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  1. #2031
    Lumbard
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    ISPRA,PESTICIDI NEL 64% DELLE ACQUE DI FIUMI E LAGHI

    Ultimissime Ansa.

    Come sono buoni quelli di Ispra!

    Tutta manna per Veronesi & C.


    Ispra, pesticidi nel 64% delle acque di fiumi e laghi. Glifosato nel cocktail - Acqua - ANSA.it

    guardando le cartine e, in parte, leggendo l'articolo sembra che lazio, campania, basilicata, calafrica, umbria e quasi tutta la toscana... siano completamente pulite


  2. #2032
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #2033
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Vegas e le banche fallite: 'Rischi sui bond erano chiari'

    <img src="/webimages/img_210x145/2016/5/9/c20d5a1e9662eb203cfc5ba23e596154.jpg" alt="Giuseppe Vegas (ANSA)" class="img-rf" width="210" height="145" />Economia.Per il presidente della Consob, comunque, il prospetto comunque è un documento troppo lungo e complesso. E annuncia una consultazione




    Banca Etruria, cabina di regia per piazzare le obbligazioni

    Toscana.Perquisizioni della guardia di finanza per la ricerca della documentazione riguardante il collocamento sul mercato finanziario delle obbligazioni subordinate
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #2034
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    "Messa alla gogna dalla élite pro gay"
    La Dem Eleonora Cimbro criticata per un post contro l’utero in affitto
    «È assurdo definire violenta l’immagine di una donna che allatta al seno il proprio bambino. Sono violenti forse i dipinti della Madonna che allatta Gesù?». Eleonora Cimbro, deputata della minoranza Dem messa alla gogna dall’ala laicista del Pd, passa al contrattacco. A scatenare l’ennesima bufera alla vigilia della fiducia alla Camera sulle unioni civili è un post su Facebook della stessa Cimbro, attaccata dal gruppo Diritti democratici per aver pubblicato un commento contrario all’utero in affitto corredato da una foto che la ritrae mentre allatta il suo bimbo. «Io continuo a credere - scrive la Cimbro - che il legame che si crea tra una mamma e il suo bambino nella vita prenatale sia fortissimo e che nessuna mamma volontariamente doni il proprio figlio ad altri per altruismo. E che questo legame duri tutta la vita». Parole condivise da molte donne e uomini in Italia e in Europa ma che per Diritti democratici rispecchiano una posizione «violenta» e «discriminatoria». Accusa, questa, sostenuta anche da Monica Cirinnà, autrice del Ddl sulle unioni civili e sostenitrice della stepchild adoption, poi stralciata. A difendere la Cimbro ci pensano le donne «libere» di «Se Non Ora Quando», che in una lettera aperta chiedono a Renzi di censurare pubblicamente l’attacco.
    Onorevole Cimbro, possibile che l’immagine di una donna che allatta al seno il proprio bambino sia violenta?
