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    Predefinito Disarmate la setta con la toga prima che sia troppo tardi

    Strano , molto strano , eppure questo articolo di Marcello Veneziani sino a ieri sera compariva in 1^ pagina del forum ed ora sparito nel nulla . Forse perchè le verità scottano , non si vuole che si sappia che abbiamo una setta di toghe rosse che fa il bello è cattivo tempo nella nostra povera Italia devastata dal marciume comunista .

    Disarmate la setta con la toga prima che sia troppo tardi

    Le toghe possono disporre a piacimento di Stati, governi e cittadini. E rispondono solo a loro stesse

    Marcello Veneziani - Mer, 26/06/2013 - 17:25

    Ho paura della magistratura. Ho paura del potere esclusivo e assoluto di cui essi dispongono e che può decidere le sorti di un popolo, di un governo, di uno Stato, di un partito oltre che di singoli cittadini, ridotti a loro sudditi.



    Quando cadono i principi fondamentali di una civiltà, quando si respinge ogni verità oggettiva, e non c'è più una morale condivisa, una religione rispettata, un comune amor patrio a cui rispondere, allora l'unico criterio supremo che stabilisce i confini del bene e del male e le relative sanzioni è la Legge. In teoria, la legge è un argine al male. Ma in una società relativista che non crede più in niente, chi amministra la Legge, chi decide e sentenzia in suo nome, dispone di un potere assoluto, irrevocabile e autonomo che spaventa. Risponde solo a se stesso, in quanto è la stessa magistratura a interpretare la legge. L'unica differenza che c'è tra il potere dei magistrati e il potere degli ayatollah è che questi decidono e agiscono nel nome di una religione millenaria, radicata e largamente condivisa dal popolo su cui esercitano la loro autorità. I magistrati, invece, sono la voce e il bastone di una setta che dispone del monopolio della forza, cioè il potere di revocare libertà, diritti e proprietà secondo la loro indiscutibile interpretazione della Legge. I confini tra le prove e gli indizi vengono superati a loro illimitata discrezione, e così quelli tra testimoni e imputati, se i primi non confermano i dettami del magistrato; le garanzie e i diritti elementari non contano rispetto ai loro responsi sovrani e non contano nemmeno gli effetti pubblici, politici, economici, che essi producono con le loro sciagurate sentenze. Possono sfasciare imprese e perfino economie nazionali, governi, alleanze, partiti, famiglie e persone. È possibile, ad esempio, che l'uso delle intercettazioni sia lecito in alcuni casi e illecito in altri, sono loro a stabilire i confini, così le intercettazioni a volte sono la base su cui fondare i processi e le gogne mediatiche, a volte sono esse stesse il capo d'accusa in altri processi. L'arbitrio nel nome della Legge è il peggiore degli arbitri perché è ammantato di oggettività e di obbligatorietà, non è sottoposto a nessun vincolo se non la legge da loro stessi interpretata e amministrata. Talvolta il dispotismo giudiziario viene esteso ad altri enti, come le agenzie delle entrate quando possono usare poteri enormi in materia di controllo, sanzione, pignoramenti e interessi di mora. Gli effetti anche in quel caso sono devastanti.
