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    Predefinito Luci e policromie del Classicismo veneto: Giorgione e Tiziano

    Giorgione e Tiziano

    di Francesco Dallera

    Grande argomento, dibattuto da sempre, il rapporto fra Giorgione e Tiziano e la loro pittura, per la scarsitŕ di documenti del tempo, si presta al divertimento dell’interpretazione fantasiosa. Accavallando le loro vite professionali a Venezia per il primo decennio almeno del Cinquecento, hanno dato luogo a infinite dispute successive. Giorgione era di circa dieci anni piů vecchio, nato nel 1476. Della nascita di Tiziano non si conosce la data, si pensa sia fra l’88 e il ’90. Una sua lettera in cui si dice novantacinquenne nel 1571 (che porrebbe la nascita nel ’77), č ritenuta una civetteria per commuovere Filippo II, al quale chiedeva soldi per i dipinti non pagati.

    Tiziano č stato "giorgionesco" nei primi anni della sua attivitŕ di pittore: lo stile e gli ambienti sono molto simili e tutto lascia credere che il giovane Giorgione abbia influenzato il giovanissimo Tiziano. A parte l’incarico condiviso del Fondaco dei Tedeschi, non si sa in quali rapporti anche professionali fossero i due artisti. Alcune attribuzioni, come quella del Cristo portacroce alla Scuola di S. Rocco, sono giŕ controverse per i contemporanei, come risulta dai contradditori capitoli del Vasari, che nelle diverse edizioni delle Vite riferisce l’opera ora come di Giorgione, ora come di Tiziano.

    Altri problemi attributivi storici sono relativi alla Venere dormiente di Dresda e al Concerto campestre del Louvre, con diatribe pluridecennali fra critici che, secondo le propensioni di ciascuno, usano a volte un medesimo argomento stilistico per dimostrare esattamente l’opposto (Giorgione non sarebbe stato capace di un costrutto formale complesso come nel Concerto; Tiziano non aveva la poesia arcadica che emana dal Concerto; la donna nuda in primo piano ha la statuarietŕ tipica tizianesca; la donna nuda ricorda molto il frammento giorgionesco del Fondaco e ha l’inconfondibile espressione degli sguardi di Giorgione)

    D’altra parte diversi dipinti, sulla base dell’analisi stilistica, possono essere in discussione: alcune Madonne inclusa quella del Prado, il Tramonto con il cavaliere e il drago, lo stesso Noli me tangere, se non ci fossero testimonianze o documenti orientativi. Lo stile, l’atmosfera campestre, la delicatezza calda del colore e la morbidezza del disegno erano comuni, e sembrano una caratteristica innovativa di Giorgione emulata con altrettanta capacitŕ e qualitŕ da Tiziano.


    Giorgione/Tiziano (opera probabilmente iniziata dall'uno e conclusa dall'altro), Concerto campestre (1510 circa)

    Tiziano si differenzia piů avanti per modi vigorosi, con colore pieno e costruzione solida, atmosfere meno ovattate; e poi ancora, nell’ultimo periodo, in un sintetico e moderno colore terroso e giallastro. Nei quadri sicuramente di Tiziano del primo periodo, cioč della fase "giorgionesca", L'Amore sacro e l’Amor profano (Roma) e Le tre etŕ dell’Uomo di Edimburgo, la sola differenza, affidata alla sensibilitŕ dell’osservatore e dunque discutibile, č una minor concessione al sentimento negli sguardi, un tono meno sognante. Tiziano incapace di sognare, dicono i tifosi di Giorgione; Giorgione incline a un sentimentalismo edulcorato, dicono i detrattori. Per distinguere Giorgione, che muore trentaquattrenne nel 1510, dal Tiziano fino al 1515, i documenti dell’epoca o le cronache appena successive, come le note del Michiel, o le biografie del Vasari, sono la sola guida, insieme alla decifrazione – soggettiva e sempre opinabile – dell’espressione dei volti o delle pose. E persino sulle opere documentate (la Venere descritta dal Michiel), l’attribuzione č stata per anni contestata.

    Una fonte di curiositŕ č il complesso di edifici rurali che appare identico in tutti i dettagli (aggiungendo o togliendo la punta della casa o un torrione) nella Venere di Dresda, nel Noli me tangere e nell’Amor sacro e profano. Si potrebbe argomentare, visto che Michiel ci dice che il "paese" della Venere fu "finito" da Tiziano e gli altri due dipinti sono senz’altro di Tiziano, che sia lui l’ideatore di questo gruppo di paesaggio. Ma sembra semplicistico; ed č altrettanto verosimile che, lavorando sulla tela di Giorgione, per terminarla o modificarla, sia stato affascinato da quel blocco di case e l’abbia ripreso in altri dipinti, tanto piů che edifici rassomiglianti sono rappresentati anche in precedenti opere di Giorgione.