    «Non me l’aspettavo, quella è un’immagine splendida. Hanno strumentalizzato quella foto per portare avanti la battaglia a favore dell’utero in affitto. Io volevo solo esprimere un concetto basilare: nella vita prenatale si instaura un rapporto fortissimo tra madre e bimbo che prosegue anche dopo, a partire dall’allattamento. Invece c’è stata una reazione violenta».
    Che conclusioni ne trae?
    «Guardi, in Consiglio d’Europa il Pse si è spaccato ma alla fine i voti del Pd sono stati decisivi per respingere la relazione De Sutter sulla maternità surrogata. Censurando il mio post si sono dati la zappa sui piedi: hanno dimostrato quel che da mesi cercano di nascondere, ossia che esiste una relazione tra la stepchild adoption e l’utero in affitto. E io sono contraria alla maternità surrogata: ho avuto quattro gravidanze, conosco il rapporto tra una madre e il bimbo. Nella vita prenatale parli col bambino, lo senti muoversi. Nessuna donna porterebbe con sé nove mesi suo figlio per poi darlo a un’altra coppia a meno che non sia obbligata dalle circostanze».
    Eppure nel Pd non tutti la pensano come lei.
    «Guardi, io non sono renziana e dopo la sconfitta di Bersani e Cuperlo non sono salita sul carro del vincitore. Ma qui ormai siamo alla messa al bando di chi la pensa diversamente. La minoranza accusa Renzi di questo ma sulla maternità surrogata si comporta allo stesso modo. Il Pd dovrebbe difendere i più deboli, non solo alcuni. Mentre considero giusto il dibattito sul referendum perché c’è in gioco il futuro democratico dell’Italia, non capisco come la battaglia ideologica sulla stepchild adoption possa contribuire a far fare al Paese un salto in avanti. Penso che una materia del genere dovrebbe davvero essere sottoposta a referendum. Dovremmo occuparci di difendere la famiglia, le madri che non lavorano e che non trovano posto negli asili nido comunali. Invece sembra che esista una élite che vuole influenzare il Parlamento su questi temi. E aggiungo: non è un problema solo italiano, certe spinte di gruppi minoritari ma molto influenti influenzando tutta Europa, anche i Paesi dove le norme per l’adozione sono molto più larghe. La maternità surrogata dilaga perché l’obiettivo non è adottare, ma avere figli propri e magari sceglierli su un catalogo. È un vero atto di egoismo, anche perché la maternità non è un diritto. E vorrei aggiungere una cosa...».
    Prego.
    «Tutti noi, parlamentari e cittadini, siamo stati vittime di una narrazione diversa dalla realtà fatta dalle varie Cirinnà e Marzano. Ci hanno fatto credere che si faceva tutto questo per difendere bambini rimasti orfani, che non avevano nessuno al mondo. Non è proprio così».
    Alcuni partiti di maggioranza vorrebbero che l’utero in affitto praticato all’estero fosse perseguito come reato in Italia. È d’accordo?
    «Credo serva una convenzione internazionale che lo vieti in tutto il mondo. È una battaglia culturale. L’utero in affitto è peggio della prostituzione, porta allo sfruttamento delle donne. Qui invece c’è chi parla come la Marzano di autodeterminazione della donna. Ma che significa? Il mercato risponde a una legge diversa dall’etica».
    "Messa alla gogna dalla élite pro gay" - Politica - iltempo

