di Filippo Facci
Dichiarazione di Antonio Di Pietro: «Quelli che, rinviati a giudizio, non si sospendono, vengono buttati fuori dal partito; e chi ha la fedina sporca manco si candida».
La dichiarazione è di martedì scorso, ma la riportiamo solo oggi perché è da martedì scorso che ridiamo.
Cioè: la vedete questa pagina?
L'elenco degli indagati e dei condannati che sono stati regolarmente candidati nell'Italia dei valori, a livello locale o nazionale, in questa pagina non ci starebbe.
Si potrebbe cominciare da quella volta che Di Pietro, ad Amantea, in Calabria, fece due comizi con un personaggio già allora indagato per brogli elettorali e condannato per abuso, poi riarrestato con l'accusa di aver ricevuto aiuti elettorali dalla ’ndrangheta, dunque in attesa di giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.
Di Pietro non era informato: cose che capitano.
Ma l'elenco, appunto, è lunghissimo e ogni giorno se ne scopre una nuova. Per dire: qui a Ponza, da dove scriviamo, sindaco dell'isola fu a lungo Antonio Balzano, condannato a due anni e mezzo per danneggiamento, inquinamento ambientale e peculato; è stato inoltre condannato dalla Corte dei conti e detronizzato da sindaco perché amministratore di una società in affari col Comune.
Perfetto: secondo voi in quale partito ha ultimamente trovato accoglienza e candidature?
sul IlGiornale.it - Le ultime notizie, attualità, politica, economia, meteo del 15 08 09
saluti




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