    Non credo che i magistrati siano una specie malefica, quasi un'etnia feroce e una razza padrona. Sono nella media. Così come non credo che le agenzie di prelievo siano guidate da vampiri malvagi. Il problema è che se in una società incarognita e nichilista come la nostra che ha perso i confini del bene e del male, dove tutto è soggettivo e ognuno si stabilisce le regole di vita, dai a qualcuno un potere smisurato, l'abuso di potere è pressoché inevitabile. È questo che rende particolarmente efferata e nefasta la loro azione al riparo da chiunque contesti la facoltà, il metodo e il merito delle loro decisioni. Un politico, pur con tutti i privilegi che gode, alla fine risponde a qualcuno del suo operato: ai propri elettori, ai magistrati stessi, è in conflitto e in competizione con altri politici, deve dar conto a istituzioni internazionali. La magistratura no, il suo stesso organo di autogoverno è in realtà un organo di autodifesa e di autolegittimazione nel nome sacrosanto della sua autonomia e del Dettame a cui si richiama per esercitare il suo potere. Ma la magistratura non solo non risponde all'interno della stessa giustizia, ma non risponde nemmeno fuori dal suo ambito, neanche se mette a repentaglio la vita, la salute e la sicurezza dei popoli, degli Stati e degli assetti istituzionali. Negata la ragion di Stato, viene cancellata la norma suprema della civiltà giuridica romana secondo cui salus rei publicae suprema lex est; la magistratura non tiene conto della priorità assoluta che è la salute della Repubblica e dei suoi cittadini. Si legittima da sé, si nutre dei suoi giudizi e dispone delle forze dell'ordine per far applicare le sue sentenze. Il precedente storico, si sa, furono i tribunali giacobini del Terrore.
    A questo punto le soluzioni che restano sono due: uno è che gli altri poteri, esecutivo e legislativo, e il supremo garante dello Stato, vale a dire il Capo dello Stato, intervengano per modificare, frenare e bilanciare questo potere assoluto con i suoi abusi nefasti. L'altra soluzione è la rivoluzione, cioè la sospensione dello status quo e dei suoi canoni, la disobbedienza civile e il mutamento radicale. La rivoluzione dal basso si chiama ribellione, insurrezione, guerra partigiana; la rivoluzione dall'alto si chiama colpo di Stato. Ma in entrambe le forme la rivoluzione è un'arma pericolosa, a doppio taglio, che di solito produce più danni di quanti ne riesca a rimediare e propizia l'avvento di una dittatura. Però quando un potere eccede e straripa, e agisce come se fosse legibus soluto, ossia sciolto da ogni vincolo di legge, giacché della legge l'unico interprete autorizzato è esso stesso che ne abusa, si espone ed espone la società a quel rischio tremendo. Disarmate i magistrati che abusano del loro potere e disinnescate gli ordigni che stanno seminando. O si rimedia o nasce un mostro, anarchico in basso e dispotico in alto. Il problema, a questo punto, non è più Berlusconi. Sono loro.
    Postilla reticente. Sulla sentenza di lunedì a Milano esprimo un grande omissis. Sono troppe le cose che vorrei dire ma non posso dire. Non potendo esprimere in verità e in libertà le cose che penso, mi limito a notare una cosa. Se il perno di un «sistema prostitutivo», come essi scrivono, è lo sfruttamento, in questa vicenda l'unico sfruttato accertato - da donnine e donnacce, da cortigiani e papponi, da avvocati, giornalisti e inquisitori - è Silvio Berlusconi. Tutti ne hanno tratto in modi diversi profitto e nessuno lamenta un danno subito da lui. A eccezione del condannato stesso. Berlusconi paga la presunta puttanata ben sette volte: in soldi, in salute, in reputazione, in consenso, in governo, e ora in sede penale e pure civile.
    segue a pagina 7
    di Marcello Veneziani

