



Quelli saranno e sono i primi. Stessa sorte toccherà in Germania, scandinavia, olanda, inghilterra. A Francoforte i tedeschi sono già minoranza.
Francoforte, i tedeschi sono in minoranza: 51,2% è nato all'estero o figlio di migranti
E continuano ancora a chiamare i tedeschi NAZISTI.![]()


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


https://www.rischiocalcolato.it/2017...sce-renzi.html
Dimenticate il “premetto che non sono razzista”. Esserlo ora va anche di moda, garantisce Renzi
Di Mauro Bottarelli , il 7 luglio 2017
L’immagine di copertina non è quella reale del caso ma sintetizza bene l’accaduto. Come raccontava “La Stampa”, infatti, un cartello molto simile è apparso nei giorni scorsi sulla facciata di un palazzo signorile in corso Regina Margherita, a Torino: “Affittasi alloggio solo a persone non straniere”. Opera di un’agenzia immobiliare incaricata dell’affitto, la quale ha spiegato di dover sottostare ad una precisa richiesta dei proprietari. Apriti cielo, immediati sono tornati alla mente i ricordi di quando, negli anni Sessanta, sempre a Torino cartelli analoghi veniva affissi per i meridionali che emigravano, richiamati dalle sirene di un lavoro alla FIAT. E qualcuno, ovviamente, ha scomodato le leggi razziali e quant’altro, tanto per giocare il carico da novanta del buonismo. Ora, cosa c’è di male? Se è casa mia, fino a prova contraria, la affitto a chi voglio, o no? Suonerà poco diplomatico ma cosa c’entra il razzismo? E se anche c’entrasse, abbiamo o meno il diritto di esserlo? Finché non si varcano i limiti del codice penale, nessuno può farci piacere questo o quello se non ci piacciono.
Sarò limitato, troglodita, arretrato, nazista, quello che volete: ma sono libero di non sopportare – o, quantomeno, non voler avere a che fare – chi voglio. Anche in punta di pregiudizio, financo lombrosiano. Tanto più che, nel caso di specie, forse c’era anche una ragione pratica, ancorché magari volgare per qualche anima bella. E lo confermava nell’articolo una condomina: “Alcuni sono fuggiti senza sanare il debito dell’affitto. Qui, ogni anno, c’è qualcuno che fa così”. E’ razzismo far notare che, dati alla mano, magari si scopre che fra gli affittuari stranieri la percentuale di chi è moroso è più alta che fra gli italiani, quindi a loro non affitto, onde evitare che scappino o, peggio, mi occupino l’appartamento abusivamente? “Ci sono state difficoltà con alcuni inquilini stranieri che si sono rivolti anche ai centri sociali per evitare lo sfratto ma il problema della morosità non ha nazionalità. E non ci siamo mai sognati di chiedere di non affittare agli stranieri”, ha spiegato l’amministratrice. Intanto, dopo le richieste di chiarimento, il cartello è stato rimosso. La nobiltà sabauda e antirazzista è salva.
Insomma, niente di che, nei fatti ma uno specchio dell’Italia di oggi. Un’Italia che ha a che fare con quella piaga d’Egitto dei buonisti al potere (in politica, nei media, nella cultura, persino nell’imprenditoria) ma, forse peggio, anche con quella dei cittadini “premetto che non sono razzista”, la specie che detesto di più. Perché devi premettere? Dì quel che pensi e fottitene di premettere, quasi a voler chiedere scusa al politicamente corretto per avere un’opinione: lo pensi? Dillo, cazzo! E invece no, figure retoriche, prolusioni infinite, scuse preventive, delicati giri di parole, atti di contrizione a prologo di quello che, nel 90% dei casi, non è nemmeno razzismo ma solo buon senso. Guardate alla realtà attuale, al cambio di paradigma e narrativa in atto proprio sul tema migranti. Cosa ha detto, chiaro e tondo, metà dei ministri dell’Interno UE presenti ieri al vertice di Tallinn? Che i migranti economici non li vogliono e che i loro porti restano chiusi per le navi che li trasportano.