    Contro l’opinione di qualche critico illustre, tutto lascia credere che Giorgione, nonostante la giovane etŕ, sia stato molto influente sui contemporanei (anche sul vecchio Bellini, che ne acquisisce i contorni sfuocati nelle opere tarde), per la sua personalitŕ poetica che traduceva in pittura le idee di intellettuali come Bembo e Sannazzaro. Tiziano, nella prima fase del suo percorso artistico, lo ha inevitabilmente seguito: da grande quale giŕ era, lo ha fatto a un livello di qualitŕ altissimo, cosě che spesso i due pittori non sono distinguibili. Poi, evolvendo e maturando, ha sviluppato maggiormente i suoi tratti peculiari: colore saturo, realismo, concretezza che sta lontana da ogni languore, fino alla fase senile, sintetica e cruda, di colore scarno e quasi monocorde sull’ocra e marrone.

    GIORGIONE E TIZIANO
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 26-05-13 alle 00:11
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  2. #2
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    Predefinito Re: Luci e policromie del Classicismo veneto: Giorgione e Tiziano


    Giorgione, La Vecchia (1506 circa)
    Immagine tratta dal sito Wikimedia Upload

    Per secoli ufficialmente ed erroneamente attribuito al veneziano Francesco Torbido, nonostante innumerevoli indizi storici e stilistici rinviassero a Giorgione (potrebbe perfino trattarsi della madre), questo bellissimo ritratto coglie ed evidenzia i tumultuosi effetti che lo scorrere del tempo (evocato anche dalla parola) provoca nell'essere umano: la decadenza fisica, che trasfigura corpo e lineamenti, ma anche la maturata saggezza.

    Determinante per trasmettere tale messaggio l'uso corposo delle tinte, passate e sovrapposte sulla tela senza alcun vincolo di schema preesistente. E' il morbido, pastoso, profondo e moderno effetto del "Tonalismo", il grande contributo di Giorgione alla storia dell'Arte.

    L'opera potrebbe esser stata vista da Michelangelo, che forse ne trasse ispirazione per le Sibille della Cappella Sistina.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 26-05-13 alle 02:54
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  3. #3
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    Predefinito Re: Luci e policromie del Classicismo veneto: Giorgione e Tiziano


    Giorgione, La Tempesta (data incerta; comunque, primo decennio del Cinquecento)
    Immagine tratta dal sito Wikimedia Upload

    Fiumi di inchiostro sono stati versati... per scrivere, probabilmente, un mucchio di sciocchezze.

    Non che Giorgione disdegnasse velare simbolismi e allegorie, tutt'altro... ma forse il messaggio si percepisce piů ammirando la bellezza soave e inquietante della composizione che proponendo tesi cervellotiche e bislacche.

    La tempesta si avvicina, un fulmine squarcia il cielo sullo sfondo... giŕ tremano le foglie degli alberi e sembra di percepire il profumo della pioggia in arrivo... un uomo dal sorriso strano, beffardo, osserva una donna che allatta...

    Esami radiografici hanno dimostrato che, in corso di esecuzione, piů volte l'Artista apportň modifiche all'impianto dell'opera.
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    Predefinito Re: Luci e policromie del Classicismo veneto: Giorgione e Tiziano


    Giorgione/Tiziano, Venere dormiente o Venere di Dresda (1507-1512 circa)
    Immagine tratta dal sito Wikimedia Upload

    Opera probabilmente commissionata con intenti autocelebrativi dalla famiglia Marcello (che si vantava discendere dalla Gens Iulia), fu esempio e modello per altri pittori contemporanei inaugurando la serie delle "Veneri venete"...

    Nel 1510 Giorgione, ad appena 33 anni, fu ucciso dalla peste mentre il dipinto era in corso di esecuzione... č probabile che avesse giŕ realizzato la figura che, languida e sensuale, incarna i canoni estetici dell'artista... Fu dunque portato a compimento da Tiziano, al quale si devono lo sfondo e il tessuto sul quale la divinitŕ poggia.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 31-05-13 alle 23:02
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  5. #5
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    Predefinito Re: Luci e policromie del Classicismo veneto: Giorgione e Tiziano

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