Ho amato "Storia e storiografia" di Desideri, che purtroppo abbiamo adottato solo in quinta liceo. Finalmente un libro di storia con cui non ci si limitava a memorizzare nomi e date (tipo il Camera-Fabietti)... Una boccata d'aria fresca, all'epoca.


Ho amato "Storia e storiografia" di Desideri, che purtroppo abbiamo adottato solo in quinta liceo. Finalmente un libro di storia con cui non ci si limitava a memorizzare nomi e date (tipo il Camera-Fabietti)... Una boccata d'aria fresca, all'epoca.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Ancora conservo il testo di storia della filosofia, l'Abbagnano-Fornero. Ho passato tre anni molto piacevoli con quei libri, e comunque sono utili per avere almeno un prontuario. Tengo anche l'antologia e il manuale di storia della letteratura latina, è scritto molto bene e ogni tanto mi piace ripescarlo dal cassettone e mettermi a leggerlo. Ovviamente figuriamoci se mi ricordo l'autore, mentre il testo di letteratura (italiana) era Leggere il mondo, di Segre-Martignoni. Conservato anche questo, in ventordici volumi.
Altri ricordi che spiccano dalle nebbie del passato non ce ne sono, se non per una generale sopportazione dei vari manuali di storia (il Giardina, scritto proprio male, con il senno di poi) e un odio duraturo per tutto il resto.
Ultima modifica di Defender; 11-06-15 alle 08:43 Motivo: Correzione ortografica.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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La tua ignoanza in matematica credo che vada a braccetto con la mia...
Nei primi anni delle superiori Avevo due libri di algebra di Averna, fitti di esercizi con equazioni che non tornavano MAI, per quanto io ce la mettessi tutta.. Una situaziione molto frustrante! Ma la cosa buffa è che quando stavo dietro ai compiti di mio figlio che invariabilmente diceva: "L'espressione non torna, c' è un errore di stampa del libro!", sperando così di cavarsela in quel modo... Ci provavo io e a me tornavano SEMPRE... Perché quando andavo a scuola io, non mi succedeva mai? Non l'ho mai capito.
Quando poi si trattò di affrontare la trigonometria peggio ancora... Francamente non ci ho mai capito niente, anche perché non avevo nessun interesse ad imparare, dato che non ho mai capito a cosa servisse. Però a proposito della matematica devo dire che ho sempre avuto pessimi insegnanti, che non avevano voglia di insegnare che se non avevi proprio il bernoccolo per la materia non ti stimolavano per niente. Mentre ho avuto buoni insegnanti di materie letterarie e di lingue, per la matematica no.
Il prof delle superiori interrogava sempre due o tre brave e basta. In classe c'erano un sacco di insufficienze. Alla fine dell'anno l'insegnante ci dava un paio di compiti che lui derfiniva "speciali", ovvero facili facili, per poterci dare a quasi tutti uno stiracchiato sei... E questo era il suo modo di andare avanti! Una cosa veramente assurda... Io me la cavavo anche perché avevo volti alti nelle altre materie, ma non ho imparato un accidenti... Non che avessi ambizioni di diventare ingegnere, ma nonostante la mia ripulsa per la matematica, sono sicura che se avessi avuto insegnati migliori qualcosa avrei combinato anch'io...
Ultima modifica di Xenia888; 11-06-15 alle 11:01
Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
(Umberto Eco)


Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
(Umberto Eco)




Eh.... lo so... Che vogliamo farci?
Però, dai.. qualcosa col tempo s'impara...
A volte penso che il troppo sentimentalismo inculcatoci prima di tutto dalla nostre madri e da una concezione idealistica dell'amore ci abbia condizionate in senso negativo per troppo tempo, rendendoci fracile preda di illusoirie tradizioni: troppe favole, troppi romanzi, troppi film a lieto fine... Il principe azzurro, spesso è di tutt'altro colore... e sta a noi non essere daltoniche!Anche se credochefacendo tesoro delle esperienze deludenti alla fine si riesce a trovare l'uomo giusto.
Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
(Umberto Eco)


Ultima modifica di Hatshepsut; 11-06-15 alle 19:01
La morte significava ben poco per me. Era l'ultimo scherzo in una serie di pessimi scherzi. Charles Bukowski
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Eccerto che faccio sul serio! se no gli errori a che servono?Se non stai attenta i romanticismo spesso è porta con sé un'illusione... Perché non si può mai essere certi che l'altra persona sia come noi la pensiamo, e condivida in toto i nostri sentimenti, che però spesso diventano "sentimentalismo" (cioè quando il troppo stroppia) e in questi casi, è così che si va a rischio di grosse delusioni. Il romanticismo può essere una trappola formidabile se ci abbandoniamo troppo.
E normale in età molto giovanile cedere al sentimento incondizionatamente, senza pensarci troppo, ma... col tempo si impara a "dosarsi meglio".
Io almeno la penso così, per esperienza personale. In amore c'è sempre uno/a che ama un po' do meno e quello e colui/colei che vince il certame senza mai soccombere... Facciamo in modo che non sia sempre lo stesso ad avere le pive nel sacco... Io ho imparato!...
Credo che la tradizione di due millenni di cristianesimo e altrettanti di educazione sociale di un'etica che voleva le donne sempre accoglienti e sottomesse, abbiano lasciato un segno negativo nell'educazione sentimentale femminile che anche le nostre madri ci hanno impartito, senza rendersi conto che ci raccontavano troppe favole...
Non ho una figlia femmina e non so se sarei stata all'altezza, ma so che avrei cercato di "svegliarla" un po' in merito ai rapporti fra i due sessi... Ad esempio non darei per scontato che l'amore sia la scusante per tollerare qualunque cosa. Forse noi donne, prima di voler bene al partner dovremmo imparare a volere più bene a noi stesse. Se ne giovano anche i raapporti amorosi, credimi!
Non bisogna mai farsi ricattare dalla stupidità altrui.
(Umberto Eco)