Chiaro e semplice. Non è razzismo questo, in base ai canoni boldriniani con cui conviviamo ormai da anni? Sì ma, in realtà, è solo buon senso. E quel sincero democratico di Emmanuel Macron non sta forse operando a Ventimiglia la stessa politica che avrebbe fatto Marine Le Pen, se eletta all’Eliseo? Ovviamente sì ma, nel suo caso, l’elite si limita a un moto azzurrino ed elegante di delusione, mentre per demonizzare la Le Pen si sono scomodati addirittura i campi di concentramento. E come mai, di colpo, si parla di emergenza, di sistema al collasso, senza essere tacciati di allarmismo xenofobo? Solo perché ne sono arrivati 12mila in due giorni, quando sono almeno tre anni che subiamo sbarchi senza sosta? O forse perché l’aria sta cambiando, le elezioni si avvicinano e con i centri di accoglienza che registrano rivolte un giorno sì e uno pure, forse è il caso di smetterla di giocare con i cerini vicino alla pompa di benzina? Dopo la rivelazione di Emma Bonino, poi.
Eh già, perché se non fossero bastate le parole dell’ex ministro degli Esteri del governo Letta, il mea culpa sul troppo aperturismo di Bill Gates e la fermezza di Marco Minniti, ecco che Matteo Renzi mette il carico da novanta: “Non possiamo accogliere tutti, ci vuole il numero chiuso”. Riapriti cielo. Ed ecco il capopopolo degli immigrazionisti in servizio permanente ed effettivo lanciare il suo j’accuse da Facebook:
ormai è fuori controllo, mi piacerebbe solo capire quale trauma lo abbia trasformato nell’alter ego della Boldrini dagli inizi di aprile ad oggi, forse una delusione con lo shampoo. Ma tant’è, proprio Facebook ci ha garantito la perla della giornata, un qualcosa in grado di mostrare come il Re dell’ipocrisia sia non solo nudo ma ormai in versione radiografia. Ecco a voi, la pietra dello scandalo: “Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro”. Matteo Salvini? Marine Le Pen? Viktor Orban? Norbert Hofer? No, Matteo Renzi. Il testo è un estratto dall’ultimo libro del segretario del PD, “Avanti”, di prossima pubblicazione (mi raccomando, prenotate la vostra copia per tempo). E cosa hanno fatto, da bravi servi del padrone, quelli che gestiscono la pagina Facebook del Partito Democratico? Questo,
salvo poi rimuoverlo. Ma la Rete è tanto libera quanto bastarda, non cancella e non dimentica nulla. Nel post rimosso dalla pagina Facebook del Pd, infatti, un link rimandava a una pagina del sito del Partito Democratico in cui è contenuto un ampio stralcio proprio di “Avanti”. Scrive Renzi, ispirato come non mai: “Sono così fiero dell’aumento dei fondi per la cooperazione voluto dal nostro governo. Del piano Africa presentato per primo da noi come Migration compact nel 2016 e poi in larga parte confluito nell’iniziativa di Angela Merkel per il G20 del 2017. Delle iniziative sull’energia di Eni ed Enel, della straordinaria forza del volontariato e del terzo settore italiano, del grande cuore del nostro paese, ma anche delle iniziative economiche. Ma vanno aiutati a casa loro. Perché l’immigrazione indiscriminata è un rischio che non possiamo correre”.
Buon senso, di fatto. Razzismo per il Boldrini-style. Cortocircuito totale per le menti non troppo elastiche, né troppo libere dei militanti del PD. Me li vedo, chiusi in un’assemblea fumosa ma piena di iPad: sarà razzista o no? Si può dire in giro? Facciamo una prova al bar e vediamo come reagisce la gente? Roba da National Geographic. Ma quando poi salta fuori questa immagine,
ripresa dal post galeotto e la stessa diventa virale in Rete, allora diventano davvero cazzi, anche dopo le simulazioni al bar e in tintoria. Sui social, ovviamente, scoppia il delirio. E me, invece, sorge un dubbio: proprio un errore del team comunicazione del PD per troppo zelo verso il segretario o la classica polpetta avvelenata, servita ancora calda dopo lo scontro alla segreteria del PD di ieri fra Matteo Renzi da un parte e Dario Franceschini e Andrea Orlando dall’altra? Cazzi loro, di certo non mi premuro di scoprire la verità, è già troppo divertente così.
