"Fuoco di paglia" ... ho ben detto svariate volte . Tempo qualche mese ed il Grullone raggiungerà Vendolina nozze gaie
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Grillo, leader in ciabatte che affonda il suo partito
Ii comico è incapace di scegliere candidati di qualità e di gestire il successo. I sondaggi lo anticipano: il M5S è un fuoco di paglia
Vittorio Feltri - Gio, 16/05/2013 - 08:03
Se diamo retta ai sondaggi, non infallibili ma indicativi, dobbiamo prendere atto che il Movimento 5 stelle ha cominciato a scendere e non è più il primo partito italiano. Assestamento naturale verso il basso? Non credo.
Direi piuttosto effetto delusione dopo l'inattesa e sorprendente sbronza di voti del 25 febbraio. Gli elettori di Beppe Grillo (il procacciatore di suffragi è lui e soltanto lui, e il suo è un esercito di marmittoni) al responso delle urne esultarono. Ne avevano ben donde. Si aspettavano un futuro e anche un presente da protagonisti. Il Movimento - pensavano - detterà legge. Farà sentire il proprio peso nella formazione della maggioranza e del governo. Ne condizionerà il programma. Assisteremo a cambiamenti epocali.
Invece non è successo niente di tutto ciò, se si esclude l'esilarante negoziato di Pier Luigi Bersani. Il candidato premier piativa un appoggio ai pentastellati e questi sistematicamente rifiutavano di darglielo, creando così una situazione imbarazzante per il Pd e il suo leader. Il quale, dopo un paio di mesi spesi in tentativi patetici di corteggiamento, fallì la missione e fu costretto a dimettersi da segretario. Ecco, questa è stata l'impresa epica dei grillini: invece di far fuori Silvio Berlusconi e la sua elegante orchestra, hanno stecchito il numero uno dei progressisti.
Sorvoliamo sull'elezione del capo dello Stato, altro capolavoro d'insipienza politica da cui sono dipese la riconferma di Giorgio Napolitano al Quirinale e la nomina di Enrico Letta a presidente del Consiglio: sconfitte brucianti per Peppino Grillo da Genova. Il popolo «stellare» ci è rimasto male. Non ha capito le strategie né di Bersani né di Grillo, i quali nella scalata al potere (esecutivo) si sono annullati a vicenda obbligando il giovin (si fa per dire) Letta a intraprendere quella via delle «larghe intese» che fino a qualche settimana prima era considerata impraticabile da chiunque avesse in tasca la tessera del Pd, essendo stata indicata dal Cavaliere come la sola percorribile.
Ovvio che il M5S si sia alienato molte delle simpatie conquistate durante la scoppiettante campagna elettorale condotta dal proprio guru. Altri numerosi errori sono stati poi commessi dagli esordienti grillini. La composizione delle liste dei candidati al Parlamento si è rivelata alla prova dei fatti una catastrofe. I novelli senatori e deputati hanno mostrato un'imperizia sbalorditiva.
Grillo, leader in ciabatte che affonda il suo partito - IlGiornale.it







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