  5. #2035
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #2036
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    IL NICHILISMO SIA CON VOI
    (ma senza il nostro spirito)
    E alla fine arrivò l’infamily day.
    Ora le prossime tappe già annunciate sono lo ius soli, la stepchild adoption e l’eutanasia. È questo il piano vita&famiglia del governo di madre ignota, nel senso che non è stato partorito dopo una democratica fecondazione delle urne (madre ignota si abbreviava all'anagrafe con m.ignota da cui il romanesco fiio de mignotta).
    Non un vero problema è stato risolto o efficacemente affrontato da Renzi &c. E allora come risarcimento mediatico e ideologico al politically correct e alla sinistra tradita sui suoi temi tradizionali, si punta a demolire la famiglia, la comunità e il legame sociale.
    Non una legge a tutela di milioni di famiglie, in compenso una legge per qualche centinaio di coppie gay che vogliono sposarsi.
    Ed è grottesco vedere gli stessi sacerdoti del politically correct che insorsero indignati quando il ministro Alfano intimava al sindaco Marino (pronto a celebrare le nozze gay anche se la legge lo vietava) di rispettare la legge vigente, ora, a parti invertite, sono pronti a denunciare come eversore un sindaco che si dichiarasse obiettore di coscienza, rifiutando di applicare una legge che parifica il matrimonio sancito dalla Costituzione, dalla vita e dalla tradizione, alle unioni gay.
    Penoso il conformismo dei media (non a caso queste cose non si possono scrivere da nessuna parte, i giornaloni sono tutti allineati) penosa l'ala liberal di Forza Italia che prende voti “famigliari” e conservatori e poi li traduce in voti al servizio dei progressisti; penosi i moderati che spostano di continuo l’asticella dei cedimenti; oggi dicono unioni gay si, adozioni no; la prossima diranno: vada per le adozioni ma non per l’eutanasia.
    Penoso il silenzio della Chiesa, anzi del suo loquacissimo presidente (detto in gergo religioso papa).
    Il nichilismo sia con tutti voi, ma senza il nostro spirito.
    ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...: L?infamy day