E se il razzismo è un brutta cosa, l’auto-razzismo dell’accoglienza pelosa lo è ancora di più: perché genera mostri. Non so se sapete che, supremo atto di oltraggio a ciò che resta del sano giornalismo USA, una volta al mese Beppe Severgnini scrive una column di cazzate sul New York Times, quasi il quotidiano statunitense dovesse scontare una pena attraverso la classica buona azione. E cosa ha scritto l’altro giorno, il nostro buonista a tutto tondo? “Permettere ai profughi di colonizzare le aree incolte e spopolate d’Italia, Sardegna compresa, per risolvere l’emergenza immigrazione in Europa”. Ora, al di là che per quanto sia grave l’ipotetica colpa morale del New York Times, arrivare a pubblicare una troiata simile configura il reato di epidemie colposa di imbecillità per omesso controllo (spero), sapete da dove ha tratto ispirazione il nostro Hemingway di Porta Cicca?
Dalla “centuriazione”, ovvero la pratica diffusa nell’antica Roma che prevedeva l’assegnazione ai veterani dell’esercito in congedo territori bradi e deserti, affinché li rendessero fertili. Insomma, un modo per non lasciare bellicosi ex guerrieri inattivi e allo sbando, dando invece loro la possibilità di fare qualcosa di utile e produttivo per se stessi, per le loro famiglie e per l’Impero. Peccato che quelli che arrivano a vagonate nei nostri porti non abbiano fatto un beato cazzo per il nostro Paese, anzi vengono a drenare risorse e – nella maggior parte dei casi – a rompere i coglioni. Ma ecco che il maestro spiega la sua iperbole sociologico-storica: “È vero che i rifugiati non hanno combattuto nessuna guerra per l’Italia ma stanno fuggendo da conflitti, povertà e regimi autoritari. Hanno però le giuste competenze. Mentre gli immigrati più istruiti si recano in Germania e nel Nord Europa, quelli che decidono di restare in Italia sono generalmente agricoltori, costruttori, artigiani”.
Ma dove cazzo li ha visti gli artigiani e gli agricoltori, se nella maggior parte dei casi quelli che sbarcano sono sotto i 30 anni e l’unico lavoro che hanno fatto in vita loro gli ha garantito precedenti penali in patria? Ma che cazzo fuma Severgnini prima di vergare le sontuose cagate che pubblica sul New York Times, deliziando così i liberal anti-Trump con argomenti pret-a-porter per rompere il ghiaccio a un vernissage a Tribeca? Ma dove cazzo vive, in un bungalow saturato di gas esilarante nella villaggio vacanze di Fantasilandia? Poi, la sponda a Tito Boeri, quasi due cervelli di quel livello non potessero esimersi dallo scambiarsi le due sinapsi di cui sono dotati, per educare questo mondo grezzo e razzista: “L’Italia si sta spopolando, sta invecchiando. E servono persone nuove”. E dove li mettiamo, i nuovi ospiti?
“Anche in Sardegna, forse l’isola più bella del Mediterraneo, dove l’83 per cento della popolazione vive in piccoli insediamenti sotto i 5mila abitanti che si stanno progressivamente svuotando”. E vuoi non trasformarli in enclave nigeriane o del Mali, quei piccoli insediamenti dove al posto del pecorino diverrà presto tipico lo zighinì o il moin moin? Che idea sublime, capisco ora perché quest’anno il nostro è stato invitato alla riunione del Bilberberg Group, certe menti non si possono lasciare fuori da consessi in cui si decidono le sorti del mondo. Capito perché, a fronte dell’antirazzismo di regime, io mi dichiaro fieramente razzista e non premetto proprio un cazzo, prima di parlare? Per finire, un consiglio, non richiesto, a Severgnini: al netto che, tolto i congiunti di primo grado costretti sotto la minaccia del garrote, le cazzate che scrive le leggono in 12, fossi in lei quest’anno eviterei comunque di scegliere la Sardegna come meta per le vacanze.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


L'altro giorno il ministro dell'interno Minniti fece un discorso alla Camera sull'immigrazione.
Una apoteosi di oratoria con le dovute pause, ostentando un istrionismo da politico consumato.
Una spinta determinata da una forza interna.
Però ad una analisi non superficiale il ministro esternava qualche spazio di paura.
Si i nostri politici hanno paura.
Con l'immigrazione hanno esagerato.
I padroni del signoraggio mondale hanno deciso da oltre 70 anni di cancellare l'aspirazione che i popoli originari dell'Europa sono superiori.
Bisogna attuare il piano Kalergi.
Necessita che, fino a quando il signoraggio può creare ricchezza, questa venga usata per comperare tutte le classi politiche mondiali affinché sia permesso una pianificata mescolanza di culture , operazione che serva a smantellare i picchi di eventuale superiorità economica.
