Quelli che avete odiato, quelli che avete amato, quelli che...


Quelli che avete odiato, quelli che avete amato, quelli che...


Nessuno amato. Odiato forse è eccessivo, ma in genere non mi piacevano i manuali di storia perché li trovavo fatti male e soprattutto partigiani di una certa concezione politica. E poi io amo la Storia, quindi erano sempre "poco".


A me viene in mente in particolare un libro di narrativa dell medie, che raccontava il viaggio di una famiglia su una chiatta lungo un fiume europeo, mi pare fosse il Danubio. Dovrei provare a ricercarlo su google, non mi ricordo neanche il titolo... Da allora mi è rimasta un po' la passione per la letteratura di viaggio.
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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Non ho particolari ricordi dei miei libri di scuola, e nemmeno li trovavo così schierati come dice Carter, ma abbiamo probabilmente studiato su libri diversi.
I testi della letteratura italiana erano rigorosamente filtrati da Mario Pazzaglia, a meno che non si parlasse della Commedia, dell’Orlando Furioso (l’unico che mi ha appassionato) o dei Promessi Sposi.
Più che libri mi sono rimasti impressi due insegnanti, per come affrontavano le materie. Il primo (in ordine di tempo) è stato il supplente di italiano e latino in quarta ginnasio. Si è presentato il primo giorno con in mano un giradischi, e ci ha fatto ascoltare “l’uomo dal fiore in bocca”. Prima tutto intero, poi ha iniziato a riprendere i vari passaggi, evidenziando le tematiche e le parole con cui venivano rese, per far capire l’importanza dell’espressione. Il secondo è stato il professore di latino e greco al liceo, per la passione che comunicava quando traduceva e commentava i testi della letteratura. Beh, forse a scuola mi accontentavo di poco. E tra parentesi la mia strada successiva è stata tutt’altra.


Io ho frequentato ragioneria, probabilmente il liceo ha un approccio un po' diverso![]()








The British Way Of Life di Bernardo Freddi Minerva Italica
Bergamo Bari Firenze Messina Milano roma
Ristampa: maggio 1976
Mi piaceva molto questo libro!
Step by Step To Commercial English di alessandro Polo
Canova
Storia A. Camera R. Fabietti
Volume secondo con documenti
dal Riformismo settecentesco alla rivoluzione nazionale
Zanichelli editore Bologna


I miei libri di scuola me li ricordo quasi tutti molto bene, dato che ho sempre avuto un'ottima memoria visiva. Mi ricordo il primo libro di lettura della prima elementare che di intitolava "Spigolando" e a metà anno scolastico era già abbastanza squinternato, per cui mio padre che era un fanatico dei libri ben tenuti, me lo aveva fatto rilegare con una copertina di cartoncino dirissimo, che pero aveva conservato l'illustrazione di copertina. Mi piaceva tanto quel libro, aveva tante spighe disegnate e io mi immaginavo che anziché gialle, fossero d'oro...
Poi mi ricordo con grande piacere l'antologia delle medie. La mia si chianava "le Pleiadi" è il libro su cui ho passato tanti pomeriggi ad imparare un numero esorbitante di poesie a memoria, come allora era normale. La mia insegnante di lettere poi era fissata con le poesie mandate a memoria e io me le ricordo ancora quasi tutte: I sonetti del Foscolo e i Sepolcri, quasi integralmente, il "Cinque maggio" , il "marzo1921" , il primo e il secondo coro dell'Adelchi di Manzoni, e poi tante poesie di Pascoli e di Carducci, tutte belle... La mia preferita era, ed è ancora,"Amore di terra lontana", la storia del poeta provenzale Jaufré Rudel che si innamora, senza averla mai vista, di Melisenda, contessa di Tripoli per la fama della sua bellezza e che sentendosi morire, s'imbarca per andare a conoscerla prima della fine... Le ultime due strofe sono quelle che mi colpivano più di tutte:
‒ Contessa, che è mai la vita?
È l’ombra d’un sogno fuggente.
La favola breve è finita,
Il vero immortale è l’amor.
Aprite le braccia al dolente.
Vi aspetto al novissimo bando.
Ed or, Melisenda, accomando
A un bacio lo spirto che muor. ‒
La donna su ’l pallido amante
Chinossi recandolo al seno,
Tre volte la bocca tremante
Co ’l bacio d’amore baciò,
E il sole da ’l cielo sereno
Calando ridente ne l’onda
L’effusa di lei chioma bionda
Su ’l morto poeta irraggiò.
A tredici anni l'amore era davvero un sogno poetico!
Poi mi ricordo il mio libro di storia del liceo, il cui autore era il famoso storico Giorgio Spini. di formazione non cattolica, ma protestante, che aveva una visione della storia poco convenzionale per allora, come il mio bravissimo professore che l'aveva scelto, evidentememnte. In particolare mi ricordo che in terza liceo scientifico ero rimasta indietro di qualche capitolo e dovevo essere interrogata prima della fine del trimestre, ma mi ero ridotta agli ultimi tre giorni nei quali avevo oltre una cinquantina di di pagine da studiare Mi rimase impressa sopratutto la guerra dei trent'anni (1618-1648, me lo ricorderò fino alla morte!), periodo piuttosto complicato dell storioa europea, che cominciava con la "defenestrazione di Praga" e finiva con la pace di Westfalia e studiai tanto e tanto che ricordo ancora le illustrazioni che costellavano le pagine di quel particolare capitolo. E poi ricordo la storia della letteratura in tre volumi di Natalino Sapegno, autore di una chiarezza assoluta, sui cui testi era facilissimo studiare. Mi ricordo che le copertine erano bianche con i titoli in azzurro chiaro, su copertine leggere, che si strapazzava facilmente e che io tenevo come un oracolo... Credo che siano ancora in qualche angolo della mia biblioteca.
Ultima modifica di Xenia888; 11-06-15 alle 01:27
Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
(Umberto Eco)