Io in se e per se non sono contrario all'utopia del mondo multirazziale,dove se io, caucasico italiano decido di andare a vivere in congo vengo accolto a braccia aperte,come se fossi un congolese...oppure lo stesso a parti invertite. un mondo dove si è tutti un tutt'uno senza differenze di nazionalità,classe sociale o colore della pelle.
il problema è che è appunto un'utopia,per lo meno in questo secolo.
E adesso non possiamo permetterci di inseguire quest'utopia...perchè le popolazioni occidentali sono vittime di una predazione dei propri beni e diritti da parte di una elite dominante composta da un gruppo di psicopatici (se preferite chiamarlo gombloddo fate pure,non mi offendo ). Pertanto accettare lo sfilacciamento dei tessuti culturali significa fare il gioco di queste elite che ha tutto l'interesse di una società multirazziale
- più persone disperate che vengono da contesti diversissimi e accettano condizioni lavorative inaccettabili per un europeo,contribuendo all'abbassamento dei salari e al peggioramento delle condizioni lavorative
- disfacimento di quel poco di identità nazionale e culturale che abbiamo,con quindi ancora minore forza di protesta e minori possibilità di fare un fronte comune per difenderci da quello che sta avvenendo
- senso di vergogna ingiustificato che l'italiano medio prova nel ricercare la propria felicità e il proprio benessere o cmq il non volersi vedere privato di quel poco che possiede quando accanto a se vedrà il povero immigrato che vive con altri 7 in un monolocale senza corrente elettrica e che lavora in nero sottopagato 14 ore al giorno.
In questo momento credo che gli italiani debbano pensare a se stessi e farsi rispettare. Poi un giorno,se saremo resistiti a questa mega truffa che viene fatta ai nostri ( e non solo nostri) danni,a quel punto potremo "permetterci" di inseguire la società multirazziale e multiculturale.




Rispondi Citando