La classe politica italica ha accettato l'onore e i vantaggi di sobbarcarsi il compito di agevolare l'invasione.
O si taglia o il caos


Ma adesso hanno esagerato, hanno paura.
Paura che tra gli immigrati vi sia uno che si chiami Spartaco che nel prossimo ventennio convoglia le aspirazioni delle popolazioni africane sbarcate in Europa.
Questo determinerebbe un pogrom da parte degli italiani originari, tali dal 1861.
I politici e lo stuolo dei supporter diventerebbero grossi capri espiatori. Non per nulla giustamente, per evitare pasticci che sfuggano dalle mani, diventa così problematico ottenere il porto d'armi.
La classe politica impaurita ha cercato di scusarsi di non voler più continuare ad allargare in modo feroce le braccia all'invasione, e con somma abilità ha permesso con questo comma di legge di non permettere alcuna possibilità di disperdere immigrati. Invasione che con tanta fatica è stata programmata.
Hanno paura.
Sono diventati a parole tutti sostenitori di contenere l'invasione.
Ma orma il gioco è fatto.
Questo postilla di legge diventerà l'undicesimo comandamento.
Bisognerà fare attenzione che per cancellare questo undicesimo comandamento non diventi normale cancellarne qualcuno degli altri dieci.
O si taglia o il caos


Ora, in attesa che Rocco Siffredi si dissoci dalla figa, godiamoci lo spettacolo della loro ipocrisia
Di Mauro Bottarelli , il 8 luglio 2017
laura boldrini
Dobbiamo affrontare questione africana con un piano di investimenti se non vogliamo essere destabilizzati da fenomeno migratorio
21:47 - 7 Jul 2017
Ormai è un fiume in piena, “aiutiamoli a casa loro” è diventato un mantra. Declinato in vari modi ma, alla fine, il senso è quello: se non li vogliamo tra i coglioni, occorrerà fare qualcosa. Lo ha detto Matteo Renzi, scatenando un putiferio politico, lo hanno ribadito con sfumature differenti anche Paolo Gentiloni e Marco Minniti, parlando di accoglienza con dei limiti e impossibilità di accogliere tutti. Ma come, non erano gli stessi che fino a non più tardi di un mese fa, negavano addirittura l’emergenza? Sono bastati 12mila arrivi in due giorni per tramutare un “fenomeno inarrestabile e che durerà vent’anni” in qualcosa che si può e si deve fermare, tanto da mettere in atto un braccio di ferro in sede europea?
“Non si può fermare la storia con i muri” dicevano, evocando un futuro di migrazioni di massa come un qualcosa di ineluttabile, anche per colpa dell’Occidente: ora parlano di chiudere i porti e minacciano di tagliare i contributi italiani al budget UE, se i nostri partner non fanno qualcosa. E, giova dirlo, se in Italia la coerenza latita, altrove non abbonda di certo, a partire dagli austriaci che si sono rimangiati i carrarmati al Brennero nel tempo di un “bah”. E Macron, quel figo pazzesco? Guardate la prima pagina del “Secolo XIX” di oggi, il quotidiano di Genova:
non solo ha blindato la frontiera di Ventimiglia in maniera ermetica ma ha anche riaperto, dopo 20 anni, il presidio di Ponte San Luigi: insomma, l’uomo che ha scacciato il fantasma xenofobo della Le Pen dai sonni delle elites, sta mettendo in atto in maniera pedissequa la sua politica sull’immigrazione. Anzi, forse a certi estremi non sarebbe arrivata: ma, si sa, il mondo è strano in questo periodo, visto che adesso la brava Marine è diventata pro-euro.
E poi, la ciliegina sulla torta. Laura Boldrini, la donna che ha fatto dell’immigrazione un dogma positivista, arriva a parlare di “destabilizzazione da fenomeno migratorio”: ma come, non erano delle risorse? Non dovevano pagarci le pensioni? Non dovevano rappresentare il nostro futuro, visto che siamo un Paese vecchio e di vecchi, condannato dalla denatalità all’estinzione? Non erano il sangue fresco che ci avrebbe rivitalizzato come società? E poi, com’è che di colpo, cara Presidente, il flusso inarrestabile di chi scappa da guerra, fame, caldo, ulcera duodenale e cagotto diventa arrestabile, al netto di fare in modo che non abbiano più motivo di scappare? Forse, non è che proprio proprio tutti scappino da un pericolo incombente. Tanti hanno solo voglia di Occidente: di Nike, wi-fi potente, Plystation, iPad e quant’altro.
