L'aveva auspicato
In un intervento pubblicato sul suo blog l'ex comico si schiera contro i «maestrini dalla penna rossa» che dopo le comunali hanno criticato il movimento. E punta il dito contro il giurista, cui allude come a «un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo di rifondare la sinistra». Rodotà preferisce non replicare.Il Sole 24 Ore - leggi su Grillo attacca Rodotà: ottuagenario miracolato dalla Rete. Il giurista: non commento, non è nel mio stile - Il Sole 24 ORE
sarà accontentato?
Di che cosa si tratta? Di un’idea che galleggia in Parlamento da settimane. Un embrione di progetto su cui una sere di deputati e senatori di Sel, del Pd e del Movimento 5 Stelle, stanno ragionando per cercare di capire se esista un modo vero per rimettere in contatto le esigenze e la voglia di cambiamento di un popolo di sinistra che non riesce più a riconoscersi nella propria classe dirigente. Quelli a pensare all’autoconservazione. Loro - una platea di milioni di elettori insoddisfatti - da vent’anni disperatamente alla ricerca di quella visione solidale, condivisa e forte che proprio Rodotà sembrerebbe incarnare. E con lui Salvatore Settis. E Fabrizio Barca. Elite del progressismo democratico. Una sorta di criptonite per Superman Grillo, che da un lato ha lanciato la sua opa ostile agli elettori del Pd che vuole iglobare e dall’altro non sopporta più i suoi parlamentari «dialoganti» - e dunque eretici - che si moltiplicano all’interno del Palazzo disattendendo la linea calata dall’alto e rifiutando il sacro metodo («Voi non potete occuparvi di strategie politiche»). A cominciare da Adriano Zaccagnini che commentando il post del suo (ex?) Caro Leader, ha spiegato: «Voglio dare la mia piena solidarietà al Professor Rodotà per il modo in cui è stato apostrofato. Contro di lui si è mossa la macchina del fango. È un grande costituzionalista e deve essere trattato con rispetto». Un modo eroico per mettere la testa sulla ghigliottina? Forse. Ma la pattuglia di chi è affascinato dalle sue teorie si allarga. «Beppe non vuole un Movimento così ampio come è risultato alle politiche, Vuole contare su una falange di fedelissimi», chiosa Zaccagnini. Il contrario di quello che sostiene la ultraortodossa Laura Castelli. «Rodotà ha creduto alla macchina del fango che si è mossa contro di noi. Dovrebbe frequentarci di più».
La Stampa - Grillo in battaglia per bloccare le sirene del dialogo a sinistra




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