Presa la banda dei predoni della notte Colpi in tutta la provincia: svaligiavano case, negozi e bar. Il capo era un romeno, ruolo chiave di una badante

Trenta colpi, in abitazioni, in negozi e in bar. Furti nel cuore della notte ma pure nel pomeriggio con i proprietari delle abitazioni in casa o mentre non c’era nessuno. Otto stranieri, poco più che ragazzi, diventati dei “predoni della notte” pronti a rubare di tutto: dai soldi ai gioielli, dai capi di abbigliamento a generi alimentari. Tutti e otto sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Mestre. Quattro devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata ai furti. Agli altri quattro viene contestato il concorso nello stesso reato. A capo del gruppo il romeno Petru Vasile Ene, 27 anni, residente a Spinea. Era lui a decidere quali colpi fare e quando farli. Sua principale alleata era la badante moldava Olga Dodi, di 24 anni, residente a Mira. Lei forniva le informazioni sulle abitazioni private dove lavorava assistendo anziani. Altre informazioni le raccoglieva dalle amiche. Inoltre quando forniva le “dritte” spiegava anche gli orari quando era più utile colpire. Infatti sapeva quando le persone erano a letto.

Ai blitz partecipavano oltre al romeno Mihai Gunea, 20 anni, residente a Padova, nella stessa città del Santo abita anche Grigore Bunescu, stessa età e l’altro principali complice. Questi sono i cinque maggiori responsabili dei trenta furti contestati, per loro contestato il reato di associazione per delinquere. Quando il romeno individuava gli obiettivi entravano in azione i due complici moldavi e a volte altri loro connazionali. Sul posto arrivavano con le loro auto che però lasciavano lontano dagli obiettivi. Mentre due facevano da palo nei pressi degli obiettivi gli altri due entravano in azione. Quando era necessario utilizzavano un flessibile per aprire slot machine nei bar o casseforti a muro. Non temevano gli impianti antifurto in quanto contavano sulla loro velocità di azione. Certi colpi hanno fruttato anche trentamila euro. Quando i carabinieri del maggiore Carmelo Graci hanno individuato i primi appartenenti del gruppo hanno iniziato a seguire le loro auto con un sistema gps. Ai controlli e ai pedinamenti di notte ha partecipato anche il capitano Enrico Risottino che alcune volte si è trovato a tu per tu con i banditi senza che loro se ne accorgessero. Diversi anche i colpi sventati dai carabinieri che hanno fatto intervenire pattuglie in divisa davanti agli obiettivi scelti dal gruppo. Di volta in volta si aggregavano ai quattro altri moldavi. Si tratta di Adrian Mocanu, 22 anni, residente al Lido di Venezia. Assieme a lui colpiva in particolare Igor Iaconi, 23 anni e Tudor Monteanu, (21) residenti a Santa Maria di Sala. Infine un altro che lavorava a “chiamata” era Valeriu Schiopu, 22 anni, residente al Lido.

I “predoni della notte”, considerato che non faticavano molto a guadagnarsi da vivere, spendevano tutto quello che mettevano assieme dalla vendita della refurtiva messa assieme durante i furti. Riuscivano a spendere, in quattro, anche 3.500 euro la settimana.

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