente dalle condizioni “di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (Cost. art 3), possano realizzare gli obiettivi ai quali danno valore nelle molteplici dimensioni della vita: dalla dignità sociale all’impegno per il bene comune, dal benessere fisico a quello intellettivo, dal lavoro alla relazione con gli altri e con la natura. A questo obiettivo deve essere sospinta l’azione dello Stato, rimuovendo “gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale” (Cost. Art 3).


    2. Alle persone lo Stato deve garantire i diritti e le libertà di ogni tipo, inclusa la libertà di resistere contro ogni potere che violi i diritti garantiti dalla Costituzione e la libertà da “interferenze arbitrarie” nella propria vita (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 12), anche da parte dello Stato stesso. Va altresì garantita parità nell’adempimento dei doveri di appartenenza alla comunità, inclusi quelli “inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale” (Cost. art.2) e quelli tributari, da fondare su “criteri di progressività” (Cost. Art. 53).


    3. Le “limitazioni di sovranità” (Cost. art. 11) connesse al progresso del progetto di Unione Europea, necessario per la pace e la giustizia del continente, devono accrescersi a misura della crescita dei diritti e dei doveri che l’Unione Europea garantisce ai cittadini italiani e di ogni Stato membro in quanto cittadini europei.


    4. Il coerente ripudio della guerra “come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (Cost. art. 11) e l’estensione oltre i confini nazionali dei doveri di solidarietà richiedono un impegno dello Stato, in un rapporto rafforzato con gli altri Stati membri dell’Unione Europea, per anticipare tensioni e fonti di conflitto, per scongiurare disegni geo-politici e militari costruiti su disinformazione e per sviluppare interventi di cooperazione internazionale efficaci e valutati in modo aperto.


    5. La tutela dell’ambiente, del paesaggio e del “patrimonio storico e artistico” e la promozione della cultura (Cost. art. 9) sono beni pubblici, richiedono un continuo intenso confronto fra visioni diverse che dia rilievo agli interessi di generazioni future che non possono ancora far valere le proprie convinzioni.


    6. La separazione fra capitale (materiale e immateriale) e lavoro è caratteristica costitutiva del capitalismo: il capitale è controllato da “imprenditori” che traggono dal controllo l’incentivo stesso a innovare; il lavoro è posto in condizione di svantaggio contrattuale da tale controllo. Per bilanciare questo squilibrio sono necessari liberi sindacati (Cost. art. 39) e altre forme organizzative, come la partecipazione dei lavoratori “alla gestione delle aziende” (Cost. art. 46). La tutela normativa di queste forme è necessaria per promuovere “le condizioni che rendano effettivo” il diritto al lavoro (Cost. art.4) con particolare attenzione alle donne (Cost. Art. 37).


    7. Mercato aperto, libera iniziativa privata e concorrenza costituiscono condizione per lo sviluppo. Lo Stato deve impegnarsi a produrre i beni pubblici che sono necessari al funzionamento del mercato (prima di tutto la salvaguardia della proprietà, una giustizia efficiente e la tutela della concorrenza, tanto più forte quanto maggiori sono gli ostacoli all’entrata) e tutti quei beni per i quali il controllo privato delle risorse è insufficiente o relativamente inefficiente. Appropriate politiche devono promuovere la piena occupazione del lavoro e il contrasto da fluttuazioni economiche.


    8. L’esistenza in determinati luoghi di trappole del sottosviluppo, con una persistente sottoutilizzazione delle risorse umane e materiali e la negazione di condizioni di pari opportunità, in genere dovuta alla consapevole scelta delle classi dirigenti di privilegiare interessi distributivi rispetto a interessi generali, va contrastata alterando gli equilibri economici e sociali esistenti e promuovendo innovazione.


    9. L’azione pubblica dello Stato è limitata da un deficit cognitivo, la conoscenza necessaria essendo dispersa fra una moltitudine di soggetti, dal rischio di cattura da parte di interessi particolari e dalla tensione che spesso esiste fra i diversi principi che la guidano. A governare questi limiti soccorre il metodo dello “sperimentalismo democratico” che, fissando quadri regolativi volutamente provvisori, li rivede poi attraverso un processo ricorsivo di verifica pubblica e aperta degli esiti negli specifici contesti. È compito del partito promuovere e animare questo metodo, sia incalzando lo Stato, sia selezionando classe dirigente che lo governi.


    10. Allo stesso metodo della verifica pubblica e aperta lo Stato deve ricorrere, in una società aperta a culture diverse e che voglia valorizzare le molteplici identità di ogni individuo, per affrontare temi etici attinenti le scelte di vita e di morte e i diritti legati alla convivenza. L’obiettivo è di ricercare di volta in volta, per l’intera società nazionale, soluzioni sulle quali esiste l’“accordo” di una parte prevalente della società, ossia in merito alle quali le argomentazioni contrarie siano superate da quelle a favore, essendo soddisfatti i requisiti della riflessione pubblica aperta all’esterno e le condizioni di imparzialità.


    11. Il conseguimento degli obiettivi di breve e medio termine dell’azione pubblica è favorito dal continuo confronto su visioni, anche alternative, di lungo periodo della società che, interpretando le innovazioni tecnologiche, organizzative e di comportamento sociale che continuamente si determinano, configurino possibili assetti della società più giusti, sostenibili e augurabili per le generazioni future.


    12. I partiti, frutto di libera associazione “per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (Cost. art. 49), sono i luoghi per la valutazione pubblica informata, accesa, aperta e ragionevole, necessaria a spronare lo Stato affinché individui e produca i beni pubblici necessari a dare corpo a tutti gli altri convincimenti. I partiti devono assicurare con strumenti cogenti la “disciplina e onore” (Cost. art 54) dei loro eletti, la selezione di questi per merito e capacità, e la loro condivisione delle condizioni comuni di vita dei cittadini che rappresentano.

    Il dodecalogo di Barca. In dodici punti la carta dei valori del partito pensato dal ministro della coesione territoriale | Partito Democratico

  2. #2
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    Predefinito Re: Il dodecalogo di Barca.


  3. #3
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    Predefinito Re: Il dodecalogo di Barca.

    Se si applicasse anche solo il dodicesimo punto metà dei problemi italiani verrebbero risolti.

 

 

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