Desideri condivisibili ma non certo un’emergenza umanitaria: si vive anche senza le scarpe ultimo modello, lo capiranno anche quelli della “meglio gioventù” nigeriana se glielo si fa capire nel modo giusto. “Accogliere è un dovere”, era il mantra. Ora, il dovere è quello di aiutarli a casa loro. Se per caso gli sbarchi non dovessero cessare, quasi certamente il dovere diventerà quello di tutelare la sicurezza nazionale: come fa quel gran fico di Macron. C’è odore di elezioni nell’aria ma, soprattutto, c’è una gran puzza di merda proveniente dalle sedi istituzionali romane, dopo la dichiarazione-choc di Emma Bonino riguardo il patto con l’UE sugli sbarchi in Italia nel biennio 2014-2016: pensate che una con l’esperienza e l’intelligenza politica di Emma Bonino si sia fatta scappare una cosa simile in un momento simile, solo per sbaglio o leggerezza? Illusi, quello era un messaggio in codice. E, penso, lo abbiamo recepito velocemente in tanti.
In attesa di un duro pronunciamento di Rocco Siffredi contro la figa e i danni che arreca al genere umano maschile, godiamoci questo momento, godiamoci lo spettacolo indegno e da teatro dell’assurdo della loro ipocrisia ontologica. Ormai, rimane solo lui,
fisso sulle sue posizioni: il compagno Bergoglio, intervistato dal compagno (fu camerata ai tempi di Salò), Eugenio Scalfari. Ecco la perla di due pagine di colloquio a Santa Marta, roba che in confronto una maratona di SuperQuark equivale a cocaina, in quanto a capacità di stare svegli: “Papa Francesco mi ha detto di essere molto preoccupato per il vertice riunione del G20. Temo che ci siano alleanze assai pericolose tra Potenze che hanno una visione distorta del mondo: America e Russia, Cina e Corea del Nord, Russia e Assad nella guerra di Siria. Qual è il pericolo di queste alleanze, Santità? Il pericolo riguarda l’immigrazione. Noi, lei lo sa bene, abbiamo come problema principale e purtroppo crescente nel mondo d’oggi, quello dei poveri, dei deboli, degli esclusi, dei quali gli emigranti fanno parte. D’altra parte ci sono Paesi dove la maggioranza dei poveri non proviene dalle correnti migratorie ma dalle calamità sociali di quel Paese; altri invece hanno pochi poveri locali ma temono l’invasione dei migranti. Ecco perché il G20 mi preoccupa”.
Insomma, George Soros e la sua agenda politica hanno conquistato anche il Vaticano, tanto da far passare il Papa dal dramma umano dei migranti all’assetto istituzionale dell’Europa nell’arco di poche righe. E trarre questa conclusione: “O l’Europa diventa una comunità federale o non conterà più nulla nel mondo”. Grazie al cielo, lo stesso cui fa riferimento Bergoglio, stiamo avviandoci proprio verso il secondo epilogo. Con enorme scorno del Vaticano ma, siamo certi, se la Boldrini è arrivata ad associare la parola migrante al concetto di destabilizzazione, anche Papa Bergoglio riuscirà, prima o poi, a capire il significato di ingerenza indebita. Amen.
https://www.rischiocalcolato.it/2017...ipocrisia.html
Come detto, l'uscita contemporanea della serpe al veleno Bonino e del Satana Bill Gates non è casuale.
Non riesco a comprendere ancora le ragioni di tutto questo, ma qualcosa è cambiato.
Il CAPO assoluto ha dato un ordine ... nuovo.
Notare dalle foto il ciuffetto di capelli spuntare sotto la finta cuffia della strega...
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Mi chiedo, con un certo sorrisetto sadico sotto i baffi che non ho, cosa devono ancora digerire i sinistri.
Poveri idioti!
Da domani tutti in piazza in fila per due, mi raccomando, al grido di "aiutiamoli a casa loro!"
Ma non era il proclama di chi era stato loro ordinato di odiare?![]()
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Dal G20 NON PASSA NULLA di quanto chiesto per i migranti.
Ma proprio NULLA!
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.