    La parodia del diritto
    Piero Vassallo
    Ridotta al lumicino, la filosofia dei lumi si è rovesciata nel vespasiano, sede coatta/adatta alla natura capovolta da sodomia democratica. La marsigliese si è rovesciata nella canzone dei gomorriti e dei sodomiti.
    La ragione degli italiani, pur umiliata e fratta dal pensiero anglo-francese, e stordita dai liberatori americani (a proposito dei quali Curzio Malaparte affermava “i pederasti hanno vinto la seconda guerra mondiale”) resisteva coraggiosamente alla disastrosa intenzione delle sedicenti avanguardie democratiche, in lotta dura contro la natura. Ieri il vespasiano degli specialisti ha schizzato le sue infette acque sopra una maggioranza parlamentare costituita da traditori cattolici, progressisti, ex comunisti, liberali e berlusconiani di risulta. Da tale unione una legge che offende e capovolge il diritto naturale. Una legge che sarebbe disonesto rispettare.
    Il gongolante, spocchioso sorriso stampato sulla faccia cavallina di Elena Boschi non esprime la felicità del popolo ma il trionfo di un'oligarchia in guerra contro la tradizione e il buon senso.
    D'altra parte, l'astensione massiccia degli elettori – inequivocabile e abituale segnale della sfiducia e del disprezzo verso la surreale classe politicante – abbassa la maggioranza degli eletti al rango di figura del quartino, immagine disprezzata e reietta da un'Italia largamente astemia e astensionista. Considerati i non votanti e/o avversi alla legittimazione del vizio contro natura, è lecito sostenere che la infame legge pederastica, votata da un parlamento spettrale, rappresenta una ristretta minoranza di cittadini, per lo più ingannati dalla squillante chiacchiera proveniente dal vespasiano e dal salotto allucinato dalla spocchia degli speculatori.
    Sostenuta solo da un quarto degli italiani (un quarto oltre tutto frastornato e incantato dalle autorevoli sirene del vespasiano) la legge sodomitica (direbbe Giovanni Papini) vale tanto sterco quanto pesa. Di là del condivisibile pensiero papiniano non si può tacere la gradita manifestazione di un segnale di insofferenza lanciato dal dormitorio vaticano. E' possibile e comunque auspicabile che la sfacciataggine al potere desti la gerarchia cattolica dal sonno e dalla non veggenza. In questo caso la vittoria dei culocrati si rovescerebbe nel risveglio della autorità dormiente.
    Contravveleni e Antidoti: La parodia del diritto

