La resa dei conti
M5S, oggi il voto su Adele Gambaro
Una giornata cruciale per la storia delle 5 Stelle. Si vota sulla senatrice dissidente: il M5S potrebbe spaccarsi. E Grillo "abdicare"
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Lunedì 17 giugno. Una giornata che potrebbe entrare nella breve storia del Movimento 5 Stelle. Una storia che ha conosciuto momenti di esaltazione come alle ultime elezioni e picchi di disperazione, come quello in cui si trovano ora immersi i pentastellati. Si decide sul destino della dissidente Adele Gambaro: alle 18 si stabilirà se iniziare l'iter per la sua espulsione. Il reato è quello di "lesa maestà": la senatrice si è permessa di criticare il grande capo Beppe Grillo. Sul suo destino si pronuncerà l'assemblea congiunta di deputati e senatori che si svolgerà in una blindatissima sala di Montecitorio (i giornalisti, tanto per intendersi, verranno fermati a due piani di distanza; nelle ultime ore, però, si sta facendo strada l'idea di trasmettere la riunione in streaming).
Gli scenari - Se per la Gambaro si profilasse l'espulsione, è cosa nota, il Movimento potrebbe spaccarsi: nonostante le smentite di rito c'è una fitta pattuglia di parlamentari pronta ad abbandonare le Cinque Stelle se ci fosse un nuovo atto di forza di Grillo e del suo cerchio magico.
Se, al contrario, la Gambaro venisse salvata, di fatto verrebbe sconfessato Grillo, che ne ha chiesto la cacciata a gran voce. Comunque vada, insomma, per il M5S sarà una giornata cruciale. Una giornata che scriverà la storia del Movimento. Beppe, se fosse messo in minoranza, potrebbe anche abbandonare la sua creatura.
Le posizioni - In un contesto esplosivo, però, nel Movimento c'è chi getta acqua sul fuoco e tenta un'ultima mediazione. Ci prova per esempio Maurizio Buccarella, vicepresidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama: "Non so se si arriverà mai a una votazione sulla Gambaro - spiega -. Noi senatori la incontreremo prima dell'assemblea per scambiare quattro chiacchiere e capire il suo punto di vista, poi ci sarà la riunione congiunta".
Buccarella aggiunge: "Se la collega crede a ciò che ha detto dovrebbe dimettersi". Però spiega anche che "l'espulsione comporterebbe ulteriori problemi. Passeremmo sulle graticole per i soliti discorsi sulla democrazia interna". Poi c'è invece chi, come Tommaso Currò, non ha il minimo dubbio e si pone in netta contrapposizione con Grillo: "Voterò per Adele, contro di lei sono stati usati toni assurdi. Mi auguro che nessuno venga espuilso".
Settimana di passione - La situazione, nel M5S, è molto fluida. La settimana che ha preceduto questo lunedì è stata convulsa. Prima l'assemblea in cui sono state lette le dichiarazioni poco gradite rilasciate alla stampa dai parlamentari grillini. Poi, martedì, l'elezione del nuovo capogruppo al Senato, Nicola Morra, su cui di fatto i pentastellati si sono divisi: ortodossi contro dialoganti, come sempre, o quasi. Quindi, nella stessa giornata, le dichiarazioni-bomba della Gambaro e, a cascata, gli incontri, le dichiarazioni e le prese di posizione sulla senatrice dissidente. Il weekend è stato interlocutorio: la quiete prima della tempesta.
Una quiete "spezzata" solo dal nuovo attacco di Grillo alla stampa, che "fa schifo", perché il quotidiano La Stampa ha scritto un lungo articolo sulla possibile scissione, smentita però dai diretti interessati di cui venivano fatti nomi e cognomi.
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