    Disarmate la setta con la toga prima che sia troppo tardi - IlGiornale.it
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  2. #2
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    Predefinito Re: Disarmate la setta con la toga prima che sia troppo tardi

    Concordo totalmente con la visione di Veneziani. La sentenza era già scritta, ecco perché ci hanno messo SOLO un paio d'anni...Caspita! Sono così celeri nei confronti di Silvio! Mentre per qualche assassino addirittura ritardano a stabilire la data per il processo o perdono i fascicoli...
    Purtroppo nessun politico ha davvero il CORAGGIO di cambiare le cose. La Casta è troppo forte.
    VOTO AL 100% SALVINI! VIVA LA LEGA! PRESENTE SU SOLO TWITTER @LisadaCa

  3. #3
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    Predefinito Re: Disarmate la setta con la toga prima che sia troppo tardi

    è già troppo tardi...
    I am sorry if I non speak very well l'itagliano, but lo capiscio motto bene.
    Datemi pure del clown pagliaccia, a voi è consentito...

  4. #4
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    Predefinito Re: Disarmate la setta con la toga prima che sia troppo tardi

    Citazione Originariamente Scritto da LisaCa Visualizza Messaggio
    Concordo totalmente con la visione di Veneziani. La sentenza era già scritta, ecco perché ci hanno messo SOLO un paio d'anni...Caspita! Sono così celeri nei confronti di Silvio! Mentre per qualche assassino addirittura ritardano a stabilire la data per il processo o perdono i fascicoli...
    Purtroppo nessun politico ha davvero il CORAGGIO di cambiare le cose. La Casta è troppo forte.
    Non v'è bisogno da andare molto lontano per capire quanto questi giudici farlocchi siano "imparziali" . Abbiamo sotto gli occhi in questi giorni della prescrizione del comunista Penati (braccio destro del gargamella) accusato dello stesso reato del Berlusca : "Concussione" ... e tanto basta per capire ... per chi ovviamente vuol capire .
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  5. #5
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    Predefinito Re: Disarmate la setta con la toga prima che sia troppo tardi

    Due pesi e due misure , stesso reato ma due giudizi differenti . Ovviamente dipende dalle procure , quella dei Robespierre di Milano non fa sconti a nessuno .... sarà forse per quello ? Vorrei pensare che la procura di Monza sia più imparziale di quella milanese . Fosse così quest'ultima andrebbe "allucchettata"

    Il "Sistema Sesto"
    Penati, prescritto il reato di concussione. Ma il processo va avanti

    L'ex presidente Ds della Provincia di Milano "salvo" sul processo per le tangenti sull'ex area Falck. A giugno alla sbarra per la Milano-Serravalle

    22/05/2013







    Il Tribunale di Monza ha dichiarato prescritto il reato di concussione contestato a Filippo Penati in relazione a un presunto giro di tangenti legato alla riqualificazione delle aree Ercole Marelli e Falck di Sesto San Giovanni (Milano). Il processo, però, continua in quanto l'ex presidente della Provincia di Milano resta imputato per le accuse di corruzione legata alla gestione della società autostradale Milano Serravalle, acquisita dalla Provincia di Milano, e di finanziamento illecito ai partiti.
    Penati è sotto processo insieme a Antonino Princiotta, allora segretario generale della Provincia di Milano: entrambi avevano chiesto di essere giudicati con rito immediato (saltando l'udienza preliminare), mentre gli altri indagati in questa stessa inchiesta hanno scelto il rito ordinario e per sette di loro (più la società Codelfa come persona giuridica) il processo inizierà nel giugno prossimo.



    Penati, prescritto il reato di concussione. Ma il processo va avanti - penati, sesto san giovanni, tangenti penati, penati concussione, penati prescrizione, processo penati, sistema sesto, milano serravalle, codelfa, princiotta - Libero Quotidiano
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  6. #6
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    Predefinito Re: Disarmate la setta con la toga prima che sia troppo tardi

    Citazione Originariamente Scritto da LisaCa Visualizza Messaggio
    Concordo totalmente con la visione di Veneziani.
    La sentenza era già scritta, ecco perché ci hanno messo SOLO un paio d'anni...Caspita! Sono così celeri nei confronti di Silvio! Mentre per qualche assassino addirittura ritardano a stabilire la data per il processo o perdono i fascicoli...
    Purtroppo nessun politico ha davvero il CORAGGIO di cambiare le cose. La Casta è troppo forte
    .
    Anche io: specie su questo.


    Se il perno di un «sistema prostitutivo», come essi scrivono, è lo sfruttamento, in questa vicenda l'unico sfruttato accertato - da donnine e donnacce, da cortigiani e papponi, da avvocati, giornalisti e inquisitori - è Silvio Berlusconi.

    Come appena affermato da De Gregorio a Napoli, il "vostro" è l'uomo più ricattabile del mondo.
    Uno stracàzzo di "lìder" vi siete scelti.

 

 

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