Qualcuno di voi è mai stato a Capri?
Ho visitato molti posti nel mondo, ma il fascino e la magia di quest'isola sono a mio avviso uniche.
Altra nota positiva: pieno di bellissime ragazze, in particolare molte russe.
Qualcuno di voi è mai stato a Capri?
Ho visitato molti posti nel mondo, ma il fascino e la magia di quest'isola sono a mio avviso uniche.
Altra nota positiva: pieno di bellissime ragazze, in particolare molte russe.


l'ho visitata più volte e non mi ha mai entusiasmato.
troppo limitata e limitante per i miei gusti ...... Ischia è molto più bella.
opinione personale.






Stampato dopo 85 anni «Come si seducono le donne», manuale scanzonato e maschilista di un protagonista dell' avanguardia europea
Marinetti: io, l' eros e il Futurismo
CONFRONTI Una filosofia audace che avrebbe fatto impallidire Casanova
Le donne? «La parte migliore dell' umanità». Parola di Filippo Tommaso Marinetti, che se ne intendeva. Tant' è che nel 1916, di ritorno dal fronte, scrive il pamphlet Come si seducono le donne. Un successo. Ma il volume, dopo la II edizione del 1918, non è più stato ristampato. Cosa, invece, che fa adesso Vallecchi. E' un libro scoppiettante, ironico, talvolta inverosimile, ma ricco di boutades, ammiccamenti, stravaganze, invenzioni. Per lo più la filosofia di Marinetti si basa sulla sua esperienza diretta. Che, a scorgere il tascabile, fa impallidire il pur celebre Casanova. A Mosca, per esempio, Marinetti conosce le mogli di due poeti («pallidi, gracili, occhi tremanti, mani incapaci di presa, voce acidula di capretti spaventati da un bombardamento») e ne seduce una. Perché la donna gli si concede?, si chiede l' inventore del Futurismo. Forse il coniuge-poeta «aveva per lei dei riguardi spirituali che soddisfacevano quotidianamente il suo amor proprio: raggiungerla a letto per leggerle dei versi, subito dopo il parto cerebrale, come si offre un marron glacè a una pantera. Forse anche discuteva a letto con lei dell' immortalità dell' anima». Ma, conclude Marinetti, «una donna lussuriosa ha bisogno di tanto in tanto di essere presa per un filosofo tedesco». Marinetti racconta, analizza, filosofeggia, suggerisce. Suggerisce persino come insinuare una mano per «una veloce e leggera carezza sulla curva dei seni». Il libro di un italiano «legato al gran pozzo di sensualità che si chiama Mediterraneo» parla di varietà, di strategie, della differenza fra un abitante dello Stivale, un francese, uno spagnolo o un nordico; dell' attrazione dei soldati («una donna senza la guerra è una rivoltella scarica», «amami pure guerrescamente e sinteticamente»); della velocità dell' amore (le donne viste come «stazioni ferroviarie»). Poteva, al volume di un futurista come Marinetti, mancare un capitolo dedicato a «la donna e la velocità-pericolo», tenendo conto che la velocità «turba e esalta tutti gli essere vivi, sviluppa in loro la curiosità esploratrice, lo spirito d' avventura e, smisuratamente, la vanità»? Certo che no. La velocità è un afrodisiaco. «Il monotono trac-trac-rrrrrrrr-trac-trac-rrrrrrrrrrrrrrrr dei cambiamenti di velocità, lo slancio cadenzato dei boschi che si scagliano senza fine tutti contro l' automobile, ma che in realtà se ne infissssschiano , i fienili che sembrano chiese, tutto questo mondo di illusioni, impregnato di assoluto, di inutile e di monotonia, consiglia brutalmente ai sensi femminili di godere minuziosamente le piccole realtà epidermiche». L' auto, ma anche il treno. «Un seduttore di razza, munito di una buona automobile può tentare la conquista di tutte le donne dell' universo. Io da molti anni ho come coadiuvatore efficace il treno», annota Marinetti, che nei vagoni trascorreva buona parte delle proprie giornate. E che proprio sulle rotaie, previa mancia al controllore perché se ne stesse alla larga, ha diverse avventure, «al ritmo furibondo della locomotiva Controllore sagace + treno direttissimo + notte d' agosto + assenza di viaggiatori nello scompartimento x seduttore = bellissima bolognese mangiata e bevuta». Sebastiano Grasso Una vita tra manifesti e letteratura 1876 Filippo Tommaso Marinetti nasce ad Alessandria d' Egitto. Trascorre la giovinezza a Parigi, dove si laurea alla Sorbona e pubblica, in francese, il poema «La conquista delle stelle» (1902), la raccolta di versi «Distruzione» (1904) e la tragedia «Re baldoria» (1905). 1905 Fonda la rivista «Poesia» dedicata a giovani «poeti incendiari» ancora sconosciuti. 1909 Il 20 febbraio esce sul quotidiano «Le Figaro» il primo «Manifesto sul Futurismo», dove si esalta il dinamismo, la velocità, i miti della macchina e della guerra. 1910 Esce «Mafarka il futurista». 1912 Pubblica il «Manifesto tecnico della letteratura futurista», dove indica gli strumenti espressivi per dare dinamicità al testo: rottura della sintassi, annullamento della punteggiatura, parole in libertà. Lo stesso anno esce «L' aeroplano del papa» e «La guerra di Tripoli» (esaltazione dell' impresa libica). 1915 Interventista, riunisce i suoi discorsi nel volume «Guerra, sola igiene del mondo» 1929 Viene nominato Accademico d' Italia. 1944 Muore a Bellagio.
Grasso Sebastiano