    La "Cirinnà" parte male "È anticostituzionale e discrimina gli etero"
    I giuristi lanciano l'allarme: non passerà l'esame della Consulta, crea più problemi di quanti ne risolva
    Stefano Zurlo
    Paola Concia e Maria Elena Boschi festeggiano, ma molti giuristi si mettono le mani nei capelli. La legge sulle unioni civili ha confezionato un similmatrimonio, qualcosa che assomiglia al legame fra marito e moglie, copiando però l'originale in modo maldestro.
    «Per dirla in una battuta - spiega al Giornale Mario Esposito, ordinario di Diritto costituzionale all'Università del Salento - il testo appena approvato crea più problemi di quelli che risolve». Problemi concreti, per capirci, che potrebbero innescare un gigantesco contenzioso davanti ai giudici e poi alla Corte costituzionale. «Problemi - specifica Elisabetta Alberti Casellati, fra i più noti avvocati matrimonialisti italiani, oggi consigliere al Csm - che sono figli di una linea politica furbetta. A parole si diceva di voler creare un soggetto nuovo, l'unione fra persone dello stesso sesso, in pratica si è inseguito il matrimonio tradizionale fino a dare vita ad un ibrido». Un vero pasticcio all'italiana.
    Non si tratta di slogan, ma di questioni che partono dalla Costituzione e arrivano fino ai dettagli della vita domestica. «Il legislatore - prosegue Alberti Casellati - sostiene che l'unione fra persone dello stesso sesso va inserita fra le formazioni sociali, con riferimento agli articoli 2 e 3 della Costituzione. Perfetto, ma poi vediamo che tutti i rimandi, martellanti, sono all'articolo 29 e alla disciplina della famiglia. Si è fatto un giro tortuoso per giungere, senza dirlo, al matrimonio, ma questo pone seri profili di costituzionalità perché va contro l'articolo 29 della nostra Carta». Non solo: ci sarebbe un altro meccanismo che scricchiola, perché molti diritti concessi alle coppie dello stesso sesso vengono negati alle coppie di fatto fra uomini e donne. Come mai? «Se si sostiene di non voler replicare il matrimonio - è la domanda ingombrante che rilancia Alberti Casellati - perché si discriminano le coppie di fatto miste?». Qualcosa non funziona e la Consulta potrebbe aprire una riflessione ad hoc.
    Cosi come pare traballare il capitolo adozioni: «Quel che esce dalla porta della legge rientra dalla finestra del comma 20 - aggiunge il senatore Carlo Giovanardi - quando si afferma che resta fermo quanto è previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti». Questo significa delegare in modo allusivo ai giudici lo scardinamento della legge tradizionale che in teoria, almeno per quanto riguarda i bambini, non viene toccata. Ma anche qui ci inoltreremo in un terreno minato, pieno di incognite, punti in sospeso, situazioni tutte da definire».
    Insomma, la legge che dice e non dice rischia di diventare presto un campo di battaglia. «Vedo almeno due aree critiche - riprende Esposito - quella previdenziale e quella successoria». Di che si tratta? «La norma riconosce al partner la possibilità di diventare erede del compagno defunto e allo stesso tempo gli promette la pensione di reversibilità. Va bene, ma cosi si apre il libro delle possibili discriminazioni». Un esempio? «Ammettiamo che il signor Mario sia stato sposato e poi abbia divorziato. Chi la spunterà alla sua morte, il partner o l'ex moglie che pure è tutelata dall'articolo 29 della Costituzione?».
    Temi insidiosi per un ventaglio di casi senza fine: «Se io contraggo - conclude Esposito - tre o quattro unioni civili nella mia vita, anche perché non c'è l'obbligo di fedeltà e si possono sciogliere con una certa facilità, che succede? Come si regoleranno fra loro gli ex partner?».
    Domande maliziose ma non astratte. Quesiti che si moltiplicano più si studia in profondità un testo che pare gracile e problematico. Si vedrà. Intanto, la legge affronterà presto un primo esame davanti alla Consulta. Si tratta di una questione di metodo e non di merito: 51 senatori hanno sollevato un conflitto di attribuzione perché il Senato ha loro impedito di approfondire l'argomento in commissione Giustizia. Il primo step, sull'ammissibilità, è previsto per il 18 maggio. «Se i 51 dovessero vincere - è la conclusione di Esposito - la legge andrebbe subito in pezzi».
    La "Cirinnà" parte male "È anticostituzionale e discrimina gli etero" - IlGiornale.it

    Unioni civili, pronto il referendum per abrogare la legge
    Centrodestra e cattolici uniti al grido di "#ciricorderemo"
    Chiara Sarra
    Le unioni civili sono state appena approvate e già arriva una proposta per abrogarle al grido di #ciricorderemo, l'hashtag lanciato in occasione del Family Day. Una battaglia che vede unito tutto il centrodestra che si costituisce in comitato e si prepara a presentare un referendum per abrogare una parte della legge Cirinnà appena Sergo Mattarello lo firmerà.
    "Ricorriamo al referendum perché Renzi ci ha impedito con la fiducia di emendare e discutere la legge. Ridiamo la parola ai cittadini che rappresentiamo", dice Carlo Giovanardi di Idea. Il comitato sarà presieduto da Eugenia Roccella, portavoce del primo Family Day, che spiega: "Siamo aperti alle associazioni pro life e family, alle piazze romane riempite (dal Circo Massimo a San Giovanni). La battaglia non è finita con un voto finale ottenuto a colpi di fiducia, canguri e violentando la Costituzione. Noi non abbiamo potuto rappresentare chi ci ha votato, non abbiamo potuto votare un solo emendamento e allora è giusto che la battaglia ritorni nelle piazze, contro una legge che vuole costituire un simil matrimonio con un mercato della filiazione aperto e intoducendo l'utero in affitto".
    Unioni civili, pronto il referendum per abrogare la legge - IlGiornale.it



    Le pensioncine di reversibilità degli invertiti sono "sostenibili". Tanto paga sempre Pantalone....

