







Solo la persona stessa in base a propri canoni esistenziali può decidere se la propria vita sia degna o meno di essere vissuta.
Per qualcuno vivere in condizione di tetraplegia è accettabile. Molto bene, in questo caso braccia aperte ed un sorriso. Massima sostegno.
Ma per qualcun'altro, la condizione di tetraplegia NON è accettabile. E nessuno si può mettere al suo posto.


E chi saresti tu, per andare contro il Fato ed il volere degli Dei?
L'esempio più vicino che abbiamo, di una società Pagana che deve fare i conti con la contemporaneità, ovvero l'Induista, ci dice che Eutanasia... NEIN!
BBC - Religion & Ethics - Euthanasia
Non confondiamo il Relativismo (è giusto ciò che secondo me è giusto) con cose come gli studi filosofico-religiosi , che poco centrano.
Preferisco di no.


Credo che parlando di paganesimo si riferisse ad esempi come questo, oltre alle testimonianze di vita offerte da conclamati relativisti dediti ai piaceri sul genere di Catone l'Uticense.
"La vita non sempre va conservata: il bene, infatti, non consiste nel vivere, ma nel vivere bene. Perciò, il saggio vivrà quanto deve, non quanto può. Osserverà dove gli toccherà vivere, con chi, in che modo e che cosa dovrà fare. Egli bada sempre alla qualità della vita, non alla lunghezza. Se gli capitano molte avversità che turbano la sua serenità, se ne va: e non soltanto in condizioni di estrema necessità, ma non appena comincia a dubitare del favore della sorte, considera attentamente se sia il caso di farla finita. Ritiene che non abbia importanza por fine alla vita o accettarne la fine, che essa avvenga presto o tardi: non la teme come se fosse un grave danno; l'acqua che cade goccia a goccia non può causare a nessuno grandi perdite. Non importa morire presto o tardi, importa morire bene o male; morire bene significa sfuggire al pericolo di vivere male. Pertanto, giudico effeminatissimo il detto di quel famoso rodiese che, gettato dal tiranno in una gabbia e nutrito come una fiera, a chi gli consigliava di astenersi dal cibo, rispose: 'Finché c'è vita, c'è speranza'." (Seneca)


L'autorità - ossia la Chiesa Cattolica - ha 'deciso' - divinamente assistita dalla massima autorità, ossia lo Spirito Santo, terza persona della Santissima Trinità - che l'eutanasia è un peccato mortale contro il dono che il Supremo ed Unico Sovrano dell'Universo ha benevolmente concesso ad ogni singolo uomo presente sulla Terra.
Cosa facevano i Re temporali di fronte a chi rifiutava con sgarbo e mancanza di rispetto un dono fatto ad un proprio sottoposto nonchè suddito?
Mi sovviene solo il nome del boia e non aggiungo altro.
Ebbene, il Re dei Re credi che non la faccia pagare a chi manca a lui di rispetto in tal modo?
In ciò sta la sua bontà e la sua giustizia.




.........mi riferisco oltre che al paganesimo europeo anche a quello nipponico : nonostante l'età odierna il suicidio è comune e non stgmatizzato a livello popolare.
Il Giappone è famoso in questo.


Seneca è sempre interessante.
Ma quella proiettabilmente come Stoica è una società che nel suo naturale sviluppo, deve fare i conti con l'Individualismo e l'Ateismo, l'assenza di Ordine Gerarchico.
Motivi per i quali subirono persecuzioni. Da li "gattivi gristiani?". No. Da Nerone e Domiziano. Di certo non tacciabili di FiloCristiaeria assortita o di prendere ordini dal Vaticano.
Preferisco di no.