Edmond, cara Heidi si fa tante domande , come tutti noi, che sarà dopo? Ha paura della sofferenza, più morale che fisica. Siamo in grado di soffrire prima che la morte arrivi ?
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Edmond, cara Heidi si fa tante domande , come tutti noi, che sarà dopo? Ha paura della sofferenza, più morale che fisica. Siamo in grado di soffrire prima che la morte arrivi ?
E' una domanda che molti di noi ci facciamo, se il dolore è psicologico e morale, bisogna combatterlo, se è fisico riusciamo ad accettarlo e a combatterlo?
Farsi delle domande su ciò che non conosciamo è normale, anzi mi meraviglia chi vive, così, alla giornata, un po' superficialmente, senza mai interrogarsi sui grandi misteri.
Purtroppo non è facile rispondere, si possono solo formulare delle ipotesi o delle convinzioni personali.
In questo ci deve aiutare la fede e la speranza.
Io penso che Dio parla ad ognuno di noi, nel proprio intimo, basta saperLo ascoltare ed è proprio così che troviamo le giuste indicazioni.
Vedo che hai già letto tutto Heidi , siamo d'accordo su molte cose, cara amica, :)
Il discorso sul dolore è molto difficile da affrontare, perchè noi, che non siamo solo spirito, siamo incatenati dalla carne, che ci procura appunto la sofferenza.
Non è facile conviverci e pensare che può essere il viatico per migliorarci.
E' virtù di pochi riuscire ad accettare le proprie pene, offrendole a Dio!
Ecco dunque la ragione alla base della domanda.
il ricco non fa laddove la coscienza avrebbe dovuto suggerirgli di fare.
Così compie il male.
Il male consiste nel mancato aiuto a bisognoso che si traduce in un danno per il secondo. Il dovere morale coscientemente esercitato dal ricco avrebbe evitato la sofferenza inflitta al povero dalla condotta indifferente del primo.
Non evitare un danno equivale a cagionarlo.
Ma l'indifferenza, il difetto di sensibilità del ricco, è causa della negazione della salvezza?
Dunque, il ricco simboleggia l'egoismo che solo tardivamente comprende il senso reale della "omissione" di soccorso.
Merita dunque la pena eterna oppure la sua condotta, benchè esecrabile, osservata in rapporto alla eternità della sofferenza potrebbe essere mitigata da un Giudizio meno severo?
Quante volte ci capita, durante il giorno, lungo i nostri percorsi cittadini, di incontrare Lazzaro che chiede l'elemosina al semaforo e noi, magari seccati perchè importunati, o indifferenti perchè assorbiti dalle nostre preoccupazioni, fingiamo di non vederlo?
Siamo noi il ricco Epulone meritevole delle fiamme dell'inferno?
Dunque CHI SI SALVERÀ?
Concorso con Heidi su tutta la linea, in particolare con il pensiero.in grassetto sottolineato.
Secondo me ognuno di noi ospita una scintilla di Dio nella propria coscienza.
E sarà proprio quel Divino Testimone che, al momento del trapasso, rivelerà il bene ed il male compiuto.