    Unioni civili, Boeri: Da pensioni reversibili aggravio costi c'è ma sostenibile
    "C'è sicuramente un aggravio di costi‎ per il sistema, ma non dell'entità che è stata spesso paventata. Abbiamo fornito alcuni elementi di valutazione alla commissione parlamentare e i costi non si sono rivelati così elevati". Lo ha detto il presidente dell'Inps, Tito Boeri, commentando a margine di un convegno Favo a Roma, le norme sulla reversibilità pensionistica contenute nella legge sulle unioni civili approvata ieri, e il loro futuro impatto sulle casse dell'Istituto. "C'è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell'ordine di qualche centinaio di milioni di euro, quindi sostenibile".
    Unioni civili, Boeri: "Da pensioni reversibili aggravio costi c'è ma sostenibile"


  7. #2037
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Bruxelles all'Italia

    'Ok flessibilità per 14 miliardi, sforzo sui conti'

    Politica.Mercoledì le 'pagelle' ai Paesi dell'Eurogruppo. Padoan: eviteremo deviazioni, aggiusteremo conti e stimoleremo la crescita. Scambio di lettere Roma-Bruxelles: Dear Pier Carlo; Dear Valdis, Dear Pierre

    Dear Stocazzo!
    Siamo alla fine.
    La Troika ha cambiato la rotta come i migranti.
    Occhio al portafoglio!
    Lo lasciano in piedi, sostenendolo, solo per le elezioni.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #2038
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Tutte le manovre dietro l’assalto al Corsera
    di Ruben Razzante
    C’era da aspettarselo. Era impensabile che i cosiddetti “poteri forti” lasciassero campo libero a Urbano Cairo nella sua scalata al gruppo Rcs. Il Corriere della Sera, pur pieno di debiti e con appeal in forte ribasso nell’era di internet e dei social network, rappresenta in ogni caso un boccone ghiotto per alcuni settori finanziari e anche per la politica.
    Ecco perché, a circa un mese dalla proposta di Cairo, è arrivata, due giorni fa, quella di un’altra cordata, composta da Diego Della Valle, Mediobanca, Unipol e Pirelli, soci storici del Corriere, che si sono alleati con il fondo Investindustrial dell’imprenditore Andrea Bonomi. Sul piano squisitamente finanziario, quest’ultima è di gran lunga preferibile alla prima perché è un Offerta pubblica di acquisto e non di scambio e perché punta sul contante: 0,70 euro per azione. La newco dei soci storici rappresenta attualmente il 22,6% del pacchetto azionario e tenterebbe la scalata all’altro 77,4%. La proposta di Cairo, come si diceva, è quella di uno scambio azionario: un’azione Cairo Communication in cambio di 8,3 titoli Rcs, il che equivale a circa 0,52 euro per ciascuna delle azioni del Corriere.
    L’Opa totalitaria della seconda cordata valorizza la società 70 centesimi per azione, per un totale di circa 365 milioni, il 31,58% in più rispetto a quanto offerto da Cairo, per di più in azioni della sua casa editrice e non in denaro sonante. Nei giorni scorsi l’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, aveva fatto “melina” affermando di non essere a conoscenza di proposte alternative a quelle di Cairo. Ora la seconda offerta c’è e mira a raggiungere due obiettivi: mettere all’angolo Intesa Sanpaolo (vero alleato di Cairo), prima banca creditrice di Rcs, e impedire che Il Corriere, dopo il disimpegno di Fca e della famiglia Elkann, possa virare decisamente verso i lidi antigovernativi.
    Il premier in questi mesi così delicati di campagna referendaria non può permettersi di avere il primo quotidiano d’Italia che gli rema contro. Non è casuale che, all’indomani dell’allontanamento di Marchionne e del vecchio mondo Fiat dall’editoria italiana, Ferruccio De Bortoli, non propriamente renziano, abbia ripreso a scrivere con continuità editoriali sul giornale che ha diretto per anni. In caso di acquisizione del gruppo da parte di Cairo, sarebbe con ogni probabilità lo stesso De Bortoli a diventare presidente del gruppo o addirittura a tornare alla guida del Corriere. La partita per il controllo del quartier generale di via Solferino si fa quindi incandescente perché in essa si intrecciano trame finanziarie e disegni politici. In queste ore circolano anche voci insistenti di una terza proposta in arrivo.
    Forse sarà proprio questo l’epilogo della delicata vicenda, considerato che Intesa, schierata dalla parte di Cairo (anche perché Banca Imi, che fa parte del gruppo Intesa, è uno dei consulenti che supportano il piano dell’imprenditore piemontese), potrebbe comunque contrastare la controffensiva di Mediobanca e mettere i bastoni fra le ruote alla cordata antagonista. Essendo Intesa la prima banca creditrice di Rcs, essa giocherà un ruolo decisivo sul fronte della rinegoziazione del debito (centinaia di milioni di euro, dei quali ben 162,4 detenuti da quella Banca) e non accetterà supinamente l’eventuale conquista del Corriere da parte di Bonomi e dei vecchi soci, tra cui la rivale Mediobanca.
    Bonomi, d’altra parte, sembra smanioso di affermare una sua leadership nel settore dell’editoria, dopo alcune operazioni in altri ambiti, tra cui quello turistico. La sua idea sarebbe quella di ottimizzare i ricavi derivanti dal mondo degli eventi sportivi e di ampliare l’offerta digitale del gruppo Rcs, svecchiando il pubblico dei suoi giornali, intercettando un’utenza più giovanile e creando un polo multimediale internazionale. In qualche modo un’altra declinazione del verbo rottamare, non a caso gradita a Renzi, timoroso fino a due giorni fa per i proclami bellicosi di Cairo e ora rassicurato da questa controfferta. Presto sapremo chi la spunterà.
    Tutte le manovre dietro l?assalto al Corsera


