







dimentichi la differenza fra vita innocente e vita non innocente che è il discrimine fra l'uccisione di una persona in coma e di un disertore.
E a parte questo, se proprio ci tenete, dite a chi di dovere di portare il malato in casa e una volta lì ognuno decida come vuole.
Ultima modifica di Giò; 16-08-09 alle 13:29


La mia era un'osservazione tra la distanza esistente tra principio e applicazione pratica del medesimo, dato che a noi tocca sempre fare i conti con le applicazioni.
chi firma un testamento biologico è destinato a vedere applicata la propria volontà, senza possibilità di ripensamenti. Più responsabilizzante di così si muore (haha!).Il discorso che io ponevo è semplicemente un altro.
Per quanto ogni persona possa avervi un parere diverso in merito, uccidere è un atto di responsabilità personale, nei suoi eventuali meriti e nelle sue eventuali responsabilità.
Deresponsabilizzare ulteriormente l'individuo ovvero liberarlo da ogni dovere e responsabilità vuol dire deumanizzarlo completamente. E' una libertà, quella da se stessi e dai propri doveri di appartenente ad una comunità, ben più schiavizzante di una prigione.




Già col dettaglio che è impossibile prendere una decisione ponderata nel momento in cui si parla di una eventualità imprevedibile e dove soprattutto, vi può essere un ripensamento last minute di cui tener conto...
Mai sentito delle problematiche che già accadono coi testamenti notarili in cui vi possono essere (e vi sono) discordanze riguardanti più scritture del medesimo soggetto?
Preferisco di no.




Già non dimentichiamo gli interessi economici in ballo...
Dopo il famoso caso di Terry Schiavo, appositamente mondovisionizzato le assicurazioni sanitarie in america, hanno risparmiato fantastiliardi di dollari giacchè in molti, ovviamente sloganizzati televisivamente, hanno scelto prassi di non rianimazione o eutanasiche estremamente ferree e contro la scienza stessa.
Che poi le lobby sanitarie in america coincidano con quelle massmediatiche è solo una coincidenza, eh...
Preferisco di no.