    Coppie contronatura: le unioni incivili
    Tito Boeri ha dovuto ammettere che la reversibilità della pensione per le coppie contronatura, in cui nessuno dei quattro capezzoli mai produrrà una sola stilla di latte, costerà al contribuente alcune centinaia di milioni di euro. Mentre il presidente dell’Inps parlava ai giornalisti io parlavo al Cibus con un giovane allevatore veronese che alle quattro del mattino aveva munto le sue vacche. Mi diceva che, grazie alle tasse, con le ultime quotazioni del latte la sua stalla stava perdendo 17.000 (diciassettemila) euri al mese. Chiaramente le vacche del giovane allevatore presto dovranno essere abbattute: niente più latte, niente più vitelli, niente più vita in quella fattoria veronese.
    Se quei milioni fossero stati usati per alleggerire il carico fiscale sulla zootecnia, in quella fattoria veronese ancora per tanti anni sarebbero nati vitelli, ancora per tanti anni sarebbe sgorgato un fiume di latte. Se la sodomia non fosse il furto di vita che è.
    Coppie contronatura: le unioni incivili


    Se Avvenire nega ai sindaci la libertà di obiettare
    di Renzo Puccetti
    E così il professor Francesco D'Agostino ha parlato: «resistere, resistere, resistere». Quel grido di battaglia faceva ben sperare e poco importa che il pilotato titolista avesse depotenziato il titolo utilizzando il molto più innocuamente adattativo "resilienza", mica l'autore del pezzo decide i titoli. Purtroppo la lettura ha spento il mio entusiasmo in men che non si dica.
    Per l'editorialista di Avvenire non rientra nel resistere il «fare appello all’obiezione di coscienza di quanti saranno chiamati a registrare (non a celebrare, come qualcuno pretenderebbe) le unioni civili previste e regolate dalla legge». L'autore non argomenta, ma a tappare la falla ci pensa il giorno dopo il professor Mauro Cozzoli, ordinario di teologia morale alla Lateranense, secondo il quale «il ricorso all’obiezione di coscienza, nel caso delle unioni civili, sarebbe una via impraticabile». Perché? L'argomentazione è sorprendentemente tautologica: «Perché ricevere e registrare la dichiarazione di "unione civile" [...] per un pubblico ufficiale non costituisce né un male morale, né un’adesione e approvazione della legge che la consente».
    Che strano, nel momento in cui è in atto il richiamo rivolto al cattolico Mattarella circa gli obblighi della sua coscienza rettamente formata, l'organo della Cei pubblica due articoli in cui si dice che contro l'applicazione di questa legge la coscienza non ha da eccepire. Non c'è che dire, ecco un altro dei tanti aiuti alle istanze dei pro-family giunti con tempismo impeccabile dall'establishment cattolico italiano in questi mesi. Se, infatti, un sindaco non deve farsi problemi nel mettere la propria firma su un certificato di civilunione, perché mai Mattarella non potrebbe mettere la propria firma sul testo della legge? Ma cerchiamo di capire meglio.
    Il Catechismo insegna che gli atti omosessuali sono «intrinsecamente disordinati», «contrari alla legge naturale" ed "in nessun caso possono essere approvati»(Catechismo della Chiesa cattolica n. 2357). Con gli atti, anche le relazioni omosessuali, perché esse prevedono, oltre a tutte quelle specie di azioni che sono proprie dell'amore di amicizia, violazioni della castità (ibidem n. 2359). La legge sulle unioni civili, dal momento che istituzionalizzandolo, promuove ed approva questo male e lo rende del tutto sovrapponibile al matrimonio (tanto che il comma 21 del testo recita: «alle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano le disposizioni previste dal capo III e dal capo X del titolo I, dal titolo II e dal capo II e dal capo V-bis del titolo IV del libro secondo del codice civile»), è essa stessa un male.
    Se un male non fosse non si comprende perché la Congregazione della Dottrina della Fede si sarebbe scomodata a redigere un documento di condanna (Congregazione per la Dottrina della Fede. Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali. 3 giugno 2003). Forse è sfuggito al professor Cozzoli, ma quello stesso testo, firmato dal cardinale Ratzinger e approvato da san Giovanni Paolo II, dunque ci sarà perdonato, un tantinello più autorevole di un articolo di giornale di un pur dottissimo docente, dà indicazioni operative diametralmente opposte: «In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell'equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest'ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all'applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all'obiezione di coscienza».
    Se redigere un atto che direttamente concede al richiedente di effettuare un male non costituisce una cooperazione, se non formale, almeno materiale diretta, allora il professor Cozzoli e il professor D'Agostino avrebbero dovuto sostenere che anche redigere il documento per ottenere l'aborto da parte di un medico, pure egli un pubblico ufficiale, che con quell'atto semplicemente recepisce lo stato di gravidanza della donna, che la gestazione è entro i termini per abortire e la invita ad una settimana di riflessione, come per la registrazione delle unioni civili «non costituisce né un male morale, né un’adesione e approvazione della legge che la consente». Ma di diverso avviso fu proprio papa Giovanni Paolo II che impose in Germania che i consultori cattolici, nell'assistere le donne con gravidanza difficile, riportassero in calce al certificato attestante la propria assistenza per prevenire l'aborto, la dicitura: «Questo certificato non può essere utilizzato per l'esecuzione depenalizzata di aborti».
    Non è possibile notare come la posizione contraria all'obiezione di coscienza espressa sulle colonne dell'Avvenire è, ma guarda la casualità, sovrapponibile a quella del Partito Democratico. Per bocca di Alessia Morani ci viene detto che i sindaci non sono al di sopra della legge. Vero, ma in molti pensiamo anche un'altra cosa, ovvero che la legge non è al di sopra della giustizia.
    Se Avvenire nega ai sindaci la libertà di obiettare

  9. #2039
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    Predefinito re: Il Paese do sole che non può essere chiamato di menta

    Nel paese di merda è possibile gioire per la morte di qualcuno